Antonio Manzini – La mala erba

651

Editore Sellerio / Collana La memoria
Anno 2022
Genere noir
368 pagine – brossura e epub


Antonio Manzini dopo “Gli ultimi giorni di quiete” torna a indagare e descrivere la vendetta come unico strumento di redenzione contro l’ingiustizia.
Le atmosfere de “La mala erba” evocano quella de “L’assassino” un romanzo di Simenon in cui il marito si vendicava della moglie e dove il nero dell’animo contrastava il bianco della neve. Ma se al nord nevica, a Colle S. Martino piove, ma nemmeno la pioggia pulisce la sporcizia dell’uomo.
A Colle S. Martino tutti gli animi restano neri senza esclusione per nessuno. I personaggi sono il riflesso gli uni degli altri: ci sono Cicci Bellè, Samantha e Padre Graziano che si infuocano e avvampano ferocia e di vendetta davanti al destino riservato ai vinti o forse più semplicemente ai puri: Mariuccio, Enzo e Faustino.

Ci si imbratta l’animo di fango a Colle S. Martino: i puri involontariamente, gli uomini e le donne lupo volontariamente e il paese si trasforma in un bosco dai rami intricati dove non può passare l’aria e la luce del sole.
Cicci Bellè e Samantha De Santis sono l’antitesi l’uno dell’altra: il ricco e il povero, il vecchio e il giovane, il passato e il futuro. Manzini risolve l’antitesi nell’unione, se pure effimera, dei contrari attraverso il matrimonio con Mariuccio, il figlio disabile di Cicci Bellè. I personaggi di Cicci e di Samantha sembrano essere quanto di più lontano all’inizio del romanzo, ma nello svolgimento della trama Manzini ci racconta i piccoli cambiamenti di Samantha che da adolescente piena di sogni di fuga, si trasforma in pochi giorni in donna-lupo grazie al punto di vista disincantato e cinico della zia Ida al punto da assurgere a “nuova” Cicci Bellè.

Diventare adulti è la presa di conoscenza della durezza dell’esistenza che per Samantha resterà sempre quella “valle di lacrime” che non scenderanno mai più dai suoi occhi. i sogni di Samantha diventano compromessi per potere realizzare se stessa e l’unico sentimento in cui crede: l’amicizia.
Anche nei “puri” coesistono il male e il bene: Maruccio nel suo ritardo mentale non rinuncia ai piaceri della carne, Enzo prima del proprio sacrificio, non conduce una vita integerrima e Faustino è il frutto nascosto di una storia d’amore impossibile.

Il linguaggio di Manzini, come in tutti i suoi romanzi, è nitida, pulita e senza abbellimenti. Ogni parola, però, esprime un concetto. Ogni immagine del libro una scena di un film e la trama circolare chiude il destino di tutti gli abitanti di Colle S. Martino.
“Homo homini lupus”, avrebbe dovuto predicare Don Graziano durante l’omelia. Tutti avrebbero capito, sebbene non conoscessero il latino, né la massima.

Venetia Hall


Lo scrittore:
Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcio, La giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017), Gli ultimi giorni di quiete (2020) e La mala erba (2022). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l’amore l’amore (2020), Vecchie conoscenze (2021) e Le ossa parlano (2022). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019).