Alessandro Curioni – Il giorno del Bianconiglio

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Editore Chiarelettere / Collana Narrazioni
Anno 2021
Genere Sci-fi
312 pagine – brossura e epub


Non passa un mese senza che un ospedale non abbia i sistemi di prenotazione bloccati da un attacco informatico, che immense quantità di dati sanitari, previdenziali o finanziari non vengano rubati da centri dati ritenuti sicuri o, peggio ancora, che infrastrutture essenziali siano compromesse come nel recente caso della Colonial Pipeline. Misteriosi incendi scoppiano in Iran. Tutte notizie, in evidenza sulla stampa o meno, che non provocano alcun vero allarme, preparazione, comprensione di fragilità intrinseca nella popolazione generale. Come voci e accenni di un virus nuovo in una città lontana, denial e dissonanza cognitiva impazzano. Mondo reale e virtuale, segmenti della megastruttura accidentale di cui parla Bratton in The Stack (MIT press, 2016), sono in una relazione biunivoca di vantaggi e rischi. Ecco perché il thriller Il giorno del Bianconiglio di Alessandro Curioni è opera di fiction importante.

« No… cioè. Sì. Bè, non è detto che la situazione abbia rivolti necessariamente apocalittici.»
«Lo spero, ma quando fai il mio mestiere ragioni sempre sullo scenario peggiore. Qualsiasi professionista del settore ha il dovere di farlo. Se cominci a pensare che sono solo paranoie, che tanto a te non capitano certe cose e via dicendo, hai già un piede nella fossa.»

Digitalmente morti

Milano, potrebbe essere adesso. Una città che vediamo appena, giusto il tempo per i personaggi che la attraversano per mangiare, flirtare, provare a dormire.
Leonardo Artico è a capo di una piccola società di cyber security; nomen omen solo apparente, le fragilità dell’umanissimo Leonardo emergono nello svolgimento in un arco del personaggio capace, sottile e non banale. In squadra c’è Roberto Gelmi, a volte riluttante braccio destro di Artico; un tipo comune, bravo cuoco, un certo gusto per musica e arredamento, in realtà, sottotraccia, probabilmente uno dei più bravi code developer e hacker del mondo. Ai due si aggrega Teresa Aprili, una giovane giornalista che mai si è occupata di crimini informatici, un personaggio stereotipato all’inizio ma che emergerà come importante e capace nel corso del romanzo.
Artico ha un piano infatti, uno rischioso, complesso, ha probabilmente smesso di fare l’hacker proprio per dedicarsi completamente a un ruolo di stratega e gestore di scenari: smettere di attendere che i predatori nell’ombra, hacker dediti al ricatto di aziende e individui, attacchino.

Il giorno arriva quando un potente gruppo di criminali informatici, che qui chiameremo il Simposio dai loro nomi di battaglia ripresi dagli allievi di Socrate, si prepara ad attaccare la 4 ForEner, una multinazionale che gestisce centrali elettriche e reti di distribuzione. Artico e la sua squadra faranno di tutto per rompere il ciclo dei ransomware prima che sia troppo tardi e la spirale diventi fuori controllo.

«Quanti sistemi potrebbero avere compromesso? In fondo si sono connessi a uno soltanto.» Pietro cercava un appiglio per non sprofondare nell’abisso.

Cosa comportano le ricerche on line

Due entità meritano attenzione, tanto da assumere verso la fine del libro, quasi lo status di personaggi veri e propri: Bianconiglio e il suo fratello “cattivo”, il Cappellaio matto, due virus informatici descritti ed elaborati come particelle nella natura dualistica della materia, osservandole riescono a sparire. Le pagine dedicate al loro “giorno” sono semplicemente bellissime, adeguate all’inverno dell’intelligenza artificiale che stiamo probabilmente vivendo, momenti su pagina che stabiliscono le capacità di Curioni come scrittore e che ricordano 6/5 di Alexandre Laumonier (Nero editions, 2016).
Ne “Il giorno del Bianconiglio” il thrilling è garantito, i momenti in cui l’azione sembra rallentare nella lotta contro il Simposio -ma soprattutto contro un futuro catastrofico- è in realtà quiete prima della tempesta. Dettagli e termini tecnici, obbligatori in un cyberthriller, vengono spiegati in maniera veloce ed efficace in quel miracolo normale delle spiegazioni da parte di chi sa davvero di cosa si stia parlando.

E tutto, intreccio, il masterplan di Artico, azione, vicende dei personaggi, cacciatori e prede, poliziotti e magistrati capaci ma non di immaginare, il viaggio nell’underworld di Teresa, si combinano in questo che è chiaramente un brillante inizio di saga. Emerge inoltre nel libro quello che è il senso del Romanzo d’allarme come in Pandemia (The end of October, in Italia pubblicato da Piemme) del premio Pulitzer Lawrence Wright e la fiducia che la fiction possa essere insieme complessa, divertente e utile in quella capacità unica dei buoni libri di creare immagini nella mente del lettore.
Dopo la mirabolante schermaglia tra entità e individui capaci e pericolosi ne “Il giorno del Bianconiglio” tocca aspettare, impazienti, il seguito, qualcosa che, come altre di questa opera prima di Curioni, non capita spesso.
È l’epoca post Stuxnet e del No place to hide, in Italia adesso c’è uno scrittore che sa raccontarla.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Alessandro Curioni è fondatore, azionista e presidente della Di.Gi. Academy e si occupa di Cyber Security per numerose e importantissime aziende italiane e internazionali. Insomma, è forse il maggior esperto italiano di sicurezza digitale.

Ha già scritto per Mimesis vari saggi sul tema internet e rischi connessi, come Cyber War; La privacy vi salverà la vita; Come pesci nella rete: guida per non essere le sardine di internet, ecc. (elenco: https://www.ibs.it/libri/autori/alessandro-curioni) e qualche tempo fa era ospite a “Piacere Maisano” a parlare dei rischi sui social.

Il giorno del Bianconiglio è il suo esordio in narrativa.