Piernicola Silvis – La Pioggia

355

Editore SEM
Anno 2021
Genere Thriller
672 pagine – rilegato e epub


La morte di un tossico per overdose non è cosa che interessi l’opinione pubblica, piuttosto viene “distratta” da altro e il dramma delle morti per eroina non fa notizia, rimanda solo a un vecchio ricordo degli anni Ottanta. Ma a Roma se muore il fidanzato americano di una ragazza legata ad alte personalità della finanza italiana, quella morte non può passare inosservata.

L’overdose di Harry sarà in grado di innescare una bomba a orologeria che coinvolgerà da un lato magistrati, forze di polizia, e servizi dall’altro la malavita calabrese, la ‘Ndrangheta in forza a Roma, e i cosiddetti Cartelli della droga sparsi per il mondo. A indagare viene chiamato Renzo Bruni, vecchia conoscenza dei lettori, che da Napoli si dovrà “catapultare” a Roma per scoprire gli “assassini” di Harry.

Quando si legge un romanzo di Piernicola Silvis che ha per protagonista Bruni, si ha la sensazione di essere protetti, ovvero senza che sia noto al pubblico, c’è gente che non ha orari, non conosce festività, che non ha una vita sociale e a volte “perde” la famiglia, perché grazie al suo lavoro le strade sono sicure, la malavita non avvelena le nuove generazioni e il malaffare non inquina lo Stato.
Anche questa volta, con “La Pioggia”, Silvis fa emergere il difficile lavoro delle forze di Polizia, costrette a scontrarsi con nemici molto potenti, in possesso di strumenti non solo mortali come armi e droga ma anche armi mediatiche e intellettuali capaci di cambiare, deviare e orientare il pensiero dell’opinione pubblica. A differenza di quello che può facilmente venire in mente, con Pioggia non si allude a eventi climatici imminenti, ma a un’operazione di proporzioni gigantesche che coinvolge la criminalità internazionale, volta a modificare l’equilibrio tra Stato e la più grande realtà malavitosa del mondo, la ‘Ndrangheta.

Bruni è un uomo in grado di guardare, ascoltare e capire ed è colui che non molla facilmente se qualcosa non torna o non è chiaro. È questo che lo spinge, una volta a Roma, a seguire piccoli indizi, a volte insignificanti tracce per comprendere e capire cosa si nasconde dietro la morte del ragazzo americano. Ciò che scoprirà, grazie alla sua squadra e alla collaborazione esterna di un’infiltrata dalle eccezionali capacità immedesimative, non gli piacerà e lo indurrà, ancora una volta ad andare avanti senza guardare in faccia a nessuno e senza lasciarsi intimorire dai poteri forti, perché Renzo è così, è uno che affronta ogni situazione a muso duro.

Benché il protagonista del romanzo sia Renzo Bruni, la bravura di Silvis è quella di rendere protagonisti anche alcuni membri della sua squadra, in modo da avere diversi punti di osservazione della vicenda narrata. Così ritroviamo Riondino, pugliese e braccio destro di Bruni che ha la capacità di alleggerire i toni quando c’è troppa tensione nell’aria; non può mancare Laura Virga, la sua vice, una vera e propria stacanovista che in più occasioni è stato un aiuto fondamentale per le indagini; Carella, uno tosto, e Adriana Barbaro, psichiatra e criminologa della squadra, fondamentale in quest’ultima indagine per la formazione di Frida, personaggio sotto copertura, che consentirà alla squadra di conoscere ogni movimento del Cartello romano.
Infine a completare il gruppo di Bruni, Paola Franchini della questura di Napoli. La faccia dell’illegalità è rappresentata da don Vittorio Santofuri boss del Cartello di Roma e da Arna, al secolo Armando Nativo, suo fidatissimo vice.

La storia è stata studiata molto bene dall’autore che non si limita alla sola lotta contro il crimine organizzato e lo spaccio di sostanze stupefacenti ma è l’escamotage che Silvis usa per raccontare la realtà viziata di uno degli ambienti mafiosi più radicato nel mondo e più feroce, quello della ‘Ndrangheta mettendo in evidenza ancora una volta, la sua maturata esperienza sul campo e la straordinaria capacità di raccontarlo senza incorrere in descrizioni farraginose e nozionistiche tipiche dei saggi. Merito dell’autore è anche la capacità di inserire strategicamente all’interno della narrazione le vicende personali di alcuni personaggi come Annina Latini o Armando Nativo, interessantissime da un punto di vista psicologico e umano. “La Pioggia” è un romanzo che a dispetto delle oltre 600 pagine, scorre velocemente grazie a capitoli brevi e ad azioni che catturano l’attenzione del lettore. Particolarmente toccante è la dedica nei ringraziamenti al dott. Pasquale Vaira, che invito tutti a leggere.

Un ringraziamento personale va da me a Piernicola per aver citato un’opera di Umberto Giordano, l’Andrea Chénier, che per tutti è l’opera che Tom Hanks ascolta nel film Philadelphia, ma che per me è motivo di orgoglio visto che l’autore è foggiano, e dimostra ancora una volta quanto Silvis sia legato alla sua città, proprio come me.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Piernicola Silvis è nato nel 1954 a Foggia. Alto dirigente della Polizia di Stato, ha lasciato il servizio nel 2017 come questore di Foggia. Con SEM ha pubblicato Formicae (2017), La lupa (2018) e Gli illegali (2019), finalista al Premio Bancarella 2020, e Storia di una figlia (2020). I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.