Diego Collaveri – Il passato ha un prezzo

511

Editore Fratelli Frilli / Collana Tascabili Noir
Anno 2020
Genere thriller/giallo
pagine 256 – brossura e epub


“Il passato ha un prezzo” è il nuovo capitolo della serie che ha per protagonista il commissario Botteghi.
Il titolo del nuovo libro di Diego Collaveri, edito Fratelli Frilli, racchiude tutto il senso di questo testo. Il passato può avere diverse valenze.
C’è il passato che racchiude i nostri ricordi più belli, quei momenti che ricordiamo con piacere, quelli che siamo contenti di aver vissuto e ai quali attingiamo quando magari siamo un po’ giù di morale e ci ricordano che siamo stati fortunati a viverli, e allora il sole torna a sorridere.
E c’è il passato che racchiude i ricordi che fanno male, quei momenti che cerchiamo di far sprofondare nella parte più recondita e nascosta del nostro animo, convinti che lì possano rimare per sempre, ma riaffiorano ricordandoci della loro esistenza, rinnovando il dolore mai sopito. E’ con questo secondo tipo di passato che avrà a che fare il commissario Botteghi. Un avvenimento con una drammatica rilevanza storica (avvenuta nel 1919) e una vicenda legata alla professione del commissario corrono parallele attraverso una trama che si snoda tra le indagini poliziesche e le indagini a cui sottoponiamo la nostra coscienza.

Il punto di partenza è il ritrovamento del cadavere del geometra Morelli, responsabile comunale dei siti storici cittadini. Il geometra è stato pugnalato in casa. Stretto nella sua mano un biglietto con la scritta di una sola parola: Botteghi. Ed è da qui che facciamo un salto indietro nella vita professionale del commissario. E’ un peso che si porta dentro e che esplode all’improvviso come una deflagrazione. Questo riaffiorare è doloroso da sostenere, chi ha già letto la serie ha imparato a conoscere il commissario, sa quanto è difficile per lui esternare a cuor leggero le proprie preoccupazioni, quasi che non voglia arrecare disturbo, non vuole far impensierire chi lo circonda. Ma questa volta, dopo diversi ripensamenti, deciderà che ha necessità di confidarsi con i suoi fedeli collaboratori, gli agenti Busdraghi e Mantovan. Questa volta devono sapere, devono condividere con lui alcuni aspetti che possono contribuire a fare luce sugli ultimi avvenimenti.
Qualche volta è necessario fidarsi e affidarsi, lasciarsi andare, non tenere tutto dentro, aprirsi agli altri condividendo, chiedere aiuto perché non si può fare tutto da soli. Busdraghi e Mantovan accoglieranno le confidenze del loro capo, sensibili e professionali come sempre saranno un forte sostegno. Sono due persone valide che collaborano in maniera ottimale con il commissario.

I tasselli sono tanti, molteplici, vanno ricercati, catalogati, uniti tra di loro. Botteghi durante le indagini ha sempre quella sensazione di vedersi sfuggire quel dato, quel particolare che potrebbe dare le risposte alle tante domande. Quel formicolio, quella sensazione proprio fisica, viscerale che attanaglia ogni volta il commissario, lui il che fa ricorso al suo intuito, alla sua sensibilità, qualche volta burbero ma per nascondersi, per non mettersi troppo a nudo nei confronti degli altri. E’ una corazza di cui ha bisogno.
Durante le indagini avrà molta paura per le persone a lui vicine, il timore sarà alto, forse vogliono colpire lui e per colpire lui niente di più facile che nuocere e attaccare chi ha un posto nel suo cuore.
Si sente in colpa, lui potrebbe procurare un danno a chi vuol bene, un macigno troppo grande da sostenere. Preferisce qualche volta farsi odiare perché così almeno le persone si allontanano e a soffrire sarebbe solo lui, non sopporterebbe ancora una volta causare uno dei dolori più grandi. E’ sarà così in particolare con sua figlia. Preferisce con la morte nel cuore rinunciare all’amore filiale.
Già, ha proprio bisogno di quella corazza!

Anche in questo capitolo, come negli altri, Livorno è la protagonista principe dei luoghi dove si svolgono le vicende. La città amata e vissuta dal commissario, la città vista attraverso i suoi occhi, con i pregi e i difetti. Deluso in questo caso da quella parte della città che si è macchiata di un grave crimine e che ha tenuto nascosto per anni, coprendolo e facendo di tutto perché non venisse mai a galla.
Ma il passato torna sempre, quasi sempre e chiede il conto.
E non possiamo esimerci, dobbiamo pagare. C’è chi lo fa perché costretto davanti all’evidenza e c’è chi lo fa, non per sfuggire alla colpa che lo avrà segnato per sempre, ma perché vuole pagare, perché è giusto che sia così, perché è un dovere morale.
Con questo capitolo Diego Collaveri, dal punto di vista emotivo, ci è andato parecchio pesante con il commissario, ferite profonde che sanguinano ancora. Troverà prima o poi un po’ di serenità il nostro Botteghi? Glielo auguro.
Come spesso accade l’autore attinge a fatti storici per poi sviluppare la trama Ci ricorda in questo modo l’importanza del passato, il non dover dimenticare, il diffondere avvenimenti che spesso ignoriamo.
E insieme alle vicende storiche, approfondisce la storia personale dei protagonisti, ognuno di loro ne ha una, Botteghi in particolare, che si mostra vulnerabile e sensibile ogni volta e che libro dopo libro stiamo imparando a conoscere sempre meglio.
Al prossimo capitolo!

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Diego Collaveri, dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale, collaborando con Emi Music come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Nel 2000 comincia a scrivere narrativa e poesia, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 2001 vira verso la sceneggiatura, prima teatrale e poi per il cinema breve; l’anno successivo con la prima regia vince il concorso Minimusical indetto da “la Repubblica” e Fandango, con quest’ultima collaborerà come sceneggiatore per i successivi quattro anni. Intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (tra cui Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando storia della cinematografia mentre lavora sui vari set.Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video (videoclip, backstage, live show, booktrailer). Nel 2006 viene invitato dall’Università di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’ Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei. Nel 2013 scrive alcuni racconti noir per il settimanale “Cronaca Vera”. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Dal 2015 al 2017 è docente di sceneggiatura e storia del cinema presso Scuola di Scrittura Carver di Livorno. Nel 2018 e 2019 dona un incipit per il progetto Staffetta di Scrittura Creativa di BIMED (Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) per le scuole superiori, in collaborazione con Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 2018 è tra i docenti del corso Form.Ed – Tecnico della Gestione delle Fasi di Lavorazione Editoriale indetto da Provincia di Livorno e Regione Toscana. È tra gli ideatori di “Paura sotto la Pelle”, prima rassegna di incontri in Italia dedicata al genere mistery/crime e le sue trasposizioni tra narrativa, cinema e fumetto, tenutasi a Bologna a dicembre 2017, patron Pupi Avati. Nel 2019 riceve l’Oscar Livornese, onorificenza riservata alle eccellenze cittadine che con il loro lavoro hanno portato prestigio alla città di Livorno. Finalista Premio Alberto Tedeschi – Il Giallo Mondadori 2015. Finalista Garfagnana in Giallo 2016 e 2017. Menzione speciale della giuria Festival Giallo Garda 2017 e 2018. Premio Internazionale di Letteratura Montefiore 2018categoria Special Best. Premio della Giuria –Garfagnana in Giallo 2018. Vincitore Garfagnana in Giallo 2019 sezione ebook. Finalista Premio Internazionale Nabokov 2019. Oltre alla serie Anime Assassine e ad altre opere che spaziano dal fantasy al sci-fi, nel genere noir è autore per Fratelli Frilli Editori di L’Odore Salmastro dei Fossi, Il Segreto del Voltone, La Bambola del Cisternino (in concorso al Premio Scerbanenco 2017) e Il Commissario Botteghi e il Mago – l’ultima illusione di Wetryk.