Fabrizio Carcano – Il cacciatore di Caino

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Editore Mursia
Anno 2020
Genere Thriller
320 pagine – brossura e epub


L’Italia è terra di segreti. Qualcuno dopo decenni viene alla luce grazie alla costanza e all’impegno di cittadini comuni che si battono, non si arrendono, persistono fino a che hanno forza e vita. Altri semplicemente restano sepolti per sempre. A volte chi li conosce e potrebbe rivelarli muore portandoseli nella tomba. Sono personaggi poco conosciuti, avvolti di segretezza e mistero, potentissimi finanzieri tra le cui mani sono transitati all’insaputa di tutti patrimoni e fortune di interi stati. Amici e confidenti dei potenti più potenti. Oscure figure della Prima Repubblica il cui operato continua ad avere eco impensabili. A volte benefattori generosi e grandi uomini di fede. Insospettabili nelle loro azioni. Tanto in quelle buone che in quelle biasimevoli.
E proprio nella tomba di uno di costoro il 6 dicembre del 2019, mentre Milano sta preparandosi a vivere tutti gli eventi che inaugurano ufficialmente la stagione delle feste invernali, nell’antico cimitero riservato e privato dell’Abazia di Chiaravalle, vengono rinvenuti dei vestiti da donna insanguinati. Vestiti attuali, normali, che qualsiasi persona di sesso femminile avrebbe potuto indossare nel freddo di Milano. Intanto i resti del corpo seppellito in quella tomba sono stati profanati e spostati e quei resti appartengono niente di meno che al cavalier Tommaso Solonio potentissimo e oscuro banchiere, chiamato da Indro Montanelli il Cavaliere Grigio. Un appellativo che gli si confaceva in vita in maniera impressionante e che rimandava a molteplici cose, tutte non positive. E dato che personaggi come Solonio non fanno mai cose banali, neppure da trapassati, la tomba in cui aveva scelto di dormire il sonno eterno è quasi certamente quella della Boema, una principessa che si riteneva discendere direttamente da Cristo e dalla Maddalena, arrivata nella Milano trecentesca a predicare un culto che metteva la donna al centro della concezione cristiana. Una carismatica che anche dopo essere stata indicata dalla Chiesa di Roma quale eretica e anticlericale non aveva mai smesso di avere seguaci della sua persona e sacerdoti del suo culto. Sugli abiti rinvenuti in questa tomba il vice questore Bruno Ardigò, mastino della squadra omicidi, deve indagare, in quella che si preannuncia una delle sue indagini più complicate dato che a poche settimane, nel gennaio del 2020 in una chiesa a due passi da Piazzale Loreto mani ignote depositano un cellulare con un video di un inquietante duplice omicidio. La prima vittima è un sacerdote, esperto in esorcismi, con una croce rovesciata incisa sulla schiena. Il carnefice si presenta come Caino e annuncia nuovi delitti.
Che sta succedendo quindi a Milano a qualche mese dal lockdown che sconvolgerà tutto? E Ardigò sarà in grado di fermare la scia di sangue e delitti prima che la città si chiuda al mondo?

Fabrizio Carcano chiude la sua fortunata quadrilogia esoterica con il suo romanzo più completo, maturo e affascinante. L’autore non si risparmia e regala ai lettori un giallo permeato di storia. Storia contemporanea con tutti i misteri e i segreti della Milano della Prima Repubblica, storia medievale che vedeva la città meneghina al centro di percorsi di vita e di fede tra i più importanti in Europa, storia dei giorni nostri, con una delle più grandi città italiane messa in ginocchio da un virus letale e sconosciuto.
E la grandezza di Carcano è che tutto questo è amalgamato e narrato alla perfezione.
“Il cacciatore di Caino” è più esaustivo e accattivante di qualsiasi romanzo di genere di Grangé e di buona parte della filmografia di Argento. È un romanzo che fa paura, ma che insegna allo stesso tempo, che affascina per la sua tensione, ma che fa anche sorridere grazie alla personalità sfacciata e seducente del vice questore Ardigò.

La ricerca storica autoriale è perfetta, come lo era anche nei precedenti romanzi della serie, ma in quest’ultimo lavoro sembra essere perfino più matura, più ampia, più inclusiva. La stessa città di Milano è raccontata in ogni suo aspetto. Dai mercatini natalizi, alle chiese di periferia, dalle ampie e meravigliose abazie condotte da ordini religiosi antichissimi, alle stanze segrete della finanza e del potere. Chicca che si posa su una torta a più strati e tutti buoni, di un romanzo come “Il cacciatore di Caino”, la citazione a Il Turista di Massimo Carlotto. Straordinario libro che ogni amante del genere dovrebbe leggere.
A testimonianza che Carcano è un vero intenditore anche come lettore.

Antonia Del Sambro


Lo scrittore:
Fabrizio Carcano è giornalista professionista, scrive per «Il Giorno», «Superbasket», «Bergamo&Sport» e «Affari Italiani». È uno dei giallisti più apprezzati dal pubblico milanese e lombardo nell’ultimo decennio. Il cacciatore di Caino è il suo dodicesimo romanzo noir dedicato ai misteri e al fascino di Milano dopo Gli Angeli di Lucifero (2011), La tela dell’eretico (2012), Mala Tempora (2014), L’ultimo grado (2014), L’erba cattiva (2015), Una brutta storia (2016), Il Mostro di Milano (2017), In nome del male (2018), Il codice di Giuda (2018), Milano Assassina (2019) e Nemesi Nera (2019), tutti pubblicati con Mursia.