Marcello Simoni – La Selva degli impiccati

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2020
Genere Giallo storico
400 pagine – brossura e epub


La Selva degli impiccati è un titolo che fa presagire una storia ambientata in una lugubre foresta in cui vengono condannati all’impiccagione i colpevoli di chissà quale atroce reato. Invece no. Metaforicamente “la selva” è identificabile con Parigi, ovvero la città delle contraddizioni, della straordinaria bellezza, del tradimento, dell’inganno, della magia esercitata e suscitata. La città che troviamo in questo libro, non è esattamente quella narrata da Victor Hugo, nel Gobbo di Notre-dame. È la città maliarda in cui il poeta François Villon viveva e scriveva versi straordinari tanto da essere considerato il più grande tra i poeti medievali francesi.

Ma alla sua capacità di comporre versi non corrispondeva un comportamento esemplare: nonostante fosse stato cresciuto dai monaci di Saint Benoît, si fosse formato alla Sorbonne, e fosse ben inserito nel quartiere latino, pare che commettere reati fosse il suo modus vivendi tanto da essere obbligato all’esilio e al tradimento. Il romanzo comincia con la scena del poeta “maledetto” sull’orlo della propria esecuzione. Prima che ciò avvenga, però, viene graziato ma le condizioni sono pesanti: l’allontanamento da Parigi e soprattutto la consegna della vita di uno dei suoi mentori, Nicolas Dambourg, il “re dei coquillards” colpevole di conoscere gli abusi commessi a danno dei reduci della guerra dei Cento Anni.

Con Villon l’autore ha immerso il lettore nella storia della Parigi della seconda metá del XV secolo sfruttando con astuzia il periodo in cui del poeta francese si persero le tracce. Proprio in questo intervallo di tempo Marcello Simoni, da gran conoscitore del tardo medioevo francese e delle poesie di Villon, ha escogitato una serie di accadimenti perfettamente incastrati nella vita reale dell’epoca, colmando il vuoto storico lasciato da Villon. Ad avvalorare la vicenda narrata l’autore ha attinto dai versi del poeta, personaggi davvero esistiti, affatto secondari, dando verosimiglianza all’intero romanzo. Difatti reali sono i crimini commessi dai coquillards, banditi “mascherati” da pellegrini di Santiago, che depredavano i viandanti, e reali sono le alcune figure femminili come la tenutaria di un bordello parigino, divenuta molto potente e la giovane orfana fuorilegge, coquillards, che affiancherà Villon nelle sue imprese parigine.

Simoni ha sempre coccolato i suoi lettori con personaggi affascinanti come Tigrinus, fra Girolamo Svampa, solo per citare gli ultimi, narrando storie intriganti usando un linguaggio ricercato e raffinato. Con Villon l’autore va oltre, regalando ai suoi lettori un romanzo storico di alto livello che lascia poco spazio a licenze letterarie, tra cui quelle ascrivibili a taluni nomi modificati al solo scopo di non creare confusione tra i tanti personaggi reali della storia. Questa cura, questa attenzione unita a un ritmo incalzante, rende La Selva degli Impiccati un romanzo immancabile tra le letture di un appassionato del genere.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Marcello Simoni (Comacchio, 1975) è stato archeologo e bibliotecario. Con Il mercante di libri maledetti (2011), il suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Un successo confermato da La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L’isola dei monaci senza nome, La cattedrale dei morti, L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni. Per Einaudi ha pubblicato Il marchio dell’inquisitore (2016 e 2018), dove compare per la prima volta il personaggio di Girolamo Svampa, Il monastero delle ombre perdute (2018 e 2019) e La prigione della monaca senza volto (2019 e 2020). Per Einaudi ha pubblicato anche La selva degli impiccati (2020). È tradotto in venti Paesi.