Editore Einaudi / Collana Stile libero Big
Anno 2020
Genere Giallo
312 pagine – brossura e epub
“Forse dalla sua vecchia vita non era mai uscita del tutto.
La febbre che l’aveva accompagnata per anni, giorno e notte, costringendola a scavare, scavare anche a mani nude, per abbrancare qualunque traccia che fetesse della fogna contro cui combatteva ogni giorno….”.
Questa donna è a parer mio una delle due migliori figure femminili di poliziotta incontrate finora (l’altra è Teresa Battaglia di Ilaria Tuti). Interessante, con un vissuto travagliato, con uno stile di vita simpatico e particolare.
Giovanna Guarrasi, detta Vanina, non sa cucinare ma è ghiotta di specialità siciliane; adora il cioccolato; ama il vecchio cinema di qualità, specie se ha come ambientazione la sua Sicilia.
Ha una padrona di casa vice-mamma, che la rimpinza di buoni piatti; un amico caro, gay, con cui divide le serate, gustando i film d’autore.
Ma c’è anche la parte triste della sua vita.
Si porta dietro un bagaglio di dolore, in parte dovuto all’assassinio del padre da parte della mafia, rimasto come un macigno sul cuore, difficile da rimuovere.
C’è poi un amore che non vuole mettersi da parte, né essere dimenticato: è quello per il magistrato Paolo Malfitano, a cui Vanina ha salvato la vita durante un agguato, e con cui ha un rapporto tormentato e contraddittorio.
Siamo giunti qui al terzo caso che si presenta alla nostra affascinante poliziotta, e che ha risvolti internazionali.
Viene trovato cadavere nel parcheggio dell’ aeroporto un ricco americano – cubano, con nazionalità anche italiana, Esteban Torres: un colpo di pistola al cuore.
Subito pare agli inquirenti una bella “gatta da pelare”: non ci sono indizi, né agganci, nulla di nulla. L’uomo ha avuto tre mogli: tutte, molto diverse tra loro, appaiono subito estranee al fatto.
Ma aveva anche un’amante, una bella donna italiana, organizzatrice di eventi, con cui ogni tanto clandestinamente trascorreva brevi periodi.
Mentre brancolano alla ricerca di qualche appiglio, un nuovo fatto movimenta le indagini: nel pozzo del giardino di un hotel viene trovato, ormai “saponificato” il corpo…dell’amante! Si riparte da capo con nuove energie. E con nuovi indizi.
L’uomo aveva amicizie e rapporti di lavoro non molto limpidi: avrà messo il suo zampino la Mafia?
In un’inchiesta fatta di telefonate intercontinentali, piccole e grandi scoperte, personaggi ambigui – il più significativo è il bel nipote di Torres, di professione gigolò, che pare abbia molti lati oscuri nella vita – Vanina si avvia lentamente, ma con sagacia e intuito, verso la risoluzione dell’intricato caso.
Il merito non è tutto suo, ma della squadra che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare: l’ispettore capo Spanò, che sta vivendo un momento difficile e strano della sua vita; il commissario in pensione Patanè che, a dispetto della moglie Angelina, gelosissima di Vanina, è rinato da quando ha di nuovo un caso da risolvere tra le mani!
E, da vecchio segugio, l’uomo riesce sempre a dare un proficuo contributo con le sue intuizioni e, soprattutto, con la sua esperienza.
Non è neppure facile, per Vanina, dedicarsi al caso, con la mente ed il cuore occupati da mille tormenti. Quei messaggi sul cellulare neppure letti (“la spunta era sempre grigia”); l’impulso di partire in piena notte per capire se (il suo) Paolo sia sano e salvo in casa, oppure no; il dubbio continuo se il suo distacco voluto sia stato una scelta giusta.
Ma la donna non si concede neppure un sonnifero, per timore di non adempiere al meglio ai suoi doveri.
Storia come le precedenti molto gradevole, intrigante, che scorre fluida fino all’ultima pagina. La Sicilia qui la fa da padrona: Catania, le sue vie, la sua gente, la sua cucina.
Talvolta pare di sentire il profumo di arancine appena fritte, o di qualche manicaretto tipico, cucinato da Bettina, la solerte vicina di casa.
Il dialetto: l’autrice fa un uso sapiente di vocaboli siciliani qui e là, comprensibili anche ai forestieri, e che danno un tocco di…sicilianità all’opera, senza voler scimmiottare il maestro Camilleri. Questo intercalare è piacevolissimo!
Nella storia non manca l’introspezione, soprattutto nel personaggio di Vanina, e dà all’insieme uno spessore che fa di questo romanzo una lettura non solo “da ombrellone”, ma con qualcosa in più.
Una terza prova superata quindi a pieni voti per Cristina Cassar Scalia, con una trama avvincente, un buon finale a sorpresa e l’attesa, da parte dei lettori ormai fedeli, di un prossimo appuntamento con Vanina Guarrasi.
Rosy Volta
La scrittrice:
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici, un successo confermato da La logica della lampara (2019 e 2020). Nel 2020, il terzo romanzo con protagonita Vanina Guarrasi, La salita dei Saponari. I diritti di questi libri sono stati venduti all’estero ed è in progetto la realizzazione di una serie tv.












