Jane Corry – Finché morte non ci separi

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Editore Piemme
Anno 2020
Genere Thriller
416 pagine – copertina rigida e e-pub
Traduzione di Laura Guerra


Ci sono tradimenti che continuano anche dopo la morte.
Ci sono promesse infrante che spezzano il cuore.

Vicki, aromaterapeuta divorziata, riceve notizia dalla polizia che l’ex marito David è scomparso: è l’uomo che le ha rovinato la vita, che l’ha tradita e lasciata proprio quando le era stata diagnosticata una forma di epilessia, e che oggi è nuovamente sposato con Tanya, la sua segretaria. Vicki pensa che la sparizione abbia a che vedere con traffici illeciti di cui sospettava il marito e decide di parlarne con Tanya per saggiarne la reazione ma poco dopo il loro incontro, non proprio pacifico, l’attuale moglie di David viene trovata morta. La nostra protagonista è accusata di omicidio e difendersi non le sarà facile: l’epilessia e le medicine che assume le causano vuoti di memoria, le offuscano la mente.

La storia di Vicki, del suo precedente impiego, del ménage familiare e della malattia vengono svelate pagina dopo pagina mentre, insieme a lei, viviamo la quotidianità delle sue giornate e degli eventi che la stanno trascinando suo malgrado. Nel frattempo, alcuni capitoli titolati Scarlet ci fanno conoscere una ragazzina sfortunata e altri titolati Helen, una giovane donna disposta a tutto. Come e perché le loro esistenze si intrecciano con quella di Vicki?
“Finché morte non ci separi” è un buon thriller che ha una costruzione elaborata ma non complicata da seguire e personaggi complessi la cui psicologia viene dipinta con cura. Con il procedere della lettura i pezzi del puzzle si incastrano e la verità viene a galla anche attraverso colpi di scena ben calibrati e segreti finalmente rivelati.
Fa da scenario la costa inglese che viene descritta con attenzione, infatti sembra di sentire l’odore del mare e quello degli olii usati e miscelati con sapienza da Vicki, uno su tutti il profumo della lavanda che ci guida lungo tutto il racconto. Molto toccanti le parti del libro che illustrano la vita in carcere, le problematiche dei detenuti, la difficoltà di renderlo il luogo di recupero – e non solo di sconto della pena – che dovrebbe essere.

Nell’insieme il libro mi è piaciuto molto: è brillante, coinvolge il lettore fino all’epilogo, anzi al doppio finale che sorprende e dimostra l’abilità che ha Jane Corry di creare suspense e tensione, ma anche di stupire con una conclusione inaspettata. Consigliato a chi, come me, ama i thriller psicologici e le sottotrame intessute ad arte.

Francesca Mancini


La scrittrice:
Jane Corry, bestseller in Inghilterra e in USA, dove con i suoi thriller raggiunge i primi posti in classifica, è l’autrice de La nuova moglie (Piemme, 2017). Scrive per diversi giornali inglesi, tra cui The Times e The Daily Telegraph, e ha lavorato anche come insegnante di scrittura in una prigione di massima sicurezza – esperienza che spesso ritorna anche nei suoi thriller.