Editore Fazi / Collana Darkside
Anno 2023
Genere Noir
196 pagine – brossura e epub
Traduzione di Daniele Petruccioli
“Non era un libro. Solo una piccola biografia scritta male”
Qualsiasi lettore prenderà in mano questo libro si ritroverà immediatamente a che fare con la forza della parola. Una parola scritta di una potenza assoluta, che scrocchia con vigore nella mente e rimane nella bocca, quasi come se ogni singolo passaggio, ogni singolo termine di questo noir fosse raccontato da chi legge a sé stesso.
Capita raramente che si venga così completamente sopraffatti dalla scrittura in un libro di genere dove, quasi sempre, a prevalere sono la tensione della trama e le azioni dei personaggi. Leggere Fonseca invece insegna a leggere e insegna a scrivere perché Il caso Morel è soprattutto uno straordinario manuale di scrittura in cui le “parole” travolgono e trascinano molto più della storia in sé, storia che, a sua volta, non solo esiste, ma è elaboratissima e spalmata a più piani.
Una storia, una trama, che si avvita su sé stessa in tre piani differenti e che viene restituita a chi legge amalgamando sociale e contemporaneità, rabbia e fatalismo, rivalsa e rassegnazione, verità e finzione.
Tutto parte dall’efferata uccisione di una ragazza trovata pestata a sangue su una spiaggia di Rio de Janeiro. A essere accusato dell’omicidio è Paul Morais, in arte Morel, un pittore che viveva con la stessa donna e con altre due donne in una sorta di relazione allargata e accettata da tutti e quattro. Ora Morel, dietro le sbarre, inizia a scrivere un romanzo-memoriale che attira immediatamente l’attenzione della polizia. A essere incaricato del caso è il commissario Mores che decide di assecondare la richiesta di Morel di parlare con Vilela, un ex poliziotto divenuto romanziere. Molto presto, il commissario sarà chiamato a seguire nuovi casi e Vilela resterà pressoché da solo a scandagliare quanto nel romanzo – memoriale di Morel ci sia di vero e quanto di completamente inventato.
E questo è il secondo elemento di assoluta importanza e meraviglia di questo noir subito, perché il rapporto tra i due uomini Morel e Vilela lungi dall’essere lo stereotipato rapporto indagato/poliziotto è una sofisticatissima costruzione di io e coscienza che dialogano tra loro attraverso i personaggi nella quasi assoluta inconsapevolezza del lettore per buona parte della stessa trama.
Mai visto nulla di genere in un noir. Mai visto realizzato in maniere così sofisticata e sapiente.
La trama che si avvolge e si avvita su sé stessa è fatta non solo di storie personali, ma anche di protagonisti particolarissimi come una ex prostituta, una pittrice di talento e una donna molto ricca, che a queste storie danno senso e scopo. E allora, terzo elemento fondamentale e fondante de Il caso Morel, è la costruzione dei personaggi; personaggi così dannatamente realistici e vibranti che sembrano sortire dalle pagine e afferrare con forza chi legge per trascinarlo nelle loro esistenze.
E così si esce sfiniti ed esausti da una lettura come questa eppure cambiati e più esigenti, talmente appagati da rinunciare, forse, a leggere altro solo per diletto.
Il caso Morel non è un noir, è un capolavoro assoluto di scrittura e composizione artistica ed è così che va preso e che va letto, altrimenti si rischia di vanificare l’incomparabile genitalità di un autore come non ce ne sono più al mondo.
Antonia del Sambro
Lo scrittore:
Rubem Fonseca è stato uno scrittore brasiliano, nato nel 1925 nello Stato del Minas Gerais, laureato in Giurisprudenza e specializzato in Diritto penale. Ha svolto diverse professioni, tra cui quella di poliziotto, prima di dedicarsi interamente alla letteratura. Celebre e controverso in patria, tradotto in molte lingue e stimatissimo all’estero, è riuscito a essere un autore bestseller pur senza fare alcuna concessione al suo pubblico. Tra gli innumerevoli premi ricevuti, il Premio Camões – il principale riconoscimento per un’opera in lingua portoghese –, il Premio Machado de Assis dell’Accademia Brasiliana delle Lettere e il Premio Iberoamericano de Narrativa Manuel Rojas.












