William Lindsay Gresham – Nightmare Alley

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William Lindsay Gresham (1909-1962) ebbe una vita instabile e afflitta da malattie, dipendenze, fallimenti matrimoniali, tentativi suicidi. Volontario repubblicano nella Guerra civile spagnola. Fu attratto dall’occultismo e dal variopinto ambiente dei carnival, i luna park itineranti americani. Su di essi scrisse questo romanzo, e inoltre il saggio Monster Midway (1954), accompagnato da Houdini (1959) sul grande mago. Da Nightmare Alley il regista Guillermo del Toro ha girato un film omonimo. Un precedente uscì nel 1947 con il titolo La fiera delle illusioni e un finale edulcorato.

Sarà disponibile in libreria dal 17 giugno il suo romanzo “Nightmare Alley”, edito da Sellerio, di cui vi riportiamo la trama:

Inedito in Italia, uno dei grandi noir americani degli anni Quaranta, presto film, tra i più attesi del 2021, diretto da Guillermo del Toro, regista Premio Oscar del film La forma dell’acqua. Un capolavoro paragonato a romanzi come Furore di Steinbeck per la capacità di tradurre letterariamente le ombre della Grande Depressione.

Pubblicato nel 1946 questo romanzo è «una tipica storia noir» (Tommaso Pincio nella Postfazione) di «un tempo spesso ricordato per certi racconti di James M. Cain e di Cornell Woolrich ma il cui malessere ha trovato proprio in Nightmare Alley il suo ritratto più esemplare». L’autore, William Lindsay Gresham, una vita non meno tormentata dei suoi personaggi, prese spunto da un caso vero, appreso durante la Guerra civile spagnola dove aveva combattuto da repubblicano. L’esistenza del Geek, il Mangiabestie, un poveraccio costretto dalla miseria materiale e morale in cui si era ridotto a esibirsi nei baracconi delle fiere di paese come divoratore di animali vivi. Così il Geek è l’anima segreta, la parabola dentro la trama di questo libro, che descrive l’ascesa di un uomo arrivista e spietato che scopre che chi padroneggia la paura degli altri e i loro incubi li domina.
Stan, giovane e con un passato triste, lavora in un luna park ambulante, la «Compagnia Ackerman-Zorbaugh e i suoi mostri». Ben presto, per il suo arrivismo commette crudeltà e delitti e impara a perfezione il mestiere di lettore del pensiero, facendo della capacità di manipolazione un’arma micidiale. E non si ferma qui: ambizioso e spericolato riesce a diventare il Grande Stanton invitato in ambienti sempre più elevati dove sviluppa pseudo occultismi sempre più manierati. In fondo il suo sogno era il potere completo sui destini, prima di tutto il suo destino.
Nightmare Alley crea un personaggio faustiano come Stan, disposto a vendere l’anima pur di sapere e potere, ma lo immerge nella vita dei freak e degli illusionisti con le loro tecniche di sofisticata psicologia empirica; e lo sospinge in una folla di «polli e gonzi» e di disperati, privilegiati o morti di fame, desiderosi soltanto di essere illusi. La fine che attende la sua traiettoria, getta tutta la vicenda di Stan in una luce di ambiguità, di amarezza, di pericolo tanto da rendere la sua opera paragonabile alla letteratura dell’assurdo della condizione umana.