Joseph O’Connor – Il rappresentante

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Editore Guanda / Collana Tascabili Guanda
Anno 2021
Genere Noir
386 pagine – brossura e epub
Traduzione di Eva Kampmann


Mai è certo cosa ci riserverà il futuro. Quali eventi ci troveremo ad affrontare, quali ostacoli da superare, quali tragedie da sopportare. Certo è che ogni fatto che ci capiterà, in qualche modo ci lascerà cambiati, imprimerà sulla nostra pelle cicatrici o lacererà la nostra anima in maniera irreversibile, facendoci conoscere un io diverso da quello che credevamo di essere e scorgere limiti cui non avremmo mai pensato di raggiungere ma che nello spazio di un istante son diventati necessari quanto fatali.

“La vita di ognuno è segnata da periodi di cambiamenti radicali e fondamentali, che sono tutt’altro che ovvi mentre vengono vissuti.”

Siamo in una Dublino anni ’90, più precisamente nel novembre del 1994 quando, durante una rapina ad un distributore di benzina, la ragazza che ci lavorava viene brutalmente aggredita e finisce in un coma da cui non c’è certezza di morte ma nemmeno di risveglio. I quattro responsabili di questo delitto vengono arrestati ma durante il processo uno di loro riesce a fuggire sottraendosi alla sorveglianza e dandosi alla latitanza, mentre gli altri tre vengono condannati.
Il padre di Maeve, così si chiama la ragazza che giace in un letto d’ospedale le cui speranze per il futuro sono appese ad un filo che si consuma lentamente, è Billy Sweeney, un uomo di quasi cinquant’anni, che fa il rappresentante di antenne paraboliche, che in passato è stato un alcolista, fatto che ha contribuito a sfasciare il suo matrimonio e a disgregare la sua famiglia. Dal momento dell’aggressione a sua figlia qualcosa si è incrinato dentro di lui e la fuga di uno degli aggressori fa franare irrimediabilmente le sue certezze che si dissolvono in ossessioni e si ricompongono in un nuovo obiettivo. Trovare il responsabile e fargliela pagare per ciò che ha fatto a sua figlia.

“Ogni persona è la somma delle proprie scelte, disse, ciascuno di noi è una storia, un misto di desideri, esperienze, fantasie.”

“Il rappresentante” è il primo romanzo che leggo di Joseph O’ Connor. Un romanzo che mi ha sorpresa per la piega inaspettata che prende la trama; che mi ha colpita per la maniera in cui l’autore scende in profondità nell’anima e nelle coscienze dei suoi personaggi; che mi ha conquistata per le atmosfere e l’ambientazione irlandese degli anni novanta in cui la piaga dell’eroina dilagava tra le strade delle città, in cui i problemi di alcolismo venivano affrontati non nella maniera migliore.

Narrato in prima persona dal punto di vista del padre che usa l’espediente del diario per raccontare alla figlia che è in coma, le scelte che ha preso e gli avvenimenti che ne sono seguiti. Ma anche un modo per gettare un nuovo sguardo sugli eventi del passato mettendoci a conoscenza di molti ricordi della loro famiglia.
E’ in questo modo che l’autore ci coinvolge e appassiona a questa storia complessa che non è solo segnata da una costante tensione nell’attesa che i fatti precipitino ma è anche un’indagine psicologica della vita di questi protagonisti segnati da situazioni familiari particolari, da sbagli che si ha il timore di riconoscere, da segreti che non si ha il coraggio di confessare, da errori che non si ha la forza di perdonare, da dipendenze a cui non si ha la forza di sottrarsi, facendoci capire come certe ragioni, certe verità si celino dietro ad apparenze non sempre comprensibili.

Federica Politi


Lo scrittore:
Joseph O’Connor è nato a Dublino nel 1963. I suoi libri, tradotti in quaranta lingue, sono editi in Italia da Guanda: i volumi di racconti I veri credenti e Dove sei stato?; i romanzi Cowboys & Indians, Il rappresentante, La fine della strada, Desperados, Stella del Mare, La moglie del generale, Una canzone che ti strappa il cuore e Il comico; i reportage Il maschio irlandese in patria e all’estero e Dolce libertà. Un irlandese in America. Nel 2012 l’autore ha ricevuto l’Irish PEN Award per la letteratura.