Christian Frascella – L’assassino ci vede benissimo

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Editore Einaudi / Collana I coralli
Anno 2020
Genere Thriller
288 pagine – brossura e epub


Contrera è un personaggio complesso, insondabile, un individuo autodistruttivo, ma capace di una generosità senza confini nei confronti di chi ha bisogno del suo aiuto. Non si può sapere quali siano le sue priorità; di certo non è per sé che vive e lavora. Il suo cervello in continuo movimento è piuttosto un contenitore nel quale riversare le frustrazioni, i ragionamenti, le battute, a volte caustiche, che rivolge a se stesso, ai propri errori, alla negligenza di cui è capace nei confronti delle persone che ama o che ha amato o che vorrebbe amare. Anna, Valentina, Erica, Paola, Alfredo e la piccola Giada. Sono loro le vittime, i predestinati cui tocca ricevere il dolore che Contrera non può impedirsi di riversare su di loro, incapace di arginare quella sorta di bipolarità che impregna il suo carattere.

È allo stesso tempo Jekyll e Hide, Contrera, personaggio dostoevskiano incapace di indirizzare il bene o di rinunciare per non far soffrire. Questo terzo romanzo è una lunga penosa autocritica nella quale un personaggio dolente, benché capace di farti ridere pure nella tragedia, si trova a dover affrontare se stesso e il proprio passato, un trascorso popolato dalla figura integerrima del padre poliziotto, suicida a causa della delusione per il figlio. Mentre corre dietro a un assassino, tralasciando i doveri di genitore, di amante, di ex marito, Contrera ha solo una cosa in mente: scagionare l’amico Eddie, un nero che a causa di Lubna, – donna bellissima il cui nome che richiama altre storie – è ricercato ingiustamente per un duplice omicidio. In questo si rivela la lucida follia del protagonista, nell’anteporre l’amicizia agli affetti. Totale irresponsabile nei confronti delle persone che ama.

Attorno a loro c’è la Barriera, l’universo amato e odiato, dolce e feroce, una giungla popolata di gazzelle e di leoni che danno loro la caccia. In questa giungla Contrera è una specie di Tarzan che corre instancabile da una parte all’altra su una Suzuki invece che sulle liane. La Barriera è una pentola a pressione che bolle sul fuoco della difficoltà, dell’intolleranza, del razzismo. Una pentola che rischia di esplodere nella lunga notte in cui Contrera, uscito dal suo ufficio nella lavanderia automatica di Mohammed, dovrà far si che tutto rientri nella normalità, che le colpe siano assegnate, gli amici salvati e che le persone amate restino deluse. E, naturalmente, che i carabinieri dell’amico Baseggi facciano una brutta figura.

La scrittura di Frascella è nitida, veloce, sofferta. Le sue battute sono caustiche, a volte feroci, sempre esilaranti. La meccanica dell’azione sembra esistere soltanto per accompagnare il ballo scomposto del suo eroe sulle strade della periferia, un pretesto per dar voce ai pensieri e agli ideali confusi dell’investigatore Contrera. L’assassino ci vede benissimo è un romanzo che scorre in un lampo, ti cattura trascinandoti in una corsa priva di retorica ma ricca di sentimenti, di frustrazione e male di vivere. Una lunga notte nell’inverno della Barriera che ti lascia riverso su una panchina scassata con un solo desiderio in mente: un bottiglia di Corona gelata.