Andrea Donaera – Lei che non tocca mai terra

395

Editore NNE
Anno 2021
Genere Noir
240 pagine – brossura e epub


– Però mo’ voglio che le parole mie non ti manchino mai. Le parole vere, però. Non quelle di quando faccio finta di essere qualcun altro, o quelle dei libri.
Le tue parole. Non voglio che mi manchino.
– No. Prenderò bene la mira.

Andrea e Miriam parlano. Andrea e Miriam sembrano parlare.
Andrea rovista nel calderone dei ricordi, di quando i due, in un passato non ben precisato, aveva scherzato sull’omonimia tra il nome della ragazza e quello del terribile ultimo uragano tropicale. Di come sia strano e bello avere il nome di un fenomeno così potente e distruttivo. Di come quella furia di uragano all’improvviso si sia sedata e sia sparita.

– Magari pure con te, con ‘sta cosa che ti è successa, può succedere così.

Miriam risponde. Miriam sembra rispondere…

-Qui è tutto buio.

Il punto di vista rimbalza frusciando tra le profumate lenzuola di quella che sembra essere una camera da letto da Andrea a Miriam, aggiungendo con sapienza nuovi elementi.
Eccola la storia antica quanto il mondo, eccolo il mistero profondo del destino in bilico
tra la vita e la morte. Miriam è in coma, vittima di un incidente (si è trattato di un incidente? L’ennesimo codardo pirata della strada, o omicidio premeditato?).
Intorno a questo letto, che diventa il centro esatto dell’universo, si muovono storie e personaggi, tra un passato pregno di segreti e dolori e un presente fragile e rarefatto. Senza certezza alcuna.

Sei l’emergere. Sei il sommergere. Sei stanca. Sei l’attesa. Sei la rabbia.

C’è Andrea, in qualità di figlio e quindi la sua mamma (io sono qui con mia madre, a prendermi cura del suo cadavere indecomposto. Mia madre è malata di vuoto) e il fantasma di suo padre morto suicida.
Ci sono i genitori di Miriam con un terribile segreto da custodire. C’è una zia innominabile che si chiama, guarda caso, Miriam.
C’è papa Nanni, guarda caso anche lui zio di Miriam, santone e, all’occorrenza, stregone.
C’è ancora Andrea, in qualità questa volta di discepolo di papa Nanni, perdutamente innamorato di Miriam e della insana possibilità di salvezza che potrebbe esserci grazie all’amore.

Penso che è così che nascono le ossessioni: quando cerchiamo qualcuno che ci possa salvare, e ci convinciamo di averla trovata, poi, quella persona. Per me tu sei quella che può salvarmi.
Amare qualcuno come io amo te è una roba violenta: è un accanimento che ti esclude, lo so, è un ossessionarsi basato su niente se non su se stesso.

E c’è Gabry, la sua migliore amica che le invia delle lunghe registrazioni per aiutarla a uscire dal buio che la opprime. Si chiama Talking cure, metodo terapeutico che affida alle parole il potere di cura.
Fuori dalle finestre di quella camera bianca, oltre il profumo di quella biancheria sempre pulita e delle polpette sempre sul fuoco, una Puglia gotica, opprimente, cupa e mai rassicurante, lontana dall’immaginario festaiolo e turistico.
“Lei che non tocca mai terra” è un romanzo meraviglioso difficilmente ascrivibile in un unico genere: è una storia d’amore, è una storia drammatica, è una raccolta di poesie, è un giallo con un notevole colpo di scena finale.
Come già nel romanzo d’esordio (Io sono la bestia) Andrea Donaera riesce a dosare sapientemente i diversi registri anche grazie all’uso del dialetto, che riesce a caratterizzare alcuni personaggi in modo molto originale. Il padre di Miriam, ad esempio.

Le persone, cusì, è comu se si sbriciolanu. Pianu pianu. Una vive pe’ anni come se tutti sembra che può rimanere uguale, belli, pe’ sempre. E ‘nvece poi, giornu d’opulente giornu, pianu pianu, arrivi a un puntu che le cose che scoppiano. E nienti è più comu prima, poi dopo che le cose scoppianu.

Le parole di Andrea Donaera sono stilettate veloci, sono incanto e schianto. Sono Poesia e dolorosa Prosa. Lirico, intriso di mistero, di violenza (tanta) e di inaspettata dolcezza. È una scrittura intricata ma mai astrusa, complicata ma sempre risolvibile. Cruda e poetica come la vita stessa.

-Mi farai la treccia ogni mattina? Mi accarezzerai i capelli come se ogni giorno fosse l’ultimo? Mi racconterai i tuoi dolori? Di tuo padre e di tua madre, dei tuoi pezzi sparsi, delle tue parti scomposte? Del tuo perdere tutto ciò che vivi, come sabbia secca e rovente tra le dita? Della tua mente che crea e distrugge, che vela e che svela, che compone e distorce?
-Ci sono io. Sono qui. Ci sono io, sono qui.

Susanna Durante


Lo scrittore:
Andrea Donaera è nato nel 1989 a Maglie ed è cresciuto a Gallipoli. Nel 2019 ha pubblicato per NNE il suo romanzo d’esordio, Io sono la bestia, che è stato salutato da pubblico e critica come un vero caso editoriale ed è stato tradotto in Francia. Collabora con il quotidiano Domani e scrive per Metalitalia.