Paola Barbato – Vengo a prenderti

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Editore Piemme
Anno 2020
Genere Thriller
464 pagine – rilegato e epub


“Alla fine ce l’aveva fatta, aveva salvato la fanciulla.
Ma non dal pericolo che credevo.
Volev’acciaccare ‘nu scarrafone, agg’acciso ‘nu drago.
Ma era ‘nu drago?
Non andava bene, era tutto sbagliato.”

Chi è Francesco Caparzo? Veramente un personaggio singolare.
Intanto, il suo aspetto non è quello che ci si aspetterebbe da un poliziotto: gigantesco, schivo, piuttosto sgrammaticato nel parlare (“Non sono un uomo studiato”), qualche comportamento violento in passato; un’espressione bolsa negli occhi chiari, nascosti da tanta carne.
Quest’uomo non vuole essere considerato un eroe. Eppure lo è diventato, suo malgrado. Un giorno, mentre inseguiva uno stalker, ha fatto una scoperta sensazionale, che gli ha sconvolto la vita. E che lo ha portato alla gloria, suo malgrado.
In un capannone che pareva abbandonato, ha trovato una serie di gabbie da circo, o da zoo, in cui erano imprigionate persone nude, in diverse condizioni fisiche e psichiche. Uomini e donne di cui si erano da anni perdute le tracce. Liberati i prigionieri, e tornati alla vita di sempre, apparentemente, perché gli incubi e i ricordi della prigionia non sono facili da cancellare, tutto sembrerebbe risolto.
Caparzo per i media è l’eroe liberatore, ma questa definizione non lo convince: il vero colpevole, che ha tenuto le fila di quella orribile vicenda, secondo lui è ancora libero, non è il “mostro” che hanno ucciso, e saperlo nell’ombra da qualche parte non è rassicurante.

Infatti quello di Caparzo è più che un presagio, e anche se i colleghi delle forze dell’ordine non considerano le sue teorie, accade presto ciò che egli temeva. Egli pensa infatti che il vero colpevole sia tra loro, tra le vittime. Ecco che le persone liberate, ad una ad una, iniziano a essere uccise. Non incidenti, non casualità…ma un piano preciso che deve avere una motivazione.
Francesco Caparzo continua caparbiamente la sua indagine, contro tutto e tutti. Il suo interrogativo : perché queste persone sono state tenute in vita, talvolta curate, medicate, per anni, ed ora che sono libere vengono uccise? Quale mente perversa dietro a tutto ciò?
Contemporaneamente, scopriamo le storie private dei vari protagonisti: quello che sono ora, con i loro traumi e le loro vite…rappezzate a fatica – non è facile ricominciare come se nulla fosse dopo un’esperienza così traumatica – e il loro passato. Questi racconti di vita sono un po’ spiazzanti per i lettori, tra un flash back e l’altro, ma portano in superficie situazioni terribili e disparate: la mamma che odiava i suoi figli, l’infermiere che maltrattava i suoi anziani pazienti…
Tutti questi personaggi avevano errori, peccati da espiare, come se fossero l’incarnazione del Male, e, proseguendo nella lettura, il “piano”di chi ha escogitato tutto questo diventa chiaro.

L’autrice in modo magistrale ci conduce attraverso una spirale senza fine, e non è facile comprendere dove in realtà si annidi il Male, o dove stia il Bene. Chi sia il buono e chi il cattivo. Il personaggio stesso di Alessandra, o Sandra, o Alex, la principale protagonista del romanzo, è controverso: in alcune parti della vicenda fa orrore, in altre rivela lati “buoni” e diventa difficile per il lettore trarre giudizi, o ancora peggio capire chi sia veramente colpevole e fino a che punto. Talvolta, infatti, la sofferenza imposta può essere vista come una soluzione per espiare i peccati. Di ogni personaggio della storia è tracciata finemente la psicologia: le paure, i segreti, le debolezze. Una carrellata di ritratti indimenticabili, pur nelle loro miserie. Lettura intensa e forte; finale spiazzante.

Alla fine ci chiediamo se sia giusto provare pietà per questi esseri umani spogliati in ogni senso, fisicamente e metaforicamente. Se non abbiano un po’ meritato con i loro errori questa specie di castigo, portato all’eccesso. Quanto abbia inciso la follia sui comportamenti delle varie persone. Quanto abbia inciso l’infelicità pregressa su questi comportamenti folli…. Se…Se…Gli interrogativi sono tanti. A questo serve anche la lettura: a riflettere; a porsi delle domande di tipo etico e morale.

Questo romanzo vorrebbe essere l’ultimo di una trilogia, ma in realtà è strutturato in modo che chi lo legga per primo non sia disorientato, ma possa goderlo appieno. Anche se la parola “godimento” in questo caso è un po’ azzardata, forse: la storia è a tinte fosche, anzi, nerissime, e per gli amanti del genere sarà una vera chicca. Paola Barbato sa come calarsi nell’animo umano, nelle sue debolezze, nei suoi lati oscuri; la sua scrittura è tagliente, incisiva, e coinvolge il lettore fino in fondo.
Un thriller mozzafiato.

Rosy Volta


La scrittrice:
Paola Barbato è sceneggiatrice di fumetti, attività per cui è stata quasi subito chiamata a sceneggiare dei numeri fondamentali di Dylan Dog. Nel 2006 invece inizia la sua carriera di scrittrice, pubblicando subito per un grande editore: il suo primo romanzo thriller, Bilico, è infatti uscito per Rizzoli. Nel 2008 il suo secondo romanzo Mani nude, uscito sempre per Rizzoli, ha vinto il Premio Scerbanenco. Tra gli altri suoi libri ricordiamo Il filo rosso (Rizzoli 2010), Non ti faccio niente (Piemme 2017), Io so chi sei (Piemme 2018), primo romanzo di una trilogia e Il ritornante (Piemme 2019). Ha anche lavorato per la televisione (la fiction Nel nome del male con Fabrizio Bentivoglio è stata trasmessa da Sky nel 2009). Paola Barbato si occupa anche del sociale come presidente della Onlus “Mauro Emolo” che sostiene persone colpite da una malattia neurodegenerativa.