Michelle Paver – I demoni di Wakenhyrst

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Editore Neri Pozza / Collana I Narratori delle Tavole
Anno 2020
Genere Gotico
304 pagine – brossura e epub
Traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi


Nessun mistero sull’assassino o sul modus operandi: uno storico (Edmund Stearne), un punteruolo da ghiaccio e un martello da geologo. Per questa volta il maggiordomo può stare tranquillo. Tutto è rivelato, chiaro come il sole, nelle prime pagine. Un omicidio torbido come le acque della palude che è palcoscenico, protagonista e spettatore inconsapevole, oscuro come il movente che ha trasformato uno stimato studioso in un cieco omicida condannato a passare il resto della sua vita in manicomio, dipingendo, con perizia maniacale di dettagli, tele colme di piccole facce demoniache.
La riscoperta dei dipinti, simili a quelli dell’olandese Hieronymus Bosch, a cinquanta anni dal macabro evento, accende la curiosità di giornalisti e accademici e porta i riflettori a Wake’s End, residenza e prigione della settantenne Maud, figlia di Stearne. Oggetto del desiderio i diari di suo padre, quelle pagine che hanno raccolto i dettagli mai rivelati di un mistero ancora irrisolto.

Il libro ha tre linee narrative che procedono quasi parallelamente. La storia di Edmund Sterane raccontata nei diari; quella di Maud che, leggendoli in segreto, cerca di spingersi in avanti, tra una caduta e un ostacolo, per poter contrastare l’inevitabile. La terza linea è un parallelismo tra la vita di Alice Pyett, una mistica vissuta 500 anni prima degli eventi, e il segreto che erode l’animo e la coscienza dell’omicida.

Un thriller gotico che esplora le paure profonde, quei demoni che abitano i recessi più oscuri dell’animo, emergendo dalle acque paludose della coscienza sporca, per instillare la “pietra della follia” nella mente indebolita dalla macchia indelebile della colpa.
La lettura offre spunti riflessivi sugli argomenti trattati, ma anche su aspetti storici, sociali e culturali della periferia inglese agli inizi del ‘900 in contrapposizione, non così netta come si potrebbe pensare, con le superstizioni tipiche del medioevo.

“La morte interrompe tutto. Tutto quello che hai o non hai fatto, quello che hai detto o lasciato inespresso non cambia più. Perdi la possibilità di dire: «Mi dispiace» o di aggiustare le cose. Non puoi fare più niente, se non provare rimorso.”

Matteo Bordoni


La scrittrice:
Michelle Paver è nata in Africa Centrale, in Malawi, da madre belga e dal padre che dirigeva un piccolo giornale, il Nyasaland Times e all’età di tre anni si è trasferita in Inghilterra. Dopo una laurea in biochimica a Oxford, ha lavorato in uno studio legale della City e poi ha lasciato l’avvocatura per dedicarsi alla scrittura. È autrice delle Cronache dell’era oscura e delle Cronache dell’età del bronzo .