Paco Ramirez – Amore e morte

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Editore Morellini
Anno 2020
Genere thriller
162 pagine – brossura e epub


Vita e morte. Mariem e Raùl. Padri e figli. Amicizia e vendetta.
E l’amore quello impetuoso, passionale, quello che arriva improvviso a travolgere le vite dei due ragazzi che fino al momento in cui i loro sguardi si incrociano – considerata anche la loro giovane età – non avevano mai vissuto un tale amore.
“Vengo trascinato verso di lei da qualcosa di insopprimibile e pastoso, soffuso come l’aurora, atavico come la Morte , sinuoso come le maree, rilucente come l’oro, qualcosa di impenetrabile che fino a quel momento ha riposato dentro a una grotta cava – e io nemmeno credevo esistesse. Adesso che si è risvegliato l’unica certezza è che nulla lo fermerà.”

Un capitolo per Mariem e un capitolo per Raùl, in un alternarsi di voci, di pensieri e di vita vissuta sulla propria pelle, raccontandosi e mettendosi a nudo. Io li ho seguiti e li ho ascoltati, li ho visti attraverso gli occhi e le parole dell’autore, emozionandomi davanti a due ragazzi che non vogliono altro che vivere il loro amore nel pieno della gioventù e assaporare ogni minuto della vita passata insieme, senza sprecare un attimo.
“Amore e morte” ci intima proprio questo, non sprecare nulla della nostra vita.
Ricordate il carpe diem de “L’Attimo fuggente” e ciò che il professor Keating dice ai suoi alunni?
“Siamo cibo per i vermi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà”.
“Amore e morte” potrebbe sembrare, per l’argomento trattato, lugubre e tetro. E’ esattamente il contrario. E’ un inno alla vita. Ci ricorda continuamente quanto sia importante vivere ogni momento, apprezzare quello che ci circonda, gradire i gesti più semplici. Un giorno non avremo più la possibilità di avere tutto questo.
La Blanquita è l’azienda di famiglia di Raùl, per la precisione un’agenzia funebre. Fin da piccolo gironzola per le stanze dell’agenzia e osserva attentamente il lavoro preciso e meticoloso di Zacarias. E ora che Raùl ha ventun anni è diventato ormai un bravo tanatoprattore, continuando a collaborare con Zacarias con il quale oltre ad avere un ottimo rapporto lavorativo, ha stretto una bella amicizia.
È al completo servizio dei defunti per prepararli al meglio per il loro estremo saluto a parenti ed amici. Non ne ha paura, li osserva, ci parla di loro attraverso le cause che ne hanno causato la morte. Come non ha paura della morte e la studia attraverso i cimiteri, poeti e scrittori.
“Sono cresciuto sognando i grandi cimiteri europei – Père-Lachaise, Assistens, Staglieno, Skogskyrkogarden – e divorando i volumi orami abbandonati nella grande libreria dell’antico studio di mamma. Tra i tanti: Jean-Paul Sartre, Simon de Beauvoir, Fedor Dostoevskij, Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle, le sorelle Bronte, Elsa Morante, Miguel De Cervantes, Jorge Luis Borges, Giovanni verga, Italo Calvino, Federico Garcia Lorca. Di tutti mi incantava l’idea della Morte. Cosa raccontavano della stessa, cosa omettevano: mi bastavano pochi indizi per comprendere quanto l’autore l’avesse affrontata, quanto la temesse, quanto la sentisse, talvolta, vicina.”

Mariem ha qualche anno in meno, da bambina ha perso sua madre. La cosa più grave che l’ha segnata profondamente è l’averla vegliata, subito dopo la sua morte, sola in casa aspettando che rientrassero suo padre e le sue due sorelle. Porta dentro di sé un dolore più grande di lei, troppo grande. Va a trovare spesso sua madre, ha bisogno di parlarle, di sentirla vicina nonostante la terra e la morte le tenga separate. Adora disegnare e spesso ha dipinto le pareti di casa riempiendole con le sue immagini. Disegnare è il suo spazio vitale, lo spazio che le permette di respirare in un mondo che le toglie il respiro, perché è il mondo senza sua madre.
“Non mi sono mai sentita religiosa: lui è musulmano ma mia madre non credeva in niente. Il risultato ? Una mestiza, una meticcia. Figlia del cielo e delle tenebre. Malinconica, possibilista, suggestionabile.”

Ha un rapporto molto particolare con suo padre. La sua è una presenza continua, costante anche quando non è in casa o vicino a lei, anche senza parlarsi, a parlare è il dolore che si portano dentro e che rafforza ancora di più il loro legame. Lui non ha fatto mancare mai niente a lei e alle sue sorelle, le ha mantenute con il suo duro lavoro da muratore. E si è persuaso, assecondandola, di realizzare il suo desiderio di iscriversi alla scuola superiore con indirizzo artistico. Entrambi saranno sottoposti a due durissime prove che li avvicinerà ancora di più e che renderanno ancora più forte il rapporto tra di loro. Due prove spietate, una conseguente dell’altra. Una subita, l’altra cercata e voluta.
Anche Raùl subirà una prova dolorosa che per la prima volta lo farà piangere. Una Morte diversa per lui rispetto alle altre.

Mi sono totalmente immersa in questa lettura, capitolo dopo capitolo.
“Amore e morte” è introspettivo e riflessivo, racchiude all’interno delle sue pagine parole e gesti che fanno meditare. Con grande sensibilità l’autore racconta di quando sia importante e vitale avere accanto qualcuno che ti ami davvero, di quell’amore che arriva improvviso come un dono da non sprecare ma da vivere fino in fondo. Non solo l’amore nei confronti del proprio uomo o della propria donna, ma anche quello reciproco tra un padre e un figlio, quello viscerale se si ha la fortuna di viverlo, quello che porta a prendere decisioni che non si sarebbero mai prese se quel sentimento che chiamiamo amore non fosse così forte e così impavido da superare le conseguenze dei propri gesti.

Così come per l’amore, lo stesso discorso vale per la vita, la predisposizione deve essere la stessa. Nessuno spreco.
“Sembra che io voglia scrivere una storia lugubre e questa, in parte, lo è; ma è proprio da questa evidenza che dobbiamo partire se vogliamo inseguire la mappa fallace dell’esistenza: soltanto accettando la Morte, avrete qualche speranza di vivere bene. Vivrete meglio, perché la smetterete di dannarvi l’anima per ogni quisquilia che vi capita e imparerete a calarvi nell’attimo fuggente Bevendolo assetati. Camminandoci dentro senza più misurarlo e al diavolo gli orologi.”
Monito e consiglio da seguire, come quello di acquistare e leggere “Amore e morte” se vi piacciono le storie gotiche, introspettive e che mettono al centro i pensieri e le sensibilità dei protagonisti.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Paco Ramirez, metà italiano, metà malagueno, è lo pseudonimo di un giovane saggista, lettore indefesso, visitatore di cimiteri d’Europa, appassionato di mitologia greca, di leggende delle origini e della trasformazione.