Jan Weiler – Non c’è pace per Kühn

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Editore Keller / Collana Passi
Anno 2023
Genere Giallo, Noir, Mistery
328 pagine – brossura e epub
Traduzione di Federica Garlaschelli


Un romanzo avvincente che esplora la complessità delle relazioni umane più che gli indizi di un crimine. Si addentra nelle dinamiche familiari, ne segue gli sviluppi, ne scova i lati oscuri, i dubbi, le perplessità, le vergogne celate dietro la facciata appena tinteggiata di un complesso residenziale costruito sua volta su una menzogna che ha radici profonde e una storia che risale ai tempi del nazismo.
Martin Kühn ha 44 anni, sposato, due figli, poliziotto…completamente esaurito. Solo questo basterebbe come trama. È padre, marito, tutore dell’ordine, vicino di casa, punto di riferimento nella piccola comunità di un complesso residenziale vicino Monaco.

Un quartiere che sorge su un’area inquinata dalle atrocità della guerra più che dalla chimica. Ma Kühn lo ignora, come ignora tantissime altre cose! La sua mente sembra annebbiata dalle troppe preoccupazioni, dai figli che entrano nella pericolosa adolescenza fatta di stereotipi il più delle volte dannosi, dallo stipendio che non basta mai…e da una serie di omicidi che sembrano trovare una connessione proprio con il luogo in cui risiede, all’interno della comunità con cui condivide parte della sia vita…
Uno dei temi principali, il perno attorno al quale ruota il romanzo, è la ricerca dell’identità. Kühn lotta con il bisogno di riscoprire se stesso e il suo posto nel mondo che lo circonda. Il figlio lotta, come ogni adolescente, per affermare la sua presenza nelle società. In questo parallelismo, fatto di tanti silenzi, di cose non dette, di parole urlate e comportamenti sopra le righe, padre e figlio sembrano contrapposti ma hanno in comune gli intenti, lo stato di completo smarrimento e la voglia di trovare una strada…sperando che sia comune.

Altro tema, simbiotico alla ricerca dell’entità e antico come l’uomo, è il contrasto tra bene e male, quella linea sottile, quell’orizzonte indistinguibile su cui si scivola negli abissi più profondi. Il male ha radici antiche, ben salde al terreno da cui attinge il veleno con cui fa maturare i frutti dell’odio e della violenza. E questi frutti sono offerti agli incerti, alle menti più deboli, per convincerle che la loro identità è legata a un’ideologia sbagliata. Li fa sentire parte di un mondo che non li ostacola, un mondo che ha un posto in prima fila per chi segue ciecamente le sue regole senza domandarsi se siano giuste. Kühn è un uomo perseguitato dal suo passato, dalla costanza ricerca di giustizia e questo è il motivo per cui non ha pace, o non riesce a trovarla…e i problemi familiari non aiutano affatto.
Il punto di forza del romanzo, più che la trama, sono i personaggi. Ogni attore che entra in scena è ben delineato e ricco di sfumature, zone chiare e oscuri burroni. Ognuno di essi ha le proprie motivazioni, desideri, bisogni.

L’intreccio nasce proprio dall’interazione dei personaggi che, attraverso quella che viene descritta come la vita di una comunità, creano quel substrato vivo su cui la vicenda si anima e cammina a passo spedito.
Non c’è pace per Kühn è un libro avvincente, ricco di spunti di riflessione sulla natura dell’uomo, sui suoi desideri, sulle relazioni che questi hanno con quelli delle persone che ci sono intorno. La trama è ben ritmata, i personaggi risultano reali, credibili, soprattutto per le dinamiche che si instaurano tra di loro. Un libro da leggere tutto d’un fiato.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Jan Weiler, nato nel 1967 a Düsseldorf, è giornalista e scrittore. Per molti anni è stato caporedattore del «Süddeutsche Zeitung Magazin». È inoltre autore di radiodrammi e audiolibri, che legge personalmente.