Giuseppina Torregrossa – Stivali di velluto

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Editore Rizzoli / Collana Novelle nere
Anno 2024
Genere Giallo
160 pagine – brossura e ebook


Non c’è cosa più brutta di lavorare con colleghi antipatici, magari raccomandati. Non c’è cosa più brutta di lavorare in un ambiente ostile. Non c’è cosa più brutta di lavorare sotto capi scansafatiche e denigranti. Non c’è cosa più brutta di lavorare quando dentro hai una carpocapsa (verme della mela) che ti divora dall’interno.
La città in cui vengono collocate le vicende di questa storia é Palermo ovvero una città tanto bella quanto difficile da vivere e soprattutto da gestire da parte dello Stato e delle forze dell’ordine. Palermo non è diversa dalle altre grandi città quanto a criminalità organizzata, ma ha il “difetto” di aver dato i natali alla mafia che nel tempo si è evoluta e ha “sparso” i suoi semi anche al di fuori dell’isola.

In un ambiente così “vivace”, una profiler non avrebbe tempo di rilassarsi. Eppure Giulia Vella trascorre le sue giornate a girarsi i pollici nella sezione della questura dedicata ai cold case. Giulia è figlia del questore di Milano, ma sceglie di lavorare a Palermo per allontanarsi dai suoi genitori e dalla storia d’amore che l’ha devastata. Al suo arrivo a Palermo è soprannominata dal suo capo la milanesa ed è la raccomandata che vuol essere messa alla prova per dimostrare il suo valore.
Così, forse per svilirla forse per trovare il modo per mandarla via, Arturo Marchisio, primo dirigente dell’Unità delitti irrisolti, le affida un caso di omicidio avvenuto quarant’anni prima a danno di un direttore delle poste di un piccolo ufficio di borgata a Palermo.
Ad affiancarla nell’indagine le viene assegnata l’agente Paola Arena e successivamente, su consiglio di quest’ultima, anche l’agente Francesco Massaro. Dopo un turbolento inizio, dovuto soprattutto al caratteraccio della milanesa, la squadra si affiata e l’indagine, che sarà particolarmente difficile soprattutto da un punto di vista umano, si rivelerà emotivamente importante.

La Torregrossa, grazie a questa indagine, ha raccontato l’evoluzione di una Palermo che ha saputo rinnovarsi nel corso di poco più di quarant’anni e ha sottolineato, a mio parere con molta delicatezza, che i crimini a Palermo possono essere commessi anche al di fuori della criminalità organizzata, proprio come in ogni altra grande città. Cosa significa “stivali di velluto”? Per il lettore sarà un indicatore, innanzitutto di un grande amore, poi di un conflitto lontano e sicuramente del legame più bello e sincero che si possa avere: l’amicizia.

Luciana Fredella


La scrittrice:
Giuseppina Torregrossa vive tra Roma e Palermo, ha tre figli e un cane. Il suo primo romanzo è L’assaggiatrice (2007), cui sono seguiti Il conto delle minne (2009), Manna e miele, ferro e fuoco (2011), Panza e prisenza (2013) e La miscela segreta di casa Olivares (2014). Per Rizzoli ha pubblicato Il figlio maschio (2015), disponibile in BUR.