Claudia Piñeiro – Elena lo sa

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Editore Feltrinelli / Collana I narratori
Anno 2023
Genere Noir
160 pagine – brossura e epub
Traduzione di Pino Cacucci


Ho scoperto solo mentre mi accingevo a leggerlo che “Elena lo sa” fu pubblicato in lingua originale nell’ormai lontano 2007.
Il titolo “Elena sabe” non è stato stravolto e Feltrinelli, tramite la traduzione di Pino Cacucci, ci regala Elena lo sa nei primi giorni del 2023.
Questo romanzo non lo saprei etichettare. È di certo nero, scuro, doloroso, difficile e bello.
Elena è una donna ancora giovane che appare allo sguardo dell’altro come una donna anziana perché è provata da una dolorosa malattia estremamente invalidante.
Elena ha il Parkinson. Anzi, come direbbe lei, non ha il Parkinson ma lo subisce ed è vero in fondo. Le malattie non si “hanno”. Loro arrivano e noi le dobbiamo in qualche modo accettare, dobbiamo imparare a conviverci.
Elena ha anche un’ossessione. Trovare chi ha ucciso Rita, la sua unica figlia.
Perché Elena non crede a chi ha deciso di archiviare il caso come suicidio per vari motivi. Il primo è che Rita aveva paura dei temporali e non si sarebbe mai avvicinata alla chiesa in un giorno di pioggia per poi impiccarsi con la corda delle campane. Rita aveva paura dei fulmini e dei temporali. E poi la sua bambina non avrebbe avuto alcun motivo per porre fine alla sua esistenza. Nonostante. Sì, nonostante la vita che aveva messo e stava mettendo a dura prova la loro esistenza.

Ed è con questa idea persistente che Elena si mette alla ricerca di chi ha ucciso sua figlia.
Ma quello che traspare da queste pagine non è soltanto l’amore smisurato di una madre che chiede giustizia ma è il viaggio all’interno dei veri protagonisti del libro che sono la malattia, il corpo prigioniero della stessa e lo sguardo del mondo.
Piñeiro ci fa ammalare per qualche ora.
Perché è praticamente impossibile non entrare dentro quel corpo che non risponde ai comandi, che fa i conti su quante ore d’aria le concede la levodopa (medicina che cura il Parkinson) che circola nel corpo ed è anche impossibile non sentire addosso lo sguardo compassionevole ma anche pieno di ribrezzo degli altri.
In Elena ci entri dentro leggendo. Non puoi fare altrimenti se vuoi anche tu scoprire che fine ha fatto Rita e perché il suo corpo senza vita è stato trovato attaccato alle corde delle campane della chiesa.

La memoria dei dettagli, Elena lo sa, appartiene soltanto alle persone coraggiose, ed essere codardi o coraggiosi non lo si può scegliere.

Questo pensa Elena. Elena lo sa che sua figlia non avrebbe potuto desiderare la morte. Dopotutto non la desidera neppure lei imprigionata in questo corpo che si sta autodistruggendo. Elena, in ogni caso, preferisce la vita.
Elena cerca questa figlia dove più non è. Non si dà pace e si tormenta come tutti quelli che subiscono una perdita. E’ ancorata al ricordo e alle sue cose che mette in uno scatolone che un tempo conteneva il televisore nuovo del vicino. Mette tutto lì dentro. Tranne i vestiti perché è nei vestiti che resta l’odore che non è il profumo che usava sua figlia quando era in vita ma è “l’odore” di Rita.

Elena lo sa che i vestiti dei defunti, anche se vengono lavati più volte, conservano per sempre l’odore del morto quando era vivo. E l’odore di Rita senza più il corpo e la voce di Rita non era sopportabile.
Elena trova tutte le porte chiuse. Nessuna persona del loro entourage crede che Rita sia stata uccisa perciò decide di cercare un’alleata in una donna che sicuramente aveva un debito con sua figlia.
Decide di raggiungerla e di darle modo di sdebitarsi.
Ma nessuno può essere “salvato” secondo il nostro sentire. Non ci si può sostituire agli altri nelle loro decisioni. Neppure quando pensiamo di farlo per il loro bene e, agli occhi di tanti, stiamo facendo la cosa più giusta.
Non vi dirò di più perché non voglio rivelarvi altro di questa trama che è rivelazione e nuova scrittura.
“Elena lo sa” è un romanzo duro che ci parla di perdita, di ossessione, di malattia, del nostro sguardo che troppe volte evita di guardare quello che ci sta davanti.
“Elena lo sa” è un libro che era necessario scrivere e che è necessario leggere.

Deborah Alice Riccelli


La scrittrice:
Claudia Piñeiro è nata a Buenos Aires nel 1960. Scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice con Feltrinelli ha pubblicato: Tua (2011), Betibú (2012), La crepa (2013), con il quale si è aggiudicata il Premio Sor Juana Inés de la Cruz 2010, Un comunista in mutande (2014), Piccoli colpi di fortuna (2016), Le vedove del giovedì (2016; Premio Clarin 2005, poi adattato al cinema da Marcelo Piñeyro nel 2009) e Le maledizioni (2019). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Pepe Carvalho, riconoscimento internazionale destinato ad autore di polizieschi e intitolato al famoso detective ideato dallo scrittore Manuel Vázquez Montalbán, vinto in passato da autori come Andrea Camilleri, Petros Markaris e James Ellroy.