Anna Vera Viva – L’artiglio del tempo

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Editore Garzanti / Collana Narratori Moderni
Anno 2023
Genere Giallo
276 pagine – brossura e ebook


Lo strillo di Maurizio de Giovanni, sempre generoso e puntuale apre la strada al romanzo : «Anna Vera Viva percorre uno dei quartieri che offrono maggiori contrasti di una città piena di luci e di ombre, seguendo il battito e il flusso del sangue, e confermandosi in grado di costruire un affresco di grande impatto.»
Anna Vera Viva con il suo libro precedente “Questioni di sangue” aveva già presentato al pubblico due suoi intriganti personaggi: un prete e un boss della malavita, due fratelli, il prete, Raffaele, il minore e il boss Peppino, vicini dopo quarant’anni anni di oblio. Peppino e Raffaele, due diversi percorsi di vita, scelte contrastanti e cionondimeno legati ancora da un innegabile affetto. Vivono e operano entrambi nel rione Sanità. In quel quartiere, misteriosamente avulso dal resto della città, con una realtà tutta particolare, che li aveva visti nascere, crescere per i primi anni uniti, cullati dall’affetto familiare fino a quando la morte della madre li aveva ineluttabilmente divisi.

Si erano persi: Raffaele era stato allontanato da Napoli, trasferito a Roma presso una generosa coppia adottiva che non aveva ostacolato la sua vocazione, mentre Peppino, ormai adolescente, allo sbando, si era inserito nei ranghi della camorra dove aveva scalato tutti i gradini fino a ritrovarsi, rispettato da tutti, al vertice della zona. Un legame di sangue il loro, incancellabile ma da non sbandierare pubblicamente, anzi da tenere per sé.
Ma dal giorno del suo arrivo, Padre Raffaele si è trasformato sempre di più in un appoggio per la gente della zona, in un esempio per tutti. E non solo…
Infatti ancora una volta lui e la sua speciale dote di investigatore si ritroveranno protagonisti del nuovo romanzo costringendolo a confrontarsi con un omicidio diverso, molto particolare, con tutte le stimmate di un incidente e invece… Un delitto che ci condurrà per mano senza fare sconti a ritroso nel tempo, a rivivere con angosciante inquietudine gli spaventosi eventi della Shoah. Spaventoso esempio di disumanità, culminato con il mostruoso eccidio che ha segnato il mondo intero per sempre.

Perché il morto è un vecchio signore ebreo, Samuele Serravalle che ha dedicato la vita al suo splendido negozio di cappelli e guanti pregiati, tenuto ancora con cura quasi maniacale, un tempo meta dei clienti più raffinati non solo napoletani ormai con il cambio della moda rimasto senza compratori. Un signore che porta su un braccio i numeri di un indimenticabile orrore. Scampato alle sevizie dei lager, che l’hanno fatto diventare ateo, non ha mai voluto parlare o ricordare le sue spaventose esperienze. Negli ultimi anni l’unico suo interlocutore e uditore privilegiato è stato un bambino, Antonino, che le ha recepite alla sua maniera, quasi fossero favole nere. Serravalle alla liberazione era tornato a Napoli.
E sarà proprio Antonino, il bambino, l’interlocutore privilegiato del vecchio signore, spalleggiato da Mariuccia, la domestica, a instillare una pulce nell’orecchio di Padre Raffaele e della sua perpetua e braccio destro Assuntina sulla morte di Samuele Serravalle.

Una bella storia, densa di colpi di scena, in cui freschezza e spontaneità si mischiano alla commozione. Ma come fare a meno in questo appassionato romanzo corale, un vero e proprio inno all’essenza della napoletanità, del turbinio di personaggi grandi e piccini che affiancheranno e volteggeranno intorno a padre Raffaele. Per primo Peppino, il fratello di cui il prete, per il bene di alcune sue pecorelle, pur controvoglia, si vedrà costretto ad accettare l’ombra lunga ma affettuosamente semi-protettiva. E altri, già noti ai lettori perché comparsi nel precedente libro di Anna Vera Viva quali: sempre imperterrita al suo fianco Assuntina, la sua rotonda e spontanea perpetua dalle gote rosse, un vero “gazzettino” del quartiere ma una maga come investigatrice e come cuoca, tanto che dalle pagine scritte sembra si sprigionino persino gli effluvi della sua cucina; Skizzo (soprannome dovuto alla sua grande abilità nel maneggiare i computer) che da ragazzo difficile, dopo aver lasciato contro il volere del padre la scuola, si atteggiava a guappo, ma per vittoriosa intercessione di Don Raffaele si è trasformato in un maestro di computeristica per i ragazzi della parrocchia. A loro si aggiungeranno personaggi chiave come il piccolo Antonino, l’ostinato grande amico di Samuele, i figli del vecchio signore, Mariuccia, la sua affezionata e vivace domestica e tanti altri grandi e piccoli.
Tutti attraverseranno insieme o uno dopo l’altro la storia, incasellandosi nella trama come tessere di un immenso puzzle affisso a una parete con lo sfondo di una grande Napoli che non si arrende mai.

Patrizia Debicke


La scrittrice:
Anna Vera Viva è un’autrice italiana. Salentina, si trasferisce a Napoli nel 1982. Scrive da molti anni ed è sceneggiatrice di docufilm e cortometraggi tra cui La consegna e Specchio delle mie brame, candidati al David di Donatello. Con Garzanti ha pubblicato Questioni di sangue (2022), il primo capitolo delle indagini di padre Raffaele e L’artiglio del tempo. Un mistero tra gli oscuri vicoli di Napoli (2023).