Filippo Venturi – È l’umido che ammazza

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Editore Mondadori / Collana Narrative
Anno 2022
Genere Giallo
204 pagine – brossura e epub


È un sabato di novembre a Bologna. Un gruppo di uomini sta pranzando a “La vecchia Bologna”, l’osteria di Emilio Zucchini. È un gruppo di amici che di solito si ritrova sempre in un altrove che questa volta però hanno trovato occupato. Sono persone che seppur diverse condividono gli stessi interessi e appartengono a quella fetta di società che si potrebbe definire benestante. Uomini che mostrano quell’arroganza tipica di chi è abituato ad ottenere ciò che vuole, spesso senza dimostrare il minimo rispetto verso le cose e soprattutto verso le persone.
Quando uno di loro si rivolge in maniera un po’ pesante ad Alice, la cameriera del locale, tentando di lasciar cadere la mano laddove non è permesso, sentendosi rispondere per le rime dalla ragazza che non intende lasciare che si prendano confidenza con lei, sul momento accusano il colpo ma poi si ripromettono di includerla in un festino che hanno in programma qualche giorno dopo.

Una settimana dopo Alice non si presenta al lavoro e non risponde al telefono, e uno degli uomini che fa parte di questo gruppo di amici, Fabrizio Degli Esposti, notaio di 55 anni, bella presenza e buono stato fisico, viene trovato morto nel proprio ufficio. Mentre la polizia indaga sulle circostanze, Emilio cerca di ritrovare Alice, a cui si sente molto legato non solo in ambito professionale ma anche personale, dopo aver condiviso i giorni di silenzio, di stupore e vuoto durante il lockdown per la pandemia da Covid.
“È l’umido che ammazza”, è il terzo romanzo di Filippo Venturi, oste di professione, che ha messo Emilio Zucchini, proprietario de “La Vecchia Bologna”, come protagonista dei suoi romanzi. Anche questa nuova storia è narrata con uno stile ironico. Il lato oscuro di un delitto viene svelato indizio dopo inizio senza mai togliere mordente all’azione.
Emilio è un uomo sveglio, attento, che sa riconoscere l’indole dei clienti appena varcano la soglia della sua trattoria e allo stesso modo sente che questo meccanismo è applicabile non solo alle persone che incontra ma anche alle situazioni che si trova a vivere e in questo caso avverte che dietro la sparizione di Alice c’è qualcosa di grave.
Alice è una ragazza brillante, che non cerca di risparmiarsi per ottenere ciò che vuole. È altruista e non teme di fare quel passo in più per gli altri anche se può voler dire franare giù.

Una Bologna smunta e spaesata è quella delle tante osterie cittadine che vengono travolte dall’ondata di Covid19 e dal successivo lockdown. Qui i ristoratori vivono la loro personale traversata nel deserto tra angosce, incertezze, voglia di non mollare e un silenzio strano e insolito. In queste stanze del silenzio dove gli osti di Bologna pensano e sperano c’è la vera ambientazione del romanzo di Venturi che fa della Bologna del lockdown una sorta di “stato d’animo” che avvolge la trama e avvolge chi legge, creando un vero e proprio legame pagina dopo pagina. Non basta, l’autore in questo nuovo lavoro della sua fortuna serie trasforma in ambientazione anche l’anima e il cuore di Emilio Zucchini, le sue angosce, le sue preoccupazioni, la volontà di comprendere cosa è successo alla sua dipendente e che fine ha fatto la ragazza diventano, pertanto, ulteriori “stanze” in cui chi legge si sofferma per comprendere che oltre alla trama vera e propria fatta di azioni e indagini, c’è un luogo del cuore che palpita e che non è estraneo a nessuno che abbia avuto a che fare con la scomparsa di qualcuno a cui tiene, fosse anche un animale domestico.

Poi ci sono anche i luoghi fisici, borghi sperduti di cui molti non hanno mai sentito parlare come Borgo Montenaro, descritto con cura e semplicità, i luoghi soliti di Bologna, i locali vuoti delle osterie, ma questi sono solo di accompagnamento a location molto più intimiste ed emotive. Fin dal suo romanzo di esordio “Il tortellino muore nel brodo” Venturi ha abituato i suoi lettori a una scrittura brillante, a una ironia fatta con maestria pura e che ha riportato, grazie proprio al suo talento, la dark comedy ad avere una nuova vita tra i lettori italiani.

Ma in questo ultimo lavoro della serie Venturi si supera e fa anche di più. Forse per l’argomento trattato (la Pandemia che ha sconvolto e stordito tutti), forse per una ulteriore maturità acquisita come scrittore, il linguaggio autoriale si sdoppia e si adatta ai vari capitoli e alle varie pagine e pur mantenendo a tratti la leggerezza e l’ironia che lo contraddistingue sa anche mutare piano e diventare essenziale, asciutto e contemporaneo quando c’è da parlare di qualcosa di così impetuoso e inaspettato come un pericoloso virus. Insomma, Filippo Venturi è una conferma e chi non avesse ancora letto nulla di questo talentuoso scrittore può cominciare proprio da ora, anche da quest’ultimo romanzo dove si sorride e ci si commuove… E per un giallo è tanta roba!

Federica Politi e Antonia Del Sambro, “Due nel mirino”


Lo scrittore:
Filippo Venturi (1972) gestisce una trattoria in centro a Bologna. Ha esordito nella narrativa nel 2010 per Pendragon, con cui ha pubblicato una raccolta di racconti e due romanzi. Collabora con “la Repubblica” di Bologna, su cui ha tenuto per molti anni la rubrica “Dietro al banco”, una sorta di Tripadvisor al contrario in cui è il ristoratore a recensire i clienti. Nel 2018 ha pubblicato per Mondadori la prima black comedy con l’oste-detective Emilio Zucchini, Il tortellino muore nel brodo, e nel 2020 è uscito il suo secondo caso, Gli spaghetti alla bolognese non esistono, vincitore del premio Giallo a Palazzo Web. Insieme al cestista Gianmarco Pozzecco ha scritto Clamoroso. La mia vita da immarcabile (Mondadori, 2020).