Roberto Carboni e Giusy Giulianini – Luoghi segreti e misteriosi di Bologna

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Editore Newton Compton
Anno 2021
Genere Saggistica
384 pagine – rilegato e epub


Metti insieme uno scrittore noir bolognese puro sangue e una giornalista saggista, anche lei bolognese doc, e come risultato avrai una variegata presentazione, molto diversa, che ti racconta le tante anime misteriose pericolose e nascoste della loro città. Vi incuriosisco?
Siete pronti? Allora via ad affrontare con loro a piedi, in barca, a cavallo un libro insolito, un indovinato mix di conoscenze e paure che affollano il grande, grosso e grasso passato di Bologna. Un libro voluto dagli autori per far conoscere a chi non sa i volti e i luoghi misconosciuti di Bologna, di presentarla al lettore con particolari inediti, di raccontare la sua straordinaria realtà troppo spesso ignorata o dimenticata. Il tutto servendosi, con accorta malizia, di una doppia visione, umanamente sentita personale e culturale o meglio storico-artistica. E decisamente indovinata la scelta di usare a mo’ di filo conduttore, come per tutte le mitiche leggende, i Quattro Elementi della natura: Aria, Acqua, Terra, Fuoco. Ai quali si doveva poi per forza associare la Cucina trattandosi di Bologna, di lei, la città conosciuta anche come la “grassa” per la sua straordinaria fama nel mondo dei prelibati piatti da gustare.

Preparatevi dunque con noi a scoprire come ciò che è stato possa diventare quello che è ora, cosa e quanto ci stia dietro o sotto questo opulento o talvolta misero insieme fatto di pietre, sontuosi palazzi, torri, castelli diroccati, percorso e lambito di nascosto da acque, un tempo sotto gli occhi di tutti e oggi sotterranee, in questa memorabile zona dove tutto era niente prima di nascere, crearsi, sorgere, ergersi orgogliosamente o nascondersi. E a fianco degli autori, scaveremo nella più profonda memoria di Bologna per dissotterrare i suoi enigmi, il suo lontano passato pagano, poi cristiano, il suo continuo e altalenante mutare di idee e patriottici slanci e dominazioni sotto svariate bandiere politiche.
E allora andiamo, accompagnateci senza timore in questo affascinante e insolito viaggio bolognese nel tempo e nello spazio. Un viaggio che coinvolge nel profondo anche l’anima di questa città secolare. Quanto e come si è detto e scritto di lei. Ricordate?

Bologna “la fosca e turrita”, Bologna “la dotta”, Bologna “la grassa”: tante definizioni nei secoli messe in risalto dall’immaginario collettivo, ma che non le rendono pieno merito . La città infatti ha altri aspetti meno noti, difficili da riconoscere e interpretare di primo acchito. Aspetti che, in un balzo, ci spostano dalla storia delle torri, spesso oggi legate a certuni edifici, veri gioielli di architettura occultati o dal significato esoterico delle dodici porte alle tragiche passioni di Villa Murri.
E, a caccia di luoghi misteriosi densi di occulta magia, percorriamo assieme le memorie di Bologna avvalendoci dei Quattro Elementi e, cominciando dal primo, dall’ Aria, magari ci concederemo una vacanza in torre: nella la torre Prendiparte da prigione allora, oggi un resort di extra lusso, per poi proseguire con la torre del tempo: torre degli Accursi che ospitava lo splendido orologio meccanico di automi in legno, installato sulla torre nel 1451, senza dimenticare la Torre della Specola, eretta appositamente per osservare gli Astri.

Sempre restando nell’ Aria attraverseremo il bosco di querce che sostiene il tetto di San Petronio, per poi scendere alla meraviglia architettonica dello “studium bononiense” e ancor più per ammirare la fastosa lastra tombale dei Liuzzi, nobile famiglia che espresse il rinomato medico Mondino de’ Liuzzi (protagonista della trilogia di Alfredo Colitto).
Dall’Aria, passando all’Acqua, rammenteremo: il Canale di Savena, il torrente per secoli e secoli al lavoro per Bologna con i suoi storici mulini e il fiume di “servizio” e che entrava in città: il Canale di Reno, L’Opificio della Grada e delle Acque, le lavandaie del Canale, il palazzo Gnudi Scagliarini. Ritroveremo quel che resta del Porto del Naviglio e la Salara.
Per meglio sprofondare nei ricordi si può ancora navigare sul Navile, canale che vide lo storico primo incontro di Lucrezia Borgia con Alfonso d’ Este, o costeggiarlo in bicicletta, modernità che ci rimanda all’epoca del Lido di Casalecchio, un tempo la spiaggia estiva dei bolognesi. Ma non dimentichiamo le virtù di Bologna, città termale con le sue Antiche Fonti di Corticella e, in seguito, con gli ottocenteschi antenati delle spa: i Bagni diurni Cobianchi…

Sempre seguendo il nostro percorso d’acqua se scenderemo sottoterra troveremo una galleria d’acqua nella roccia: l’Acquedotto romano, il percorso sotterraneo del torrente Aposa che in epoca villanoviana suggerì agli Etruschi la costruzione di Felsina (Bologna), il suo Ponte dei suicidi ancora al suo posto e le antiche conserve (cisterne) d’acqua: Remonda e Valverde a garantire anche l’approvvigionamento idrico della fontana del Nettuno.
Dall’Acqua passeremo alla Terra, quella, dei palazzi e dei giardini segreti. Non solo un parco: i giardini Margherita per esempio hanno visto nei secoli persino i primi grandi scavi archeologici etruschi in virtù di Luciano Bonaparte, principe di Canino e la ricostruzione di una Capanna Villanoviana. In centro poi potremo ammirare, i medioevaleggianti “palazzi del pane”: casa Scappi-Stagni, casa Atti, casa Pedrazzi. Ma vedremo anche i tanti splendidi giardini degli antichi palazzi patrizi, una realtà nell’illusione e i sotterranei con, a pochi metri sotto la Bologna di oggi: quella romana, riconoscibile persino nella Cripta dei santi Vitale e Agricola e dappertutto, numerosi e distanziati, i rifugi antiaerei, preziosi e indispensabili ricoveri durante i bombardamenti dell’ultima guerra.
Dopo la Terra verrà il quarto elemento rosso e incandescente: il Fuoco.
Quello della fede, incendiario e riformista di San Paolo Maggiore, quello degli incontrollabili incendi devastatori, il legno era il materiale principe delle città nel passato, oppure delle tante battaglie e scontri cittadini che videro il diretto coinvolgimento dei bolognesi, non ultimi gli scontri partigiani del ’45. E che dire poi del fuoco occulto dalla luciferina simbologia dei roghi, i tanti riconoscibili contrassegni della fiamma infernale del Diavolo sparsi in città, il principe che (forse) inventò il tarocchino bolognese, dando il via alla demoniaca divinazione attraverso le carte e la raccolta di rari testi medici e diabolici ed enigmatici antichi strumenti di un luminare del 900. Per non parlare del fuoco delle passioni, dei torbidi amori e del nuovo… tanto da vedere e immaginare pur nell’incerto futuro che avanza.
E siamo giunti infine al Quinto elemento, la Cucina che, racchiudendo forse in sé l’essenzialità di tutto il resto, in un tripudio di colori e profumi ci ristora e ci appaga con Spuma di mortadella, Stecchi fritti alla petroniana, Mariconda, Balanzoni, Tagliatelle di castagne con pancetta e pecorino, Ciribusla, Pollo alla cacciatora (inutile dirlo, alla bolognese), Fagiano tartufato e chiude in bellezza addolcendoci il palato con la Torta ricciolina alle tagliatelle e gli Sabadoni.

Patrizia Debicke


Gli autori:
Roberto Carboni è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. È autore di numerosi romanzi e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’Oro (in precedenza attribuito, tra gli altri, a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi, Lilli Gruber). Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic. Nel 2018 è stato vincitore del SalerNoir Festival di Salerno. Con la Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Villa Nebbia e La collina dei delitti e, con Giusy Giulianini, Luoghi segreti e misteriosi di Bologna.
Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna e si occupa di edilizia pubblica e privata. Cura rubriche, recensioni e interviste per testate specializzate in narrativa giallo-noir, sua passione da sempre, e lavora come editor freelance. È autrice di numerosi racconti.