Editore: Piemme
Anno 2020
Genere Thriller
448 pagine – brossura e epub
Una Sardegna immobile, arsa dal torrido sole estivo e dalle fiamme degli incendi, statica come un fermo immagine che si proietta all’infinito sulla tela policroma della trama. Un’isola in cui il tempo sembra essersi fermato, cristallizzato in una natura che è allo stesso tempo libertà e gabbia, in una società moderna ma ancorata alle tradizioni ancestrali, ai riti, ai rapporti…ai ricordi, gli stessi che fanno viaggiare le lancette a ritroso, a quegli ultimi anni del secolo scorso in cui l’anonima sequestri era cronaca per i quotidiani e terrore mai sopito per gli abitanti.
La paura di rivivere quegli anni oscuri è il filo conduttore che l’autrice tiene a margine della trama. La sua penna scorre magistralmente tra le descrizioni e l’indagine interiore dei personaggi, con una schiettezza tagliente come un rasoio affilato, disinibita nel dipingere pensieri, stati d’animo, ombre e luci. Linda è protagonista e vittima di questo spogliarsi davanti al lettore, di questo dualismo che contraddistingue ogni personaggio: esteriorità e intimità. L’autrice raccoglie tutte le maschere pubbliche indossate da ogni protagonista e le demolisce, una ad una, mettendole difronte all’alter ego interiore che le ha generate a scudo della sua vera natura.
Niccolò Solinas, sette anni, viene trovato morto sul monte Limbara da Daniele Fois, ispettore della forestale schivo e restio all’ordine. L’indagine viene affidata a Linda De Falco dei ROS, una donna intelligente dalla “scorza dura” ma con un segreto che la ferisce nel profondo. Quando al delitto si aggiungono altri due rapimenti i pensieri tornano all’anonima sequestri. Questo è lo specchietto per le allodole utilizzato dal rapitore, ma non accettato come ipotesi da Linda, che grazie alle sue doti investigative e all’aiuto di Daniele, riesce a scoprire la verità e il filo conduttore che lega i tre bambini.
Piani inclinati è un thriller che scivola lentamente, ma con improvvisi cambi di prospettiva, verso la cima del climax, caratterizzato da una scrittura fluida che padroneggia i repentini cambi di soggetto nella lentezza collosa delle azioni che li descrivono. In questa apparente immobilità, nell’omertà della parola e delle azioni, i personaggi si descrivono attraverso i loro pensieri, la loro più intima natura. L’intera linea narrativa sembra essere cucita addosso al paesaggio sardo, quella natura ostile, ma allo stesso tempo amica, che ha forgiato nei secoli la popolazione.
Quella scorza granitica dei monti che nasconde il dolce sciabordio del mare in lontananza, gli aspri declivi che conducono alla morbida sabbia.
Eleonora Carta ha saputo stupirmi, incollarmi alle pagine descrivendo quella terra che è “posto abitato da fate e da poche altre forme di vita ugualmente concrete”, proponendo un giallo antropologico che affonda le sue radici nella tradizione e nei riti (antichi e moderni) del folclore sardo. Una prosa fresca dove nulla è quello che appare perché la superficie è solo una facciata che nasconde verità scomode e insidiose.
“Un’essenza antica, che portava a pensare all’isola come a una grande dea adagiata al Mediterraneo, un po’ madre e un po’ matrigna, vicina e distante, capace di abbracciare e scaraventare nell’abisso.”
Matteo Bordoni
La scrittrice:
Eleonora Carta, nata a Iglesias nel 1974, si laurea in Giurisprudenza nel 1998 presso l’Università degli Studi di Cagliari e, dopo la laurea, inizia a lavorare come correttrice di bozze ed editor. Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo La consistenza dell’acqua, un legal thriller particolarmente attento all’aspetto delle indagini e strategie processuali. Due anni dopo il romanzo avrà una nuova edizione, sempre per i tipi di Newton Compton Editori, con il titolo di Delitto al museo. Del 2014 è anche un suo racconto dell’antologia Delitti di Capodanno (Newton Compton). Nel 2015 fonda l’Associazione ArgoNautilus, che, tra le altre cose, organizza la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso. Nel 2016 pubblica L’imputato, thriller che tocca i temi dell’integrazione degli immigrati e la violenza sulle donne e che è finalista al Festival Giallo Garda 2018. Del 2019 è la Breve storia della letteratura gialla in cui ripercorre la storia e le regole della letteratura giallae con il quale vince il Premio Giuseppe Lippi 2019 per la saggistica gialla conferito dal premio La provincia in giallo. Nel 2020 è presente nell’antologia Giallo sardo di Piemme Edizioni con il racconto La nuova stagione. Nello stesso anno, sempre con Piemme, pubblica il thriller psicologico Piani inclinati.












