Gianluigi Pistone, Gianluigi Porro, Alberto Salvaneschi – Passu Du Ventu. La prima indagine “di quelli della Canonica”

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Editore Neos Edizioni
Anno 2024
Genere Giallo
144 pagine – brossura


“Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza.”
Joseph Conrad

Che sorpresa, questo noir a sei mani.
Per parlarne, è necessaria una premessa. Sugli autori, su come è nato il romanzo. Perché è un romanzo particolare, con sfumature gialle, ma anche con molti altri ingredienti.
Gli autori sono tre amici astigiani che nel 2021, durante un pranzo in un locale, il Passu du Ventu, appunto, hanno deciso di fare un esperimento: affittare una casa canonica sopra Noli( SV), con l’intenzione di farne una casa – vacanza collettiva. L’idea era di sperimentare una vacanza con le rispettive famiglie, per godere il tempo della pensione, dopo gli “anta”, stando in buona compagnia. Dalla gente del posto erano chiamati “quelli della Canonica”.
Così è andata, e da lì è nata l’idea di scrivere una storia con protagonisti come loro (hanno addirittura i loro nomi), mescolandola a un ingrediente giallo.
E parlando di mare, di venti, di amicizia, di discussioni più disparate.

Nel romanzo gli amici conviventi diventano sette: ciascuno col suo vissuto, con professioni diverse, con opinioni a volte contrastanti, ma decisi a prendere il bello e il buono che la compagnia può offrire.
Queste persone vivono in una casa di tutti, una specie di Villa Arzilla privata, come molti sognano per la loro vecchiaia, godendo di una convivialità fatta di buon cibo, di bei discorsi, di serenità.
Tutti frequentano un locale, il Passu du ventu, che è bar, trattoria, negozio di alimentari (come quelli di una volta) e dove si incontrano personaggi vari, di ogni genere.
Proprio qui hanno conosciuto un tipo singolare, detto L’Artista, che in realtà si chiama Lorenzo, ed è un personaggio tormentato, dal passato oscuro.
Un giorno Lorenzo scompare.
Il Maresciallo Paragorio, di Noli (A Noli c’è una bellissima chiesa dedicata a san Paragorio) deve indagare su questa misteriosa sparizione, e ne parla con il gruppo di “foresti” astigiani (sapete che chi non è ligure per i liguri sarà sempre un foresto!).
I sette amici decidono di aiutare il maresciallo nelle sue indagini, mettendo ciascuno a disposizione le proprie esperienze e conoscenze.
Passin passetto, i novelli Sherlock Holmes arriveranno a grandi scoperte e l’aiuto dato al poliziotto sarà molto maggiore di quanto si credesse..

Il bello di questo romanzo non sta nella parte noir, per quanto sia interessante, bensì nel contorno. È l’amicizia, la protagonista assoluta della storia.
La quotidianità di questo bel gruppetto, che è riuscito a raggiungere una dimensione di serenità assoluta, pur con la consapevolezza che sette personalità diverse non siano facili da amalgamarsi. Ma con la buona tavola, gli argomenti sempre diversi, le citazioni numerose, e soprattutto la voglia di “stare bene insieme” si può tutto.
Si può anche, con un lento lavoro di puzzle, mettere insieme tanti piccoli tasselli: notizie ascoltate, fatterelli vissuti o visti, confidenze di amici, e arrivare ad assemblare la perfetta risoluzione di un caso, che a prima vista sembrava arduo.

Si parla anche di mare, si respira il mare, in questo romanzo; e dell’entroterra ligure, affascinante in quella zona sopra Noli, chiamata Voze, circondata da una bella vegetazione mediterranea. Per chi, come la sottoscritta, vive in Liguria, a non molta distanza, è come esserci! E poi, è sorprendente il risultato finale di una scrittura a sei mani, tutt’altro che facile! Lavoro in cui ciascuno degli autori ha un suo stile, i suoi contenuti…
Non so se “quelli della canonica” abbiano voluto compiere un esperimento in senso giocoso con questo romanzo, ma penso che il gruppetto di foresti astigiani potrebbe cimentarsi in qualche altra indagine.
E sarebbe sicuramente una secondo esperimento dai risultati piacevoli.

Rosy Volta


Gli scrittori:
Gianluigi Pistone, antiquario, vive la maggior parte del tempo a Noli, in Liguria.
Gianluigi Porro, dirigente in pensione del settore Cultura e Manifestazioni del comune di Asti. Direttore del Teatro Alfieri fino al 2021.
Alberto Salvaneschi ex dirigente di un’industria farmaceutica, vive fra la Normandia e l’Italia.