Lawrence Wright – Pandemia

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Editore Piemme
Anno 2020
Genere Sci-fi
496 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Elena Cantoni


È il 2020. Harry Parson è un uomo di mezza età, la schiena curva residuo di un rachitismo infantile, in qualche modo è un sopravvissuto a un’infanzia povera, intervallata da diagnosi imprecise e cure insufficienti. Pensa di sé stesso come un miracolo: è sopravvissuto, è riuscito a diventare uno degli epidemiologi più importanti e famosi del mondo, ha una moglie e dei figli. Si ritrova ad assistere a una sonnacchiosa riunione dell’OMS in Svizzera quando, tra le discussioni e i rapporti su vari focolai di malattie tropicali ed epidemie cicliche qualcosa attira la sua attenzione: un patogeno non identificato ancora con un’alta mortalità in un campo profughi in Indonesia.
Non è la tipica “fortuna, troppa fortuna” del protagonista: la vita, le carriere di Parson, hanno affinato il suo istinto per il rischio catastrofico. Parson si reca in Indonesia, scopre la verità sul “campo profughi” e che la mortale epidemia non è causata da un virus o un batterio conosciuto: il virus, denominato Kongoli, si diffonde come l’influenza ma è infinitamente più devastante.

Comincia una corsa contro il tempo, su più continenti, per provare a contenerne la diffusione, una sfida tanto disperata quanto impossibile. Intanto il Grande Gioco tra Stati uniti e Russia per il controllo del Medio oriente si avvicina al vertice della tensione, Iran e Arabia saudita sono sempre più vicine allo scontro armato. Tildy Nichincky, esperta di sicurezza nazionale, è convinta che il suo presidente in carica e tutta la sua amministrazione, stiano continuando a sottovalutare il rischio costituito da Putin, la sua voglia di vendetta contro l’America. L’allarme iniziale lanciato sul rischio di una pandemia di Kongoli viene quasi ignorato. Il virus arriva in Arabia saudita proprio durante l’Hajj, il pellegrinaggio che tutti i musulmani devono compiere alla Mecca almeno una volta nella vita. Poi in Europa e negli Stati uniti. È la prima ondata, nessun paese è preparato.

Emersa dalla prima ondata della pandemia, la nazione si era ritrovata con un mercato azionario crollato di 13.500 punti e la più grave recessione della sua storia. L’American Airlines aveva dichiarato bancarotta, e il blocco dei voli aveva portato sull’orlo del tracollo anche le altre compagnie aeree, scuotendo dalle fondamenta l’intero settore dei trasporti. Mai come allora si era vista con tanta chiarezza la tendenza degli uomini a comportarsi come un gregge. Dalla sera alla mattina le metropolitane, gli autobus e i treni si erano letteralmente svuotati. Poi, con altrettanta rapidità, se pure con numeri più contenuti, avevano ripreso a riempirsi. Il peggio era passato, diceva la gente, era ora di tornare alla normalità.

Lockdown, “tempesta di citochine”, mascherine, carenza di respiratori, coronavirus e poi l’attesa per la fine di Ottobre (il titolo originale è The End of October), in cui un mondo in attesa di un vaccino, viene investito da una seconda, più brutale se possibile, ondata.
“Pandemia” di Lawrence Wright è un thriller catastrofico e politico -il fanta va eliso del tutto – solido, capace. Narra in maniera compiuta, in una scrittura scorrevole con momenti di verticalità e quasi lirismo importanti, un worst case scenario pandemico: quello che David Quammen e Bill Gates, e con loro scienziati e storici, temono come inevitabile. I personaggi principali che abitano il romanzo sono strutturati in figure fisse complesse. Dopo la fine di Ottobre il thriller politico si trasforma in una disaster survival novel.
Il lettore di Pandemia si trova a leggere parole chiave e scenari che sta vivendo proprio in questo momento; è una lettura spiazzante e in qualche modo catartica. Il finale è in sé un piccolo capolavoro di intelligenza letteraria e capacità di scrittura. Wright scrisse “Le Altissime torri, Come Al-Qaeda giunse all’11 settembre” (in Italia per Adelphi, 2007), per cui ricevette il premio Pulitzer per la saggistica.
“Pandemia”, scritto molto prima dell’epidemia di Covid-19, è un’opera in cui il divide tra fiction e realtà sembra ridursi, per fortuna per noi non abbastanza.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Lawrence Wright è un giornalista del New Yorker, drammaturgo, sceneggiatore e autore di dieci libri di saggistica, tra cui “Le altissime torri” (Adelphi), con il quale ha vinto il Premio Pulitzer nel 2007. Ha insegnato all’Università del Cairo in Egitto. Vive con la moglie ad Austin, in Texas.