Matteo Romiti – Scatole nere

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Editore Mondadori / Collana Scrittori italiani e stranieri
Anno 2021
Genere Narrativa Contemporanea, Noir, Thriller
360 pagine – rilegato e epub


Ho letto “Scatole nere” con quella sensazione di disagio, di disorientamento onirico che ti fa perdere in un mondo che sfugge alla razionalità ma stimola i sensi. Un sogno a occhi aperti sulla soglia di continuità tra realtà e immaginazione, tra inconscio e adrenalina. I primi capitoli mi hanno catapultato nelle atmosfere cinematografiche di David Lynch, in una società privata dei canoni della quotidianità, distrutta dalle ombre nascoste, da quelle parti sommerse della natura umana che emergono affamate e lacerano brandelli di finta normalità.
Questo senso di smarrimento è accentuato dalla trama quasi ciclica, in cui tutto è allo stesso tempo punto d’inizio e fine, dove ogni scatola nera è la precedente e successiva di infinite altre, collegate attraverso corridoi di sensazioni, emozioni che, se da un lato empatizzano con la narrazione, dall’altro si elevano a un distaccato punto di vista neutrale, a quel senso di rassegnazione che si ha davanti a un fatto compiuto.

Le scatole possono essere stanze, giardini, persone, proiezioni di una mente malata (o semplicemente disperata). Si delineano nei contorni, negli angoli vivi e nelle ombre smussate, ma non si rivelano mai per quello che sono realmente aprendo un mondo di infinite possibilità sulle quali la distorsione della mente umana accende i riflettori. Matteo Romiti descrive situazioni paradossalmente comuni, dipinte con le pennellate necessarie a farcele percepire come tali, fa un bozzetto incompleto, lasciando al lettore il compito di riempire i vuoti cognitivi.
La narrazione è suddivisa in quattro libri, quattro capitoli zero che rispecchiano la visione dell’autore, ma che, come lo stesso indica, possono essere seguiti in un ordine personale di lettura. Sono dei varchi, dei portali di accesso a uno degli infiniti corridoi che collegano le scatole nere. Uno dei tanti portali che per un secondo gettano una flebile luce su un mondo corrotto, sommerso, che si nasconde dietro piccoli dettagli. Può essere rappresentato da un pezzo di torta abbandonato in giardino, dal desiderio di un bambino o dalla disperazione di una madre. Il mondo di quelle zone d’ombra che nella normalità sono rese “invisibili” dal faro luminoso della razionalità, ma comunque presenti sotto gli spessi strati dell’inconscio.

In questo continuo alternarsi di stanze vuote (fisiche e metaforiche), di oggetti dalla natura duale (positiva e negativa) la mente umana vacilla, perde l’orientamento, si trova davanti a infinite copie di se stessa che si osservano attraverso uno specchio deformante, rivelando di ognuna i lati oscuri, le paure, le atrocità.
“Scatole nere” è un libro che fa riflettere. Nei suoi capitoli troviamo i germi di un futuro distopico molto meno lontano di quanto potremmo immaginare. Un futuro in cui ogni uomo è in continua lotta con chi lo circonda e ogni mezzo è valido per sopravvivere, anche quelli che la società odierna tanto condanna ma non è ancora riuscita a far emergere dal fondo dell’iceberg.
Matteo Romiti è stato una scoperta, un autore brillante, profondo, dalla penna audace che scrive con “inchiostro simpatico” trame da leggere “tra le righe”…e non solo.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Matteo Romiti è nato nel 1973 a Parigi. Lavora come psicologo e psicoterapeuta. Il suo primo libro è “Scatole Nere”, pubblicato da Mondadori nel 2021.