Giancarlo Capaldo – I delitti di Via Margutta

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Editore Chiarelettere
Anno 2020
Genere Giallo
256 pagine – brossura e ebook


Abbiamo scoperto che conoscevamo ben poco Maria Ludovica e non ipotizzavamo neppure che il mondo fosse così corrotto: amore, giustizia, libertà, arte e Dio sono solo parole che nascondono desideri e le illusioni dell’uomo. Abbiamo ricostruito molte storie, abbiamo capito che la realtà spesso è un’immagine, che tutto è mezzo di scambio, che il bene passeggia con il male e la verità si congiunge con la menzogna. Io mi rifiuto di credere che la vita si riduca a questo”
L’universo seriale crime ha un nuovo e saggio protagonista che non ha nulla da invidiare a detective, tenenti, commissari, magistrati integerrimi e baristi indolenti. Grazie alla mia lettura per Contorni di Noir ho avuto modo di conoscere Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia (per gli amici Gian Maria). Al nome altisonante va però aggiunto un alto titolo nobiliare. Gian Maria è infatti un principe (il suo casato risale addirittura al XIII secolo) e del principe sembra da subito incarnare tutti i valori positivi che tale titolo evoca (almeno nell’umile immaginario di noi comuni mortali): onore, coraggio, purezza d’animo, senso di giustizia, ricerca della verità.

Tutto ciò sembra inizialmente stridere e cozzare con l’ambientazione romana delle vicende narrate (impreziosite con mondane ma anche spirituali gite fuori porta). Gian Maria deve i suoi natali a una mamma, Domithia Colonna, ovviamente principessa, che vive in un ameno castello a pochi passi dalla capitale. Come ogni principe che si rispetti Gian Maria ha al suo fianco una principessa, Giulia Palazzoli, che non vanta però origini nobiliari (con estremo disappunto dell’arcigna principessa senior) ma che si adatta egregiamente al dorato mondo dell’amato marito, pur mantenendo un suo stile ed essendo per sua natura allergica all’etichetta. Uniti da un passato doloroso grazie al quale si sono conosciuti i due condividono le gioie di una vita agiata, non dimenticando di far tesoro degli errori compiuti e di quei “conti” non pagati in virtù della propria posizione privilegiata. Gian Maria in barba e in virtù di questo passato tumultuoso vive una vita integerrima e al servizio della giustizia e della verità. Sarà l’omicidio di una vecchia amica (la contessa Maria Ludovica Romano della Gherardesca, per gli amici – e i comuni mortali di prima- Luvi) e al rischio di un’archiviazione precoce del caso a dare inizio alle indagini, grazie a una squadra investigativa inedita e molto originale: il principe Gian Maria, la principessa Giulia e il devoto maggiordomo Oliver, vero pezzo da novanta del trio. Il fedele servitore viene infatti direttamente da Buckingham Palace, dove ha lavorato al servizio della regina Elisabetta.

Le sue referenze sono impeccabili e al suo curriculum stellato si aggiunge un carattere affabile, una riservatezza di altri tempi e grandi capacità investigative.
L’azione prenderà il via dal vernissage di Boezio, artista modaiolo e stimato dalle cerchie nobiliari frequentate da Gian Maria & C. Il suo atelier è a pochi passi da quella Via Margutta del titolo e sarà una della tante location glamour del romanzo. Misteriosi personaggi ci permetteranno di entrare (di solito per noi comuni mortali ci dobbiamo accontentare di guardare dallo spioncino della porta di servizio) nei palazzi del potere, temporale o spirituale che sia, descrivendo la capitale in tutto il suo splendore.
“Tutto trasudava ampiezza, silenzio, autorevolezza, solennità; per non parlare di sicurezza, ordine, pulizia. Mancava solo la giustizia. Era come, pensò Gian Maria quando entrando nelle più celebri basiliche del mondo ci si trovava la bellezza, l’arte, la maestà, la grandezza, il prestigio…Il difficile era trovarci Dio.”

La polvere e lo sporco non sono sotto il tappeto, ma in bella vista, come una trave negli occhi, tra imponenti colonnati di marmo e scrivanie di legno pregiato, tra giri in Rolls Royce lungo le strade di Roma, e quelli a bordo di aggressivi fuoristrada per le gite fuori porta.
Agli omicidi del presente si aggiungono i misteri del passato e il racconto diventa pagina dopo pagina più coinvolgente. Il tutto è magistralmente cadenzato dalle regali riflessioni del principe Gian Maria: “Raggiungere la verità non è ciò che l’uomo desidera veramente. Sono più le volte che la verità sconvolge, turba, o quanto meno infastidisce, rispetto a quelle in cui consente all’anima di trovare pace nella luce. La luce è sempre troppa: illumina sempre qualcosa che non vogliamo vedere”.

Susanna Durante


Lo scrittore:
Non poteva che essere Giancarlo Capaldo a raccontare i vizi nascosti e il fascino irresistibile della Città Eterna. Lui, magistrato ora in pensione, è stato responsabile della Direzione distrettuale antimafia di Roma e del pool antiterrorismo, e autore di importanti indagini sull’eversione nera, i desaparecidos dell’America Latina, il sequestro di Emanuela Orlandi, la banda della Magliana, gli scandali della P3 e quelli di Finmeccanica e Telecom-Fastweb.
La sua grande passione è la scrittura. Ha all’attivo, oltre a numerosi saggi, il libro Roma mafiosa. Cronache dell’assalto criminale allo Stato (Fazi Editore 2013) in cui, partendo da un’interpretazione delle stragi del 1992-1993, narra delle mafie insediatesi a Roma.