Stefano Piedimonte – I magnifici idioti

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Editore Rizzoli / Collana Rizzolil Narrativa
Anno 2021
Genere Giallo
300 pagine – brossura e epub


Siamo in Italia, sicuramente, ma è un Italia distopica. Non sappiamo l’anno, ma sicuramente ai giorni nostri. Siamo vicino a Milano, precisamente vicino Pavia, in un paesino del nord, con le sue risaie e le sue campagne. Qui, in questo posto quasi sperduto, che si chiama, guarda il caso, Morimondo, compare un’enorme sfera riflettente dal diametro di due metri e mezzo, che sembra piovuta dal nulla. Non ci sono tracce di persone o di trascinamento, niente che possa suggerire di come quella “cosa” possa essere arrivata lì.
Dopo poco tempo, le lepri che popolano la zona cominciano ad aver un atteggiamento molto particolare, che culmina con l’aggressione del proprietario della Cascina Leprotta, Franco Forni.

L’allarme è immediato. La palla è sicuramente aliena e sta modificando il comportamento degli animali, questo è quello che sospettano le autorità ministeriali, che, dall’alto della loro intelligenza, spediscono sul luogo una squadra di “professionisti” per salvare il mondo dalle forze aliene.
A comandare il tutto c’è un giovanissimo capo del Copasir di 28 anni, Giampiero Fuschini, eletto tra le file del partito Tutti a Casa!, che si esprime con uno slang consono alla sua statura intellettuale.
I prescelti sono quattro insospettabili, perfetti per agire sotto copertura tutti partenopei. Nicola ‘a scheggia che di lavoro fa il borseggiatore (la furbizia a scapito dell’intelligenza), Little Princesa che di lavoro fa l’Influencer e l’Instagrammer (l’apparire a scapito dell’essere), padre Felipe, che è l’unico non napoletano, ma ormai è adottato, vive in un eremo ed ha la passione per le chiavette usb (la fede in “dio” come unica consolazione possibile), e Sasà ‘o schiaffo, un camorrista (la violenza come unica meccanica relazionale)*.
Vengono prelevati e portati nelle campagne di Morimondo per capire cos’è quella palla trasparente e rispedirla al mittente così come è arrivata. Saranno lautamente ricompensati, dotati di dispostivi di ultima generazione per poter comunicare con Fuschini e il team di ministri e militari dietro tutta l’operazione.

L’incarico è così top secret che vengono confiscati tutti i loro telefoni e viene loro vietato di farne parola con alcuno, pena la cacciata dalla squadra e il decurtamento del compenso da sogno previsto.
Il libro parte lento, ma poi piano piano i tasselli che lo compongono, si riuniscono in un’unica trama che porterà i nostri quattro eroi a vivere una mirabolante avventura a spese del governo.
Lo scenario è surreale, quasi venato da un elemento alieno, ma è fin troppo reale. Dietro la storia della fantapolitica di Piedimonte, ci rivediamo noi stessi specchiati nella politica odierna, che sembra tutto, meno che reale. Personaggi macchietta come Fuschini o il generale Crespi, i colonnelli Dandì e Drogo (poverino!) che sono lo specchio dei nostri tempi o quantomeno della sensazione che ci fanno provare, lasciando il lettore con una profonda amarezza, anche se il libro è ammantato di umorismo e ti strappa più di qualche risata.

I magnifici idioti di Piedimonte, all’occhio umano potrebbero sembrare soltanto degli idioti, ma nel contesto odierno, nello spazio-tempo che occupano, sono perfettamente contestualizzati e diventano magnifici, soprattutto in questa epoca in cui l’immagine conta più dell’essere, in cui basta sapere usare i social network o saper usare gadget tecnologici per contare qualcosa.
In tutto il racconto abbiamo poi delle pause, dove vediamo un centenario Presidente della Repubblica, che vive in un isolamento dorato a Villa Rosebery, accudito dai suoi corazzieri, continuando a scrivere discorsi senza senso, senza poi ricordarlo nemmeno, ultima sentinella in un paese decisamente ad un passo dalla deriva.
Quindi sì, si ride e parecchio in questo libro di Piedimonte, ma molte delle risate che ci facciamo, subito dopo sono venate da un’amarezza tale che potrebbe anche farci piangere … ma alla fine è meglio ridere!

Silvia Marcaurelio

(*Tra parentesi i commenti dell’autore per spiegare i suoi personaggi)


Lo scrittore:
Stefano Piedimonte, nato a Napoli nel 1980, si è laureato all’università L’Orientale. É stato uno scacchista a livello agonistico, in squadre di serie A, venendo ammesso all’età di quattordici anni alla seconda categoria Nazionale. Dal 2000 ha cominciato a lavorare per vari giornali fino ad arrivare a Il Corriere del Mezzogiorno e Il Corriere della Sera, occupandosi dapprima di articoli su spettacoli locali per poi passare alla cronaca nera. Dal 2017 insegna alla Scuola Holden di Alessandro Baricco. Collabora con Donna Moderna, Cosmopolitan, Il Mattino e Il corriere della sera. Ha insegnato anche musica come chitarrista Jazza all’Università Federico II di Napoli.
L’esperienza di giornalista di nera, concentrata principalmente su fatti di camorra, gli consentì di pubblicare nel 2012, con la casa editrice Guanda, il suo primo libro, Nel nome dello Zio, con cui ha vinto il premio letterario “Zocca Giovani” 2013. Il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Germania. Con Guanda, ha pubblicato anche Voglio solo ammazzarti (2013), L’assassino non sa scrivere (2014) e Miracolo in libreria (2015). Il suo libro successivo, L’innamoratore (2016) è stato pubblicato da Rizzoli. Nel 2018 pubblica con Solferino Libri, L’uomo senza profilo.