Ludovico Del Vecchio – Morte nel bosco nuovo

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Editore Elliot
Anno 2021
Genere noir
256 pagine brossura e epub


Comincio subito con il dire che questo romanzo è un autoconclusivo, per cui non abbiate timore ad avvicinarvi allo stesso perché la trama è compiuta e i personaggi sono tratteggiati in maniera assolutamente comprensibile. Detto questo, però, è importante anche aggiungere che “Morte nel bosco nuovo” fa parte di un nuovo genere, qualcosa di inventato letteralmente dall’autore e che può definirsi “green thriller”, a me piacerebbe più la definizione di noir ambientale, ma alla fine cambia poco, quello che i lettori apprezzano subito di Del Vecchio è indubbiamente la sua capacità di raccontare da panteista. Di trattare, giustamente, la natura come se fosse un altro personaggio del suo romanzo e di sensibilizzare sui temi dell’ecologia mentendo viva la suspense propria dei libri di genere.

Come riesca Del Vecchio a fare tutto questo io non lo so perché non ho ancora avuto il piacere di intervistarlo, ma vi prometto che se dovesse succedere ne riporterò fedele cronaca in questo blog, per ora vi basti sapere che Morte nel bosco racchiude nella sua trama personaggi già incontrati e noti ai lettori dell’autore, come il poliziotto italo-belga Jean De Vermeer e il serial killer Alberto Bacenigo. Ancora una volta, però, come accade nei noir sociale di Del Vecchio la vera protagonista è la natura, in particolare quella di un bosco a nord della città di Modena, dove alberi messi a guardia di querce secolari vengono tagliati o danneggiati.

De Vermeer inizia a indagare anche perché il crimine legato alla natura non è la sola cosa insolita che sta succedendo a Modena, ci sono murales strani che stanno ricoprendo buona parte dei muri della città e soprattutto il suo ex nemico, Bacenigo, ora in carcere rischia di mettersi ancora di più nei guai e di rimetterci la vita. Jean da bravo poliziotto ecologista ha delle idee e delle piste che vuole seguire, ma quando chi si cela dietro a crimini cittadini minaccia la propria figliola, anche lui deve fermarsi un attimo e comprendere meglio come muoversi in una città che sembra diventata un vero e proprio covo di vipere.

Come ho detto sopra “Morte nel bosco nuovo” è un autoconclusivo, ma partendo proprio da questo invito chi ha la passione per altre forme di thriller e di noir, per romanzi che fanno dell’attualità e della società 2.0 un nuovo substrato su cui imbastire storie ad alta tensione e pregni di adrenalina io consiglio di partire dai primi lavori di Del Vecchio che nel 2017 ha dato vita alla saga del poliziotto italo-belga.
A proposito del primo romanzo della serie, l’editore invio il dattiloscritto per una consulenza esterna a un famoso professore di arboricoltura, Francesco Ferrini, stimatissimo direttore della Scuola di Arboricoltura dell’Università di Firenze, il quale attestò che tutto quanto descritto nel romanzo di esordio di Del Vecchio era ineccepibile e che lui non aveva nulla da correggergli.
Pertanto, se non avete ancora mai letto nulla di questo autore provate proprio a cominciare con Morte nel bosco nuovo ne resterete affascinati e probabilmente come me, apprenderete cose sugli alberi e la natura che vi lasceranno deliziati.

Antonia Del Sambro


Lo scrittore:
Ludovico Del Vecchio è autore di “green thriller”, un nuovo genere crime basato su tematiche ecologiche, come La Compagnia delle Piante, La cura degli alberi, Il Movimento delle Foglie e Morte nel bosco nuovo, tutti pubblicati da Elliot. È attivista ecologista, veterinario, piantatore di alberi nelle aree metropolitane. Alleva nel suo giardino querce e taxodi da destinare a incursioni notturne di guerrilla gardening.