Editore Adelphi / Collana Fabula
Anno 2021
Genere noir
285 pagine – brossura e epub
Traduzione di Mariagrazia Gini
Amore e odio sono separati da una sottile linea di demarcazione, un confine semantico, legato a un significato cristallizzato in due parole che, sotto molti aspetti, hanno una controparte emotiva molto simile, viscerale, incontrollabile. Amore e odio possono coesistere, alcune volte fondersi in una piena di emozioni che esonda i confini netti delle parole ma non quelli delle emozioni.
L’affascinante Marocco è la scenografia di questo romanzo, un luogo ricco di simbolismo, tradizioni e conoscenze che per molte ragioni storico-culturali si trovano agli antipodi di quelle occidentali. David Henninger e sua moglie Jo si stanno recando riluttanti alla festa organizzata da due amici gay nella loro sontuosa tenuta nel deserto. David è un medico con il vizio dell’alcool e Jo una donna insoddisfatta dalla vita. Dopo una lunga notte passata a guidare per impervie vie, alticci e stanchi, uccidono un ragazzo che, con intenzioni torbide, si era posto sulla loro via. I due, non sapendo cosa fare caricano la salma in macchina e procedono verso la festa dove le loro vite prenderanno strade separate che infine li porteranno a un destino comune.
Non è certo un classico noir, né un romanzo giallo nel senso più stretto della parola. Gli elementi ci sono tutti: l’omicidio, le indagini, la risoluzione legale del caso (la corruzione dietro questa), e da un lato anche quella morale e “divina”. È la modalità in cui questi elementi vengono utilizzati ad essere originale. Posso paragonarlo, con tutte le eccezioni del caso, a “Il grande Gatsby”: feste stravaganti, negligenza morale, problemi coniugali e un omicidio.
Lo scrittore ci porta in un mondo caratterizzato da uno scenario febbrile e spaventoso descritto attraverso il parallelismo tra la decadenza dei costumi occidentali e quelli orientali. Da un lato feste che lasciano un retrogusto amaro a base di sesso, cocaina e promiscuità, dall’altro il mondo che si oppone ai costumi degli “infedeli” ma che chiude un occhio per convenienza. Su una sponda la ricchezza senza limiti, dall’altra la povertà vera e in mezzo il fiume della vita che scorre e molto spesso si ferma per sempre.
Il vero aspetto noir del romanzo sta nelle atmosfere, in quel senso di disagio e suspense che si avvertono a ogni pagina. Senza svelare troppo della trama David, per poter ottenere il perdono della famiglia, deve recarsi presso il loro paese, nel mezzo del deserto e parlare con il padre del defunto. Di fatto l’inglese viene costretto a seguire i suoi “carcerieri” verso un destino incerto, a vivere in una cella (la camera del defunto) con l’illusione di essere libero ma la certezza che la sua vita fosse legata al sottile filo del perdono (e qui il titolo originale “The Forgiven”- Il perdonato – ha un significato profondo, più che la traduzione italiana, a mio parere poco significativa).
Il perdono, come l’amore e l’odio, ha molte sfumature e non sempre arriva da chi ce lo aspettiamo. David, “Il perdonato”, riesce a tornare alla sua libertà, a ritrovare la moglie e l’illusione di una vita normale, ma il destino ha sempre un modo stravagante di dispensare giustizia…
Il romanzo ci fa riflettere sul fatalismo della vita, sul fatto che differenze sociali, economiche, culturali non possono niente contro il destino. Siamo tutti destinati a morire prima o poi e contano poco i nostri pentimenti o i perdoni, quando il destino ha già deciso la strada che andremmo a percorrere.
Matteo Bordoni
Lo scrittore:
Lawrence Osborne è nato in Inghilterra e ha studiato lingue moderne a Cambridge e Harvard. Ha vissuto a Parigi per dieci anni dove ha scritto il suo primo romanzo Ania Malina e successivamente il diario di viaggi Paris Dreambook.
Si è poi spostato a New York dove vive dal 1992 alternando l’attività nella Grande Mela con lunghi soggiorni nel lontano Oriente.
Ha scritto per il New York Times, Salon, New Yorker, Financial Times, New York Observer, New York Magazine, Forbes, Conde Nast Traveler, Gourmet e Men’s Vogue.
Oltre ad Ania Malina e Paris Dreambook, ha scritto la collezione di saggi The Poisoned Embrace (1993) e un controverso libro sull’autismo intitolato American Normal (2002).
In Italia ha pubblicato per Adelphi Il turista nudo (2006), Shangri-la (2008), Bangkok (2009) e Nella polvere (2021).












