Massimo Carlotto – Variazioni sul noir

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Editore CentoAutori
Anno 2020
Genere Noir
168 pagine – brossura


“L’odio lo culli come un bimbo. E come un bimbo cresce. Ogni giorno di più.”

Scrivere libri e promuoverli come “noir” negli ultimi anni è stato come voler mettere un’etichetta di eccellenza a un prodotto mediocre per poterlo vendere meglio.
Noir è ben altro, è un’emozione, è uno stato d’animo, è denuncia sociale. È mettersi dalla parte dell’assassino per capire il motivo del suo gesto.
È l’espressione di un disagio, spesso non ha un finale consolatorio.
Questa non vuole essere la lezioncina sulla categoria, intanto perché non ne ho il titolo – solo quello di lettrice – poi perché davvero ormai non esiste un genere ben definito. Ed è vero quello che disse qualcuno, che i generi servono semplicemente per poterli archiviare nel modo giusto.

In Italia a rappresentare il noir sono in pochi, ma ci sono, sempre coerenti con se stessi e fieri di costruire nuove storie che lo rappresentino. Tra questi, da venticinque anni, c’è Massimo Carlotto. In questo caso parliamo di una serie di racconti apparsi su antologie o su quotidiani a partire dal 1995 al 2020, che la casa editrice Centoautori ha proposto di raccogliere fra quelli più significativi nei contenuti, creando questa nuova antologia chiamata “Variazioni sul noir”.
Non sono molte le storie presenti all’interno del libro, esattamente sette, ma potenti e dense di carattere. Ci sono alcuni racconti rielaborati, come ad esempio Champagne per due che uscì a cura di Tecla Dozio per la Todaro Editore nella collana Impronte nel 2000, o Cuori rossi, che uscì in Città in nero nel 2006 per Guanda, a cura di Marco Vichi, e un paio di inediti.
Ognuno di questi verte su argomenti tra i più disparati: la rabbia, la gelosia, la vendetta, il carcere, la percezione della diversità delle culture mafiose, l’amore.
L’autore dell’Alligatore tocca numerose corde e il risultato è una sinfonia basata sul male che affligge l’essere umano e sulle giustificazioni che si adducono per compierlo. Ne è talmente immerso, né è così circondato, che non può più essere riconosciuto, sia dai protagonisti che in alcuni casi dal lettore. Quest’ultimo si ritrova a domandarsi: “Cosa avrei fatto, al suo posto?”

Massimo Carlotto ci ha sempre proposto storie con personaggi border line, a cominciare dalla saga di Giorgio Pellegrini, a quella dell’Alligatore, alle Vendicatrici, oltre a essere ancora vivida la lettura de La signora del martedì…
E, come spesso accade, attraverso la sua scrittura ci ha parlato di una società corrotta, di criminali incalliti, di fragilità umane.
L’autore dà voce alle donne gelose, arrabbiate, vessate. Ma anche prepotenti, manipolatrici, vendicative. Due facce della stessa medaglia.
Uno dei racconti mi ha scavato dentro un senso di angoscia – non dirò il titolo, però – capace di aprirmi gli occhi su quanto davvero si possa fare del male per ragioni assolutamente futili. Sono stata messa di fronte alla realtà, nuda e cruda, anzi crudele. Perché non c’è bisogno di inventarsi nulla e Carlotto ha la capacità di trasformare la realtà in storia, la narrazione in necessità.

Spesso gli autori cercano di porre degli interrogativi nelle loro storie, o forse l’obiettivo è presentarci la vita senza filtri, senza sfumature. In questo caso, Carlotto ci presenta le vite degli altri, attraverso le quali veniamo catapultati nelle stanze dell’oscurità dotati di chiave per uscirne, ma attenzione a non rimanere intrappolati.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Massimo Carlotto è considerato uno dei più importanti scrittori italiani. Il suo romanzo d’esordio è Il fuggiasco; uscito nel 1995 per le Edizioni e/o. Per la stessa casa editrice ha pubblicato Arrivederci amore, ciao, La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita, Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014), la fiaba La via del pepe, con le illustrazioni di Alessandro Sanna (2014), La banda degli amanti (2015), Per tutto l’oro del mondo (2016) e Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017), La signora del martedì (2020). Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz). Per Rizzoli ha pubblicato nel 2016 Il Turista. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Per Cento Autori ha pubblicato i libri per ragazzi Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel (2016) e Jimmy della Collina (2020). Massimo Carlotto scrive anche per il fumetto, il teatro, il cinema e la televisione.