Eraldo Baldini – La palude dei fuochi erranti

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Editore Rizzoli
Anno 2019
Genere Gotico rurale
224 pagine – brossura e epub


“Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue…”
Una delle tante bellissime frasi racchiude ne Il nome della rosa di Umberto Eco può adattarsi benissimo anche a questo gotico rurale di Eraldo Baldini, che proprio il capolavoro di Eco ricorda moltissimo, soprattutto per la capacità autoriale di ricreare le atmosfere e le situazioni del tempo narrato nella storia e per l’indovinatissimo protagonista Diotallevi.
Per colmo del fato, inoltre, Baldini centra involontariamente un tema di attualità assoluta e sconcertante e trasforma così un giallo storico quasi in una pagina di cronaca contemporanea dove il lettore ritrova epidemie mortali, cordoni sanitari e quarantene obbligatorie.
La tensione e il mistero ruotano completamente sul ritrovamento di una fossa comune all’interno di una abbazia nel villaggio di Lancimago, nell’antica terra di Romagna e nell’anno del Signore 1630. I monaci temono che la peste già arrivata nei territori circostanti sopraggiunga anche da loro e per prepararsi al peggio iniziano a scavare una fossa comune all’interno della loro proprietà. Ma qui una fossa comune c’è già ed è piena di scheletri di uomini, donne e perfino bambini.

Uno accanto all’altro e uno sopra l’altro. I monaci non hanno mai saputo nulla di questa fossa comune e mentre cercano di svelarne l’arcano proprio a Lancimago arriva Rodolfo Diotallevi, un monsignore inviato dal commissario apostolico con pieni poteri per arginare il contagio della peste. Ma la sua presenza severa e la sua propensione a favorire il silenzio e la solitudine, crea molto disagio tra i confratelli, che finiscono con l’essere davvero intimoriti da quest’uomo che all’insipidezza del suo aspetto fisico contrappone una preparazione e una volontà ferree. Il suo compito è quello di tracciare dei confini invalicabili intorno ai terreni dell’abbazia, che nessuno dovrà violare. E per sottolineare la serietà della cosa il messo che accompagna Diotallevi trasporta con sé una forca smontabile, che servirà a punire i trasgressori.
Ma nelle paludi lugubri e nebbiose di Lancimago la peste sembra essere la cosa meno spaventosa tra tutte quelle che si aggirano. Lugubri latrati, cani da guardia sventrati, luci di fuochi fatui a illuminare la notte come se arrivassero intere schiere di demoni e una strega che sembra avere causato tutto questo, tolgono il sonno a contadini e monaci. Rodolfo Diotallevi, però, è un uomo colto, difficilmente influenzabile e con una determinazione granitica e sa che il vero colpevole deve essere cercato altrove. Soprattutto deve scoprire a chi appartengono quei corpi nella fossa comune, da quanto tempo si trovano lì sotto e chi li ha uccisi così barbaramente.

Il gotico rurale è un genere affascinante perché a differenza del giallo storico attinge moltissimo anche dal folklore delle ambientazioni e dei luoghi di cui narra. Ed Eraldo Baldini, che come direbbero quelli bravi, con il nome che si ritrova sembra essere stato già destinato a scrivere di questi argomenti, è bravissimo proprio in questo genere. La palude dei fuochi erranti ha tutta la seduzione del racconto gotico e insieme il realismo della cronaca di eventi storici, accaduti in una terra come quella dell’antica Romagna dove le leggende popolari e contadine erano presenti allora come lo sono ancora ora in molte parti. E la fascinazione dei luoghi e della storia rinascimentale accostata a eventi macabri e cattivi come la peste e le uccisioni creano una tensione felice che porta chi legge ad appassionarsi al racconto pagina dopo pagina. Rodolfo Diotallevi, inoltre, è il protagonista perfetto che permette a Baldini di “firmare” ancora meglio il racconto, in cui, il lettore più attento non mancherà di scorgere tra le righe il pensiero autoriale e l’amore per un terra che non ha mai smesso di regalare atmosfere e racconti da brivido.

Antonia del Sambro


Lo scrittore:
Eraldo Baldini ha iniziato a dedicarsi alla narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato in antropologia culturale ed etnografia ed avere scritto diversi saggi in quei campi. La sua prima produzione a carattere mystery è la raccolta di racconti Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando, nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di Carnevale Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico rurale» perché Baldini è riuscito a trasporre un genere tipicamente anglosassone e d’ambientazione urbana, nei siti a lui familiari della campagna romagnola. Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all’estero, Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali.