Maximilian Rosar – Il silenzio dei morti

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Editore Emons
Anno 2022
Genere Giallo/Poliziesco
290 pagine – brossura e pub
Traduzione di Simone Aglan-Buttazzi


In una sera di maggio del 1967, Simon Mandel, un giornalista investigativo del New York Times viene ritrovato cadavere nel fiume che attraversa Francoforte in Germania. L’uomo, nato e cresciuto negli Stati Uniti ma di origine ebraiche era arrivato in Europa per ricostruire i tragici eventi degli anni Quaranta quando, a causa delle persecuzioni del regime nazista, moltissimi ebrei, tra cui la sua famiglia, erano stati costretti a fuggire dalla Germania e a rifugiarsi altrove.
Racconti dolorosi e inquietanti che Simon ascolta fin da quando era piccolissimo e sui quali ha deciso di indagare per raccontare al mondo la rabbia e l’orrore subito da tante famiglie come la sua negli anni più bui mai attraversati dall’Europa e insieme cercare d ricostruire le sorti della sua giovane zia, all’epoca dei fatti incinta di nove mesi e in procinto di partorire proprio nei giorni in cui nazisti compivano i terribili rastrellamenti in città. È possibile, infatti, che Simon abbia un cugino mai visto e che lo stesso sia ancora vivo da qualche parte in Germania?

Mandel è bravissimo nel suo lavoro di inchieste e in Europa si muove bene tra Francoforte, Berlino, la Germania del nord, spingendosi fino a Liegi in Belgio. E forse è proprio per questo che qualcuno ha deciso che doveva morire. Ne è assolutamente convinto il commissario Joaquin Preusser, allertato dai suoi uomini, mentre sta andando al teatro con la moglie, che gli riferiscono del rinvenimento del cadavere del giornalista nelle acque del fiume Meno.
Eh no, Preusser è un vero sbirro, con un finissimo istinto da sbirro e che supportato dalla sua bravissima squadra omicidi non ci sta affatto a archiviare l’omicidio del giornalista americano come una rapina finita male o una aggressione con rissa tra ubriachi.
Quello che Preusser, reduce dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale scoprirà saranno scheletri nascosti negli armadi da decenni e tenuti ben segreti per vergogna, dolo, abuso e corruzione.

Per i cultori del giallo contaminato da storia contemporanea, Il silenzio dei morti sarà una lettura appassionante, coinvolgente e di grande, grande partecipazione emotiva. Rosar, infatti, non si limita a imbastire una storia nera dagli iati del thriller, ma a raccontare senza nessuna retorica o preclusione fatti storici realmente accaduti e pagine di attualità come i moti pacifisti dei giovani degli anni Sessanta. Ed è qui che la narrazione di Rosar raggiunge picchi di grande riflessione e partecipazione in ogni lettore, ovvero lo straordinario controcanto dove giovani inconsapevoli o pochissimo informati delle vere azioni dei loro genitori sotto la dittatura hitleriana, protestano in piazza per valori come la libertà, la giustizia e l’uguaglianza; valori che i loro padri, invece, hanno coscientemente e pervicacemente ignorato un ventennio prima.

Il fatto è che la Verità ha il brutto vizio di ritornare sempre a galla e di smascherare gli infami in una maniera quasi sempre definitiva e inappellabile.
Il silenzio dei morti, quindi, fa tanto rumore e Maximilian Rosar lo ha efficacemente descritto in uno dei più intensi romanzi di genere degli ultimi mesi.

Antonia del Sambro


Lo scrittore:
Maximilian Rosar è docente di economia aziendale e vive a Treviri con la moglie e le due figlie. Il silenzio dei morti è il primo romanzo della serie del commissario Preusser, a cui è seguito nel 2022 Die Schuld der Toten (La colpa dei morti). In precedenza, con lo pseudonimo di Paul Walz, ha scritto quattro romanzi gialli e diversi racconti.