Cristina Rava – Il tessitore

376

Editore Rizzoli
Anno 2022
Genere Noir
384 pagine – brossura e epub


Cristina Rava ritorna sui luoghi dei delitti a cavallo tra la Langa Cebana e il territorio della Liguria Ingauna con l’ultimo romanzo “Il tessitore” – Rizzoli.
Difficile parlare di questo romanzo senza fare spoiler, ma qualcosa va detto. Innanzitutto che come al solito Cristina Rava ha centrato ancora una volta il segno, interconnettendo con maestria una trama molto complessa, districandosi con abilità nell’uso alchemico dei suoi protagonisti. Proprio come fa un abile regista, uno alla Alfred Hitchcock per intenderci. Il senso è quello di determinare gli eventi attraverso i vissuti dell’anatomopatologa Ardelia Spinola (che non ha nulla da invidiare a Kay Scarpetta il personaggio letterario creato dell’autrice di gialli Patricia Cornwell) e al commissario Bartolomeo Rebaudengo, un investigatore deduttivo della mente umana. Due caratteri tanto diversi, quanto complementari che vivono un rapporto ormai intellettuale, che l’autrice attraverso i romanzi, è stata in grado di sostanziare in modo più efficace e originale piuttosto che utilizzare altri inflazionati e banali espedienti letterari tanto cari agli editori, ancor più che ai lettori.

Il libro si apre con un morto, una caratteristica ricercata per stessa ammissione dell’autrice. Un evento forte che indirizza la trama. Il corpo di una giovane donna senza identità viene ritrovato sul pick-up di un inconsapevole idraulico a un posto di blocco nell’entroterra ligure. La causa della morte sembrerebbe una caduta accidentale, pur tuttavia non si può escludere un tentativo di strangolamento. La telefonata di un conoscente di Ardelia Spinola che gli chiede aiuto per una grossa pazzia appena commessa e l’attività di una pericolosa cellula eversiva di stampo fascista innescano la vorticosa dinamica che ne segue.
Cristina Rava è molto abile come detto a congiungere man mano che si procede nella lettura fatti apparentemente privi di collegamento e a condurre alla inaspettata risoluzione del mistero. Il tutto disseminando il romanzo di indizi che sembrano casuali, ma che a posteriori danno al lettore la sensazione di aver potuto sfiorare letteralmente la verità con mano, senza esserci tuttavia riusciti.

L’ultima notazione doverosa riguarda la vera e propria pietra angolare che regge l’intera architettura del romanzo, ossia il chiaro rimando a Luigi Pirandello, lo scrittore e drammaturgo agrigentino che nelle sue opere ha sempre dato un forte accento al tema della poliedricità della verità, ai punti di vista, alle prospettive da cui si guarda. Cristina Rava ha fatto sua l’eredità di Pirandello, l’ha metabolizzata e rivoltandone alcuni concetti li ha applicati alla stesura de “Il tessitore”, fornendo una straordinaria chiave di lettura per un finale ricco di suspense.
Il tutto, come in una ricetta di alta cucina italiana (tema assai caro alla scrittrice e al suo protagonista Rebaudengo) condito con un pizzico di sano pepe svizzero, quello dell’Antikriminalroman di Friedrich Dürrenmatt, l’antesignano della teoria che sostiene che il mondo e quindi anche il romanzo giallo, sia governato da irrazionalità e ingiustizia e solo la dignità e la resilienza del singolo possano emergere come valori supremi.

Andrea Novelli


La scrittrice:
Cristina Rava è autrice della serie del commissario Rebaudengo e delle inchieste del medico legale Ardelia Spinola. In BUR è disponibile Di punto in bianco. L’ultimo titolo dell’autrice è “Il tessitore” (Rizzoli 2022).