Caterina Falconi – La volta di troppo

807

Editore Clown Bianco / Collana I gechi
Anno 2021
Genere Noir
192 pagine – brossura e epub


“La volta di troppo”, edito Clown Bianco, è il primo noir di Caterina Falconi.
Dopo essersi cimentata in diversi generi letterari, Caterina Falconi approda in maniera magistrale al genere letterario che tanto piace a noi di Contorni di noir. Un perfetto connubio tra due tipi di indagini.
Da una parte le indagini del Commissario Angelo Gatti sulla brutale uccisione di Colomba De Pedris – applicata di segreteria alla scuola elementare De Amicis – e dall’altra le indagini sull’animo umano, uno studio quest’ultimo complicato che richiede un alto livello di sensibilità tale da riuscire a darne un quadro quanto più preciso possibile.
La prima cosa che mi ha colpita ne “La volta di troppo” è la copertina. A fine lettura ho capito quanto quella copertina contenga tanto del senso del libro.
Un gatto – animale molto amato dall’autrice – che avrà nel finale un delicato ruolo e la contrapposizione tra una finestra aperta e il caos di indumenti all’interno della stanza.
Il caos che ci portiamo dentro nei meandri del nostro animo e l’aspirazione di non limitarci al solo guardare oltre la finestra aperta. La vita andrebbe vissuta oltre quella finestra. Mi piace che comunque quella finestra sia aperta perché l’aria entri e sia fautrice della nostra rinascita.

Le donne sono le protagoniste predominanti, a partire da Colomba De Pedris e da Rebecca, la madre del commissario Gatti. Il destino delle due donne si incrocia a causa dell’amore per un pittore Cesare Ferrara. Il pittore ha una relazione con Rebecca, che poi lascerà proprio per Colomba.
“Dovevano incaricare proprio suo figlio, delle indagini dell’omicidio della compaesana che le aveva soffiato l’amante pescarese! Troppe coincidenze in quella storia riluttante all’archiviazione definitiva. E quando le coincidenze sono troppe, puzzano di zolfo.”
I capitoli si alternano con le storie della vita delle due donne, le seguiamo attraverso le parole dell’autrice che ci racconta di loro, delle fragilità che le avvolgono e le segnano, dei rimpianti che si portano dentro, delle barriere che si auto costruiscono , di quella capacità di farsi del male da sole, dell’essere nemiche di se stesse – perché spesso noi siamo le nostre peggiori nemiche.
Colomba ha un grande rimpianto, quello di non aver realizzato un suo sogno. Sposa un uomo che non ama e la sua insoddisfazione per la vita la porta a cercare altrove le sue mancanze.
Rebecca, umiliata e lasciata dal Ferrara. Dopo due anni aveva accettato l’invito del dottor Paolo Cantico, veterinario, e avevano vissuto un amore bello, pulito, gentile. Fino alla morte di Paolo.
Ora è una donna obesa, non esce di casa, lei era stata una giornalista, ora passa il suo tempo aiutando vicini e conoscenti che le affidano piccole indagini relative a tresche e tradimenti. E’ diventata molto brava facendo ricerche tramite i social.
Nonostante il rancore per Colomba, comprende che deve dare una mano a suo figlio, deve dare una possibilità a quella donna che tanto dolore le ha procurato, deve superare il risentimento.

“D’un tratto, s’accorse che Colomba le faceva pena. Di non essere diversa da lei. Non s’erano mai parlate, e rimpiangeva di non averlo. Per anni le aveva augurato il peggio. Aveva alimentato un rancore ossessivo tanto a lungo, nei confronti della rivale, da sentirsi coinvolta nella sua morte orrenda. Se l’avessero ammazzata così solo qualche anno prima, ne avrebbe gioito.
Cosa posso fare per te ? – le chiese in una specie di preghiera.”

E Rebecca scopre tutto, scopre chi ha commesso l’omicidio, scopre perché si è arrivati a quell’omicidio, scopre quei tasselli struggenti che cambiano il percorso della vita e portano ad avere atteggiamenti cinici, cattivi, per il gusto di fare male, di farsi male.

“A volte mi sono chiesto come saremmo stati, se ti avessi chiesto di restare – le confessò, in uno sbocco di dolore.
– Non possiamo saperlo e. comunque, a una certa età non è più importante. Altre cose si sono aggiustate, a prescindere da noi. Mio figlio, Estrella, ce l’hanno fatta.
– E noi?
– Chi può saperlo?
– Se è vero il detto, io mi salverò.
Rebecca chinò il capo e si guardò le mani.
– Sono venuta a rassicurarti. Se mai ci fosse qualcosa da perdonarci, io ho perdonato.”

L’importanza del perdono, del perdonare e soprattutto del perdonarsi.
Il perdono verso se stessi è il perdono più difficile da raggiungere, ci vuole tempo, ci vuole una grande forza, bisogna volersi bene a un certo punto, è doveroso.
“La volta di troppo” è un gran bel libro, ha una prosa incantevole, un utilizzo preciso delle parole, un connubio perfetto delle varie sfaccettature presenti in un noir, indagini su due binari perfettamente paralleli, i risultati dell’inchiesta raggiunti grazie a un preciso percorso di pensieri e riflessioni da una parte, la descrizione struggente di vite che chiedevano ben altro e che invece costringono a fare i conti con se stessi a causa delle inevitabili delusioni dall’altra, la necessità di perdonare e perdonarsi per donare e donarsi una rinascita.

Cecilia Dilorenzo


La scrittrice:
Caterina Falconi è laureata in Filosofia. Ha pubblicato i romanzi Sulla breccia (Fernan­del, 2009) e Sotto falsa identità (Galaad Edizioni, 2014). Ha scritto, con Simone Gambacorta, Una questione di malafede. Scambio a due voci sulla scrittura creativa (Duende, 2010). E, con Francesca Bonafi­ni, Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti (Ad est dell’equatore, 2015). Ha pubblicato racconti in varie antologie, riviste e in ebo­ok. Ha collaborato alla stesura delle sce­neggiature del cartone animato Carotina Super Bip. E’ autrice di svariati testi: E invece sì. 55 storie di coraggio, di idee, di passione (2018) con Gianluca Morozzi; Narciso (Collana I Miti raccon­tati ai bambini, 2019); Shoefiti (Collana Black List, 2019), Iliade (Collana I Poemi, 2019). Collabora alla Rusconi Libri con ro­manzi per ragazzi e riduzioni di classici. Ha co-curato con Francesca Bonafini l’an­tologia La vita invisibile (Avagliano, 2021) ed è autrice di Dammi da bere (Mimep Do­cete, 2021). Per la Vallecchi nel 2021 è uscita con il romanzo Dimmelo adesso.