Maurizio de Giovanni – Una lettera per Sara

1674

Editore Rizzoli / Collana Nero Rizzoli
Anno 2020
Genere Noir
336 pagine – brossura e epub


I ricordi sono linfa vitale per il nostro presente: un terreno fertile, umido, caldo in cui si alimentano i battiti del cuore, in cui ci si stringe in un abbraccio immaginario, in cui si segue il profilo incerto di un volto rincorrendone il profumo, ritrovandosi con le labbra schiuse in un sorriso e gli occhi annebbiati dal pianto.
I ricordi sono veleno: una mistura potente che non accenna a smorzarsi con il passare dei giorni, minacciando di toglierti il fiato e la speranza di tornare a guardare avanti, anziché smettere di continuare a volgerti indietro, verso ciò che è stato. Ciò che è accaduto malgrado te. Ciò che non si può aggiustare. Indietro verso chi non può essere riportato indietro, la cui assenza si è solidificata nell’unica presenza possibile. Senza abbandonarti. Impedendoti di dormire. Avvelenando il tuo sangue.

“e comunque ogni morte violenta generava un effetto domino dagli esiti imprevedibili.”

L’ispettore Davide Pardo è quel tipo di uomo che non ama gli imprevisti, che sogna di muoversi nei giorni attraverso una routine consolidata di gesti che gli restituiscano un senso di appartenenza. Lui che vorrebbe ma non ha una famiglia. Nel suo appartamento vive asserragliato con il gigantesco cane che si è impossessato pure della sua vita. Appuntamento fisso la passeggiata mattutina per portarlo fuori che diventa quasi una corsa a ostacoli dove dimostrare un’abilità ginnica e di riflessi di cui Pardo non è mai stato munito. Verso le undici “lui prende il caffè”, un rito irrinunciabile che invece in una mattina di aprile in cui la primavera sembra restia a scivolare nell’estate, viene interrotta da un irriconoscibile vice ispettore Fusco, ora in pensione, suo diretto superiore molti anni prima, che gli chiede un favore in memoria dei vecchi tempi. Ha bisogno di parlare con Antonino Lombardo un anziano detenuto, ormai molto malato, che ha chiesto di vederlo e sapendo che Pardo è amico del parroco di Poggioreale, contattandolo potrebbe fargli avere un incontro il prima possibile.

Pardo, un po’ infastidito da questa richiesta, promette di farlo ma non si attiva immediatamente e il giorno seguente Antonino Lombardo muore senza rivelare ciò che voleva dire a Fusco che amareggiato e disperato riversa il suo disgusto su Davide, che cerca consolazione in chi ormai è diventata la sua famiglia: Sara Morozzi, un agente della più segreta unità dei servizi ormai in pensione abile nel leggere nei gesti e nel non detto ciò che veramente abita il cuore delle persone; e Viola, madre del piccolo Massimiliano, compagna del figlio della Morozzi morto lasciandola con il bimbo.
Appena Sara sente pronunciare il nome di Lombardo un ricordo vecchio di trenta anni affiora dalla sua mente incrinando le sue certezze, alimentando un dubbio lacerante, spingendola, insieme a Viola, a provare a scoprire la verità, rendendo giustizia all’omicidio di una persona rimasto insoluto e che ha avvelenato la vita di Fusco.
Maurizio de Giovanni torna in libreria con “Una lettera per Sara”, edito da Rizzoli nella collana Nero Rizzoli, terzo romanzo che vede come protagonista la splendida figura di Sara Morozzi la cui potenza e forza risiedono in una specie di invisibilità dalla quale sa sbucare fuori quando necessario. Una prosa poetica che coinvolge, ammalia, seduce ingigantendo pagina dopo pagina il desiderio di sapere fino a farlo esplodere.

Una storia che ha qualcosa di prezioso, in cui si miscelano alla perfezione una trama gialla da risolvere a un fluire di eventi mostrati con un sentire in cui si avverte sulla propria pelle ogni azione ma soprattutto ogni emozione che da essa scaturiscono. La sete di vendetta che non accenna a placarsi. La rabbia per non poter mutare l’ordine degli eventi. Per non poter impedire a chi amiamo di lasciarci. Per non aver potuto salvare chi se ne è andato lasciando solo ricordi, che vorremmo immutabili. Il desiderio di amare, la forza indistruttibile che scaturisce dall’essere padre di contro a chi non ha saputo o potuto esserlo. L’incredulità di fronte a un sentimento di cui non ci si credeva capaci e la difficoltà e lo stupore nel ritrovarsi a maneggiarlo. Il dolore da cui non c’è sollievo e che ci mostra per quello che realmente siamo, senza maschere.

“La sofferenza stravolge la gente, toglie la voglia di fingere, assorbe ogni energia: così emerge chi siamo davvero, senza più inganni.”

Federica Politi


Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni ha creato le serie bestseller del commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone. Per Rizzoli ha pubblicato Il resto della settimana (2015), I guardiani (2017), Sara al tramonto (2019), per cui esiste un progetto di fiction televisiva, e l’antologia Sbirre (2018), con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo.