Silje O. Ulstein – Memorie di un rettile

249

Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2021
Genere Giallo
432 pagine – brossura e epub
Traduzione di Giovanna Paterniti


Un thriller psicologico inquietante, scritto con maestria su una doppia linea narrativa che si dipana su due livelli paralleli, due piani di cui uno lineare, realistico e tangibile, e l’altro evasivamente onirico, una spirale verso un abbraccio soffocante, un incubo completamente imprevedibile fino alla parola fine.
Liv è una studentessa segnata da un’infanzia travagliata, che annega il proprio disagio in serate trasgressive con gli amici più stretti. Avvolge le sue tenebre nelle spire di Nero, un piccolo di pitone dal quale si sente profondamente attratta e con cui instaura una simbiosi oscura che cresce d’intensità nel tempo. Trascorsi quattordici anni, in una cittadina della costa norvegese, Mariam è in giro a fare acquisti con la figlia Iben quando, dopo un banale litigio, la ragazzina si allontana facendo perdere le proprie tracce. Che cosa lega Liv, Mariam e Nero?

Il romanzo è fortemente permeato dalla psicologia dei personaggi, dalla loro vergogna, dalla solitudine scaturita da desideri repressi, covati per anni sotto il manto nero della proibizione, fino a squarciarlo. I protagonisti, come serpenti, mutano pelle, si rinnovano, crescono adattandosi all’ambiente che li circonda, sfoggiando una nuova livrea di squame mantenendo inalterati i desideri profondi, avidità, perversioni e la loro natura più intima che, come quella di un serpente, brama prede a sangue caldo da soffocare nel suo abbraccio mortale.
Nero, il pitone, è l’anello di congiunzione, il detentore delle memorie sottoposte al diniego della coscienza, la vera essenza del romanzo: la trama raccontata attraverso i suoi occhi è il piano basale che stabilizza i continui cambi di prospettiva dell’intreccio, dove niente è ciò che sembra e nessuno si manifesta per quello che realmente è. Nelle sue fredde spire si leggono i pensieri, gli stati d’animo, i desideri di Liv e Mariam. Le squame ruvide erodono quel sottile strato di menzogna rivelando quella tensione viscerale che muove i protagonisti sulla scena. Nero è la causa scatenante degli eventi, è quel motore immobile da cui tutto viene e a cui ogni cosa ritorna in una danza vertiginosa che spinge alla follia.

“Memorie di un rettile” è un romanzo inaspettato che mantiene una tensione narrativa alta e costante fino alla fine. È una lettura inaspettata, distante dalla classica letteratura thriller, intensa, imprevedibile, terrificante e in grado di regalare al lettore perle d’ironia intelligente e sagace. L’autrice sfida ogni cliché con una trama coraggiosa e originale, una ventata di novità nel genere del giallo nordico, posizionandosi in vetta alle classifiche con quello che viene definito uno dei migliori romanzi d’esordio degli ultimi anni.
La lettura, come recita la copertina, fa riflettere sull’annosa questione del cambiamento. Siamo realmente capaci di cambiare, di evolverci, di mutare pelle o ci crogioliamo nell’illusione che un “nuovo vestito” sia la stessa cosa. I serpenti, dal canto loro, sono consapevoli che sotto le nuove squame si accresce costantemente il desiderio di sangue fresco.

Matteo Bordoni


La scrittrice:
Silje O. Ulstein , dopo aver ottenuto un master in letteratura all’Università di Oslo, Silje O. Ulstein (1984) ha seguito un corso di scrittura creativa all’Accademia di Bergen. Memorie di un rettile è il suo primo romanzo. Già definito in Norvegia “il migliore giallo d’esordio da decenni”, ha conquistato in breve tempo gli editori di tutto il mondo.