Lost in translation #2: Stuart Neville – The ghosts of Belfast

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Editore Soho Crime
Prima pubblicazione 2009
Genere Crime-Fiction, Mystery thriller, Historical Fiction
370 pagine – rilegato e epub


[English text further down]

“I fantasmi di Belfast” è un libro multilivello, avvolge il lettore con una trama che ha le sue radici nel contesto storico dell’Irlanda del Nord e le sue azioni in una Belfast moderna ancora legata a quell’era oscura durata circa trent’anni e conclusa con il famoso “Accordo del Venerdì Santo”.
Il protagonista del libro, l’ex killer dell’IRA Gerry Fegan, è un’anima sanguinaria lacerata dal rimorso per i suoi crimini, che vive sul sottile confine tra il bene e il male. Fegan ha trascorso i suoi ultimi anni in prigione perseguitato da 12 fantasmi delle sue vittime. La sua vita è stata scritta nell’istante stesso della sua nascita non perché fosse un killer nato, ma perché era un giovane ragazzo cattolico durante “il conflitto nord-irlandese” senza alcuna opzione se non unirsi ai combattenti dell’IRA. Gli fu ordinato di compiere i suoi crimini sia per ottenere la gloria per il leader del momento o per sbarazzarsi di persone scomode. All’epoca quei crimini sembravano a Fegan un atto dovuto alla causa, ma dopo anni questa visione è svanita nella brutale crudeltà della vita reale. Gerry ora vive con un profondo senso di colpa e dolore (i 12 fantasmi non gli permettono di dimenticare il suo passato), è un alcolizzato senza alcuno scopo nella sua vita … o questo è ciò che pensa perché i fantasmi gli daranno presto una possibilità di redenzione e Fegan non si farà sfuggire questa occasione di ritrovare, dopo anni, un sonno tranquillo.

A un certo livello il libro è un buon thriller (un ottimo thriller, secondo me) con un protagonista insolito: Fegan è il cattivo, e non il buon poliziotto che indaga sul crimine. È un assassino, un uomo senza pietà, ma lo scrittore riesce a creare una sorta di empatia che porta il lettore a schierarsi dalla sua parte, senza mai nascondere o minimizzare la barbarie delle sue azioni. In effetti, l’orrore delle azioni di ogni personaggio è al centro del romanzo: nessuno è senza colpa, ognuno trascina il suo passato insanguinato nascondendolo sotto un velo di normalità: il prete che professa l’amore ha condannato a morte persone innocenti per la sua atavica ignavia, o un politico che combatte per la giustizia mandante dell’omicidio persone scomode solo per raggiungere la popolarità.
Fegan è uno schizofrenico, un pazzo che vede e sente cose che esistono solo nella sua mente. Vede i fantasmi, è vero, ma cosa sono quei fantasmi se non la sua colpa? Un senso di colpa profondo che preme il grilletto che trasforma Fegan in un proiettile assetato di vendetta per conto di quelle vittime che furono sue. Era un’arma nelle mani dei veri mandati, e rivolge loro quest’arma per vendetta.
Leggendo il libro a un livello più profondo si possono vedere i pilastri su cui tutto si basa: “il conflitto nord-irlandese” e le conseguenze di questa guerra lunga 30 anni nell’Irlanda del Nord. Puoi leggere tra le righe le sofferenze, i tentativi di sopravvivenza di un paese in cui la legge è stata infranta, dove il bene e il male sono le facce della stessa medaglia e non puoi distinguere l’una dall’altra perché il bene è male, se visto da un punto di vista diverso. Il romanzo è profondamente basato su questa ambivalenza: Fegan è un uomo malvagio ma viene percepito come positivo perché era solo un’arma nelle mani dell’IRA, l’uomo giusto nella situazione sbagliata, e quest’arma, che ha ucciso innocenti, sta cercando di sistemare le cose. Ma le armi hanno un solo modo per farlo… il modo sbagliato.

Consiglio vivamente questo libro, non solo per la sua trama assolutamente avvincente, ma per il suo modo di far riflettere su come un periodo storico possa lasciare profonde cicatrici sul tessuto sociale di una nazione. Attenzione! La lettura regala una generosa dose di violenza e raccapriccianti descrizioni di omicidi, lettore avvisato…
Dimenticavo! “The Ghosts of Belfast” o “The Twelve” (il titolo britannico) è stato inserito nella lista dei migliori libri del 2009 dal New York Times e ha vinto “The Los Angeles Times Book Prize” per “Best Crime Novel”.

 

[For English Reader]
“The ghosts of Belfast” is that kind of multilevel book that wraps the reader with a plot that has its roots in North Ireland’s historical background and its actions in a modern Belfast still bounded to that black era lasted about thirty years and ended with the “Good Friday Agreement”.
The book protagonist, former IRA killer Gerry Fegan, is a dark soul torn apart by the remorse of his crimes, living on the boundaries between good and evil. Fegan has spent his last years in prison, and he started to be haunted by the phantoms of 12 of his victims. His life was written on the very instant of his birth not because he was a natural-born killer but for he was a young catholic boy during “The Troubles” with no options if not joining the IRA freedom fighters. He was ordered to perform his crimes both to gain glory for the leader or to get rid of an uncomfortable person. At the time those crimes seemed to Fegan an act due to the cause, but after years this vision has faded in the brutal cruelty of reality. Gerry now lives in a deep guilt and sorrow (the 12 ghosts never let him forget about his past), he’s an alcoholic without a scope in his life…or that is what he thinks because the phantoms will shortly give him one possibility of redemption and, whatever it takes, Fegan will seize it.
At one level the book is a good thriller (a very good thriller in my opinion) with an unusual protagonist: Fegan is the bad one, and not the good cop investigating the crime. He’s a killer, a man with no piety, but the writer manages for the reader to feel sympathy for him, never hiding or minimizing the barbarity of his actions. Indeed, the awfulness of every characters’ actions is the focus of the novel: no one is blameless, each one drags his dark past hiding it under a veil of normality, so the priest who professes love has sentenced to death innocents for his sloth, or a politician who debates for justice has ordered to kill only to reach popularity.
Fegan is a schizophrenic, a lunatic who sees and hears things that are not but in his mind. He sees ghosts, that’s true, but what are those ghosts if not his guilt? A deep guilt that pulls the trigger which transform Fegan in a bullet thirsting for revenge on behalf of his own victims. He was a weapon in the hands of the real warrants, and he points this weapon against the latter.
If you read the book at a deeper level you can see the pillars on which all is based: “The Troubles” and what this 30 years long war did to Northern Ireland. You can read between the lines the sufferings, the ways to survive in a country where law has broken down, where good and evil are the sides of the same coin and you can’t tell the one from the other because good is evil, if seen from a different point of view. The novel is profoundly based on this ambivalence: Fegan is an evil man but you perceive him as the good one because he was just a weapon, the right man in the wrong situation, and this weapon, who killed innocents, is trying to put things right. Weapons have only one way to do it…the wrong way.
I strongly recommend this book, not only for its utterly compelling plot, but for its way to make the reader reflect about how an historical period may leave deep scars on the social fabric of a nation. Beware if you’re not used to a generous dose of violence and gruesome descriptions of murders. I was forgetting to say that “The Ghosts of Belfast” or “The Twelve” (the UK title) was placed on the Best 2009 list by The New York Times and won “The Los Angeles Times Book Prize” for “Best Crime Novel”.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Stuart Neville è uno scrittore dell’Irlanda del Nord conosciuto per la popolarità di “The Twelve” o come è conosciuto nel mercato USA “The Ghosts of Belfast”. È nato e cresciuto a Armagh. La sua bibliografica conta diversi lavori:
– The Twelve (2009; published in the United States in 2012 as The Ghosts of Belfast)
– Collusion (2010)
– Stolen Souls (2012)
– Ratlines (2013)
– The Final Silence (2014)
– Those We Left Behind (2015)
– So Say the Fallen (2016)
– Here and Gone (writing as Haylen Beck) (2017)
Lost You (writing as Haylen Beck) (2019)