Cristina Converso – La foresta fossile

216

Editore Buendia Books / Collana Barrique
Anno 2020
Genere giallo/thriller
340 pagine – brossura e epub


“La foresta fossile” ci viene presentato come un eco-thriller; onestamente, quindi, mi aspettavo un predicozzo su temi pur importantissimi goffamente mascherato da romanzo; ma non è così. Questo romanzo è un thriller decisamente interessante e ben strutturato, con alla base temi ecologici seri e fondamentali che però l’autrice ha inserito nella trama con grazia, rendendoli vitali per lo sviluppo della storia; da quel punto di vista, quindi, missione compiuta.
Passiamo ora alla storia qui raccontata.
Il professor Ernesto Meina, docente universitario vicino alla pensione e scopritore della veramente esistente) foresta fossile della Stura di Lanzo, nel Canavese, non si presenta alla conferenza nella quale avrebbe dovuto rendere pubblica la propria splendida scoperta. A preoccuparsi per lui sono i suoi due assistenti, il dottore in scienze forestali Giulio Nervi, pugile per hobby, colossale e dal gran cuore, e la geologa Martina Globo, minuta e caparbia. Nelle indagini vengono poi coinvolti il professor Giorgio De Verre, rivale professionale di Meina, un uomo altero e pieno di sé, con il figlio Vittorio, un debole schiacciato dalla figura imponente del padre, e il commissario Antonio Mezzasalma della Questura di Rivoli, un uomo osservante e, come Giulio, appassionato di pugilato, assistito dall’attento ispettore Rizzi, detto “il Picchio” a causa del suo enorme naso.

Nel frattempo veniamo anche a conoscenza di Augusto, il figlio di un industriale di successo, un giovane spregiudicato e altezzoso cui accade qualcosa che lo costringerà suo malgrado a cambiare atteggiamento, almeno in qualche settore della propria vita.
Da queste premesse e con questi personaggi, la storia segue uno sviluppo armonico, con il mistero della scomparsa improvvisa del professore che ha serie conseguenze non solo sul progetto del quale si stava occupando Meina ma anche sulle vite dei suoi associati più vicini.

Ciò che in questo romanzo è più interessante è lo sviluppo dei personaggi: Cristina Converso ha saputo infatti abilmente giocare con le descrizioni dei vari protagonisti, dandoci l’idea di trovarci di fronte a stereotipi per poi, nel giro di poche pagine, rovesciare completamente le nostre impressioni.
“La foresta fossile” è un romanzo che si lascia leggere in fretta, che scorre fluido, che crea situazioni appassionanti e le complica pagina dopo pagina fino a una risoluzione chiara e interessante; il messaggio ecologico è presente e forte, ma non intrusivo: è fondamentale per la storia, quindi non può essere ignorato (come non deve essere ignorato nella nostra realtà quotidiana), ma non viene forzato a ogni pie’ sospinto.
Alla fine del libro, poi, dei precisi articoli scientifici trattano con i temi sfiorati dal romanzo chiarendoci la situazione reale: molto interessanti, non sempre del tutto scorrevoli ma questo è necessario. Consiglio comunque caldamente di leggerli.

Marco A. Piva


La scrittrice:
Cristina Converso, dottore forestale, lavora presso Arpa Piemonte, dove collabora alla pubblicazione di rapporti scientifico-divulgativi. Dedica il tempo libero alla lettura e alla scrittura, ha pubblicato alcune raccolte, che trattano con delicatezza il rapporto alberi-umanità e temi ambientali. Uno dei suoi racconti è i pubblicazione presso ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) all’interno di un volume dedicato al cambiamento climatico, ed è apparso in lingua araba nella rivista Al-Araby Al-Jadeed. Nel 2018 è stata ospite al festival letterario “Montagne in noir” organizzato dal collettivo Torinoir, con un intervento dal titolo “Scrittori in divisa”.