Sara Vallefuoco – Chimere

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Editore Mondadori / Collana Gialli Mondadori
Anno 2023
Genere Giallo
304 pagine – brossura e epub


Se Trilussa e Sir Arthur Conan Doyle si fossero incontrati davanti a un piatto fumante di rigatoni alla gricia, forse avrebbero potuto partorire una storia come questa. Spero mi vogliate perdonare la frase “da fascetta”, ma è solo per darvi una vaga idea di quello che troverete in questo romanzo, un elegante giallo classico di stampo anglosassone, con lo sfondo di una Roma popolana ricostruita in maniera magistrale e, per quanto mi riguarda, persino commovente.
“Chimere” è il secondo lavoro di Sara Vallefuoco, scrittrice romana che vive in Trentino, dove insegna materie letterarie in una scuola secondaria. Esce a due anni di distanza dal fortunato esordio “Neroinchiostro”, sempre per la prestigiosa collana del Giallo Mondadori.
Di quel romanzo, ambientato in Sardegna nell’estate del 1899, ritroviamo tre personaggi: il brigadiere piemontese Ghibaudo, dalla personalità complessa e irrisolta, il brigadiere capo Moretti, romano, sempre più entusiasta delle nuove tecniche investigative, e la sarda Amelia Spano, studentessa di medicina che aspira a diventare una delle prime donne medico. La novità, ma chi ricorda il finale di Neroinchiostro l’aveva già intuito, è che l’azione si sposta a Roma, dove la vicenda si svolge in un arco di tempo di sette giorni, dalla notte di San Silvestro, l’ultima dell’Ottocento, fino all’Epifania del 1900.
Proprio l’ambientazione romana è la prima carta vincente di Chimere.

Siamo in piena Belle Époque, il mondo si prepara al nuovo secolo, e le atmosfere di quel periodo di grandi cambiamenti ci vengono fedelmente riportate attraverso una ricostruzione certosina dei luoghi della capitale che non ci sono più (la “Roma sparita”), e allo stesso tempo con la descrizione di una città che sta diventando un enorme cantiere. Un esempio per tutti, l’area di Piazza Venezia, dove vengono abbattute case, botteghe e vecchi palazzi medievali, per far posto all’imponente mole del Vittoriano, costruito in onore di Vittorio Emanuele II.
L’autrice è magistrale anche nel farci letteralmente rivivere i momenti di vita quotidiana dell’epoca, attraverso una carrellata di personaggi straordinari. Dalle sartine Nina e Marietta, che coltivano il sogno di emanciparsi entrando nel mondo della moda, alla cartomante Vandina, donna misteriosa e affascinante. Dall’appuntato Coltellacci, con la sua abilità di disegnatore, al giovane e spiantato giornalista Luigi Santacroce, passando per il sapiente medico dottor Le Ghait. Grazie a loro, soprattutto a Santacroce, che scrive per il quotidiano Avanti!, il romanzo riesce ad intercettare le fortissime tensioni sociali di quel periodo storico, con la contrapposizione tra anarchici e socialisti, e anche le prime timide rivendicazioni femministe.

Ghibaudo e Amelia sono sposati da cinque mesi, tra mille difficoltà cercano di portare avanti il loro matrimonio di facciata e il loro accordo, lui per continuare a custodire il suo segreto, lei per coronare il suo sogno. Il loro trasferimento a Roma non è certamente facile come avevano fantasticato, specialmente per Amelia, che fatica enormemente a farsi accettare in un ambiente universitario fortemente maschilista e che la guarda con sospetto. Non può neanche assistere alle autopsie insieme ai colleghi uomini, in quanto donna la visione di un corpo maschile, ancorché defunto, le è assolutamente preclusa, se non a debita distanza.
Come se non bastasse, a turbare questo equilibrio già precario, arriva il delitto. La vittima è Ilide, novella sposa, che viene trovata morta annegata nella vasca da bagno. Un incidente? Ghibaudo e Moretti, che indagano insieme alla squadra della tenenza di San Lorenzo in Lucina, non ne sono affatto convinti. Segue un’indagine complessa, tentacolare, che si dipana in mille rivoli e vi condurrà a una soluzione tanto inaspettata quanto amara.

Sara Vallefuoco, con questa seconda prova, si conferma come una delle penne più interessanti del polifonico panorama del giallo nostrano. Per distinguersi dalle innumerevoli proposte di un genere ormai da anni assurto a posizioni di rilievo nelle classifiche di vendita, e lungi dal voler rincorrere un’originalità a tutti i costi o stupire con i proverbiali effetti speciali, l’autrice ha affilato quelle armi che avevano reso il suo esordio così degno di nota. La precisione nei meccanismi della trama gialla, l’accuratezza della documentazione storica, lo stile elegante e mai tedioso, uniti ad una ricerca linguistica filologica e ad un uso di parole desuete, spesso di derivazione dialettale romanesca, estremamente affascinante, rendono la sua voce autentica e riconoscibile.
Il finale del romanzo, come nel suo predecessore, apre la strada a nuovi scenari e a interessanti sviluppi. Sara Vallefuoco è estremamente abile, pur in una serialità non pensata in termini ortodossi, ad alimentare la curiosità innata del lettore di gialli e io, come spero numerosi di voi, l’aspetto già impaziente alla terza prova.

Basilio Di Iorio


La scrittrice:
Sara Vallefuoco è nata a Roma ma vive in provincia di Trento, dove insegna materie letterarie in una scuola secondaria. Neroinchiostro, prima avventura del vicebrigadiere Ghibaudo e suo esordio assoluto, verrà presto pubblicato anche in Francia.