Intervista a Antonio Fusco

830


Antonio Fusco è nato nel 1964 a Napoli. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.

Per Giunti sono usciti con grande successo: “Ogni giorno ha il suo male” (2014, Premio Scrittore Toscano, Premio Garfagnana in Giallo, Premio Apoxiomeno); “La pietà dell’acqua” (2015, Premio Mariano Romiti, Best 2015 nella classifica di iTunes, Premio Furio Innocenti, Trofeo Rinaldo Scheda); “Il metodo della fenice” (2016, Best 2016 nella classifica di iTunes). ” Le vite parallele” (finalista al Premio SalerNoir 2018 finalista con Menzione Speciale al Premio Prunola 2018).

In occasione della partecipazione al Festival Giallo di sera a Ortona (CH) il 19 luglio 2020 alle ore 21, gli abbiamo fatto qualche domanda:

1.In questi anni molte cose son cambiate per il commissario Casabona. Com’è cambiato negli anni il tuo rapporto con il tuo personaggio?
A.: Entrambi siamo in cammino e ci avviciniamo sempre di più. Ci conosciamo meglio ed abbiamo imparato ad andare d’accordo. Questa confidenzialità aiuta sia lo scrittore, favorendo una narrazione emotivamente più coinvolgente, che il personaggio, che risulta più empatico.

2. La serialità è una lama a doppio taglio in quanto da un lato dà sicurezza perché si conosce il personaggio principale, la sua storia ed è come ritrovare ogni volta un amico, dall’altro c’è il rischio che proprio perché il protagonista è noto può diventare scontato, ripetitivo. Hai mai temuto di correre questo rischio?
A.: Fino ad oggi no. Le mie storie sono tutte molto diverse tra loro. Se non fosse per il protagonista, potrebbero sembrare anche di genere diverso. Si va dal thriller sui serial killer e sulle sette di “Ogni giorno ha il suo male” e di “Il metodo della fenice”, al giallo storico di “La pietà dell’acqua”, a quello psicologico di “Le vite parallele” e “Alla fine del viaggio”. Casabona, poverino, esegue gli ordini e si adatta.

3. In questo periodo stai scrivendo? Se si, puoi anticipare qualcosa?
A.: Ho consegnato da poco il mio prossimo romanzo che uscirà il 23 settembre, sempre per la Giunti, con il titolo “La stagione del fango – Inferno per il commissario Casabona”. Anche questo sarà molto diverso dagli altri. È scritto prevalentemente in prima persona e affronta il tema della criminalità organizzata, in particolare della camorra.

4. Dopo il lockdown stanno ripartendo molti festival e il 19 luglio p.v. sarai presente alla seconda edizione del Festival Giallo di Sera Ortona il cui direttore artistico è un tuo grande amico, Romano De Marco. Quanto è importante ritrovare il contatto de visu con gli autori/amici e con i lettori?
A.: È fondamentale. Rappresenta buona parte della gratificazione che compensa la fatica di portare a termine un romanzo. Per me lo è ancora di più perché mi consente di “evadere” dalla mia dimensione professionale e frequentare ambienti diversi in una veste nuova: quella dello scrittore. È un travestimento, il mio, che ormai mi riesce alla perfezione.

L’autore sarà presente al festival domenica 19 luglio alle ore 21.

Intervista a cura di Luciana Fredella