Domingo Villar – La spiaggia degli affogati

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Editore Ponte alle Grazie
Anno 2021
Genere Noir
492 pagine – brossura e epub
Traduzione di Simone Cattaneo


Leo Caldas, ispettore di polizia nella città di Vigo, in Galizia, e co-conduttore di un programma radiofonico locale, si trova in ospedale con il padre dallo zio che ha problemi di salute. Lo raggiunge telefonicamente il suo collega Rafael Estévez perché è stato trovato il cadavere di un uomo nel mare davanti al porto di Panxon.
Si tratta di un certo Justo Castelo, un marinaio della zona di circa quaranta anni che tutti conoscevano. Ha le mani legate con delle fascette e la permanenza nell’acqua ha compromesso lo stato del corpo ma dopo l’attenta analisi del medico legale, sembra più probabile l’ipotesi di un omicidio che di un suicidio.
L’ispettore Caldas con l’aiuto di Estévez, inizia ad indagare su questo caso raccogliendo le testimonianze di familiari e conoscenti, addentrandosi in una storia che sembra aver origine in un naufragio di circa dieci anni prima.

“Ci sono cose che non si possono fare e si fanno. Questo lo sapete voi meglio di me.”

“La spiaggia degli affogati” è il secondo romanzo della serie di Leo Caldas, ispettore nato dalla penna di Domingo Villar, scrittore spagnolo residente a Madrid da tanti anni ma che porta nel cuore con nostalgia la sua terra natia, la Galizia, sentimento che traspira da ogni pagina portando questa terra da esserne l’ambientazione fino a diventarne un personaggio con la sua fisionomia fisica tra le montagne, i vigneti, le stradine delle città, la costa e l’oceano così fondamentale per la vita dei suoi abitanti. Pubblicato per la prima volta nel 2010 torna in libreria nella splendida edizione di Ponte alle Grazie, rendendo felici i lettori che, come me, erano rimasti conquistati dal romanzo “L’ultimo traghetto”, che segue a questo nella linea temporale del suo protagonista.

“La spiaggia degli affogati” è un romanzo noir che ho amato per la fluidità di linguaggio dell’autore che non risulta mai pesante ma che coinvolge i suoi lettori nella storia sia nelle accurate descrizioni di una terra che vorrei visitare, nel raccontare le emozioni dei suoi personaggi, nel trarci in inganno facendoci credere di aver capito per poi ribaltare la situazione, nei simpatici dialoghi tra Caldas, nato e cresciuto in Galizia e Estevez, di origini aragonesi che spesso non capisce gli atteggiamenti degli abitanti di quei luoghi, che si interroga sul perché rispondano ad una domanda formulandone altre e che riesce a trattenere a stento la propria forza, irruenza e franchezza.

Caldas è un ispettore compassionevole, che non si risparmia e si interessa ai casi soprattutto per dare pace alle vittime e scoprire la verità. A differenza di molti colleghi è completamente dedito al lavoro al punto di non accorgersi che non tutte le ore nel corso di un giorno o di una settimana sono ugualmente spendibili per esso ma che bisognerebbe ritagliarsi spazi ben definiti da dedicare ai propri cari ma anche a se stessi. Ha un bellissimo legame con il padre, un amore finito che ha lasciato in lui parecchi interrogativi, una forte empatia verso il prossimo, una passione per la buona cucina e per il buon vino.
Un romanzo che parla di legami familiari, dell’amicizia, di tacite promesse da cui non è semplice liberarsi, della paura e l’ossessione che deriva da certi eventi che non abbiamo avuto il coraggio di affrontare, di come i cambiamenti possano giungere all’improvviso mescolando tutte le carte in tavola.

“In mare, come nella vita, tutto può mutare all’improvviso.”

Federica Politi


Lo scrittore:
Domingo Villar Vázquez (Vigo, 1971) scrive i propri romanzi in galego e in castigliano. Alle indagini dell’ispettore Leo Caldas ha dedicato anche L’ultimo traghetto (2019), pubblicato con grande successo in Italia da Ponte alle Grazie. Da La spiaggia degli affogati è stato tratto un film diretto da Gerardo Herrera.