Maurizio de Giovanni – Volver. Ritorno per il Commissario Ricciardi

1783

Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2024
Genere Giallo
264 pagine – brossura e ebook


E bravo, Maurizio de Giovanni: ancora una volta sei riuscito a sorprendermi, a commuovermi, a calarmi nelle tue storie in modo potente, ma nello stesso tempo in punta di piedi, per non disturbare i tuoi meravigliosi personaggi.

Volver, TORNARE.
Parole di una canzone struggente, che suggeriscono il titolo alla storia.
Storia che narra, appunto, di un ritorno. Anzi, di ritorni.
“ E anche se non volevo tornare
si torna sempre al primo amore…”.
È l’anno 1940; piena guerra, persecuzioni naziste.
Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi si vede costretto a lasciare Napoli per proteggere la figlioletta Marta e i suoceri, famiglia di origine ebraica, dal pericolo della deportazione.
Così Ricciardi e la famiglia Colombo tornano a Fortino, nel Cilento, paese dove l’uomo possiede immense proprietà e dove (suo malgrado) è chiamato Eccellenza, il Barone di Malomonte.
Lì si ambientano tutti rapidamente. La piccola Marta, seguita dalla fedele Nelide, intreccia l’amicizia con la vecchia zia Filomena, sorda e muta, ma – meraviglia – lei riesce a capirla, a “sentire” i racconti dell’anziana donna. È un dono soprannaturale, di certo, un po’ come il “fatto” del padre, ma più positivo.
Zia Filomena: bellissima figura, tutta da scoprire.
Qui a Fortino si vive in una dimensione di serenità; la guerra appare un fatto lontano, distaccato e i giorni scorrono tranquilli.
Un giorno, però, Ricciardi fa un sogno inquietante: un uomo, sanguinante per un coltello nel fianco, lo guarda e pronuncia una frase sibillina: “Tutti quei morti ammazzati, e io ancora senza giustizia”.
Perché quella frase?
Chi sia quell’uomo, Ricciardi lo sa bene! È il primo “fantasma” che gli apparve, all’età di sei anni; che lo rese consapevole del “fatto”: quel potere terribile di vedere i morti, di sentire le loro ultime parole. Dono e condanna, nello stesso tempo, che lo condizionò tutta la vita.
Quell’uomo fu ucciso – si diceva per gelosia – nei poderi dei Malomonte: fatto che non si spiegava, perché non avrebbe dovuto essere lì.
Da questi interrogativi, che tormentano Luigi Alfredo, nasce l’esigenza di capire, e di dare giustizia a quella persona, come gli aveva chiesto in sogno.
È il passato che torna (un altro ritorno!) e bisogna affrontarlo.
E qui Ricciardi si riveste dei panni di “commissario”, per un’indagine su un Cold case in piena regola.

Ma in questo romanzo c’è molto di più.
C’è Livia – Laura, la bellissima cantante innamorata senza speranza di Ricciardi, che dopo anni in Sud America, ha desiderio di rivedere l’Italia. La nostalgia è grande e…chissà se potrà ritrovare l’uomo tanto amato? Magari il vento potrebbe ancora girare e diventare favorevole..
E ritorna.
C’è il dottor Modo, figura da noi lettori tanto amata, che sta per lanciarsi in una folle impresa; conosciamo le sue idee politiche, il suo impegno. Chissà se qualcuno riuscirà, in qualche modo, a farlo desistere. Anche lui, come Maione, soffre di nostalgia per la lontananza di Ricciardi – non ha molti amici – e il suo ritratto, in questa vicenda, è quello di un uomo stanco, senza più affetti ed entusiasmi, deluso dagli eventi e dal corso della Storia.
C’è Bambinella, il femminiello che lavora in coppia con Maione, e lo aiuta nelle indagini…a suo modo, ovviamente.
C’è la nobildonna Bianca di Roccaspina, istitutrice della piccola Marta, sulla quale ha trasferito l’amore per Luigi Alfredo, e si dedica a lei con tutto il sentimento che ha in cuore.
Poi la famiglia di Nelide, e persino Tonino il verduraio, unico corteggiatore della scorbutica ragazza, che ci stupirà con un gesto inaspettato.

Quanti ritorni. Ci sono davvero tutti, in questo grandioso affresco, che cambia contesto, da Napoli al Cilento, ma anche lì mantiene intatta la sua forza, la sua potenza. Perché Napoli, comunque, è sempre presente nei romanzi di de Giovanni, anche quando si svolgono altrove: è come una magia.
De Giovanni, dopo “Caminito” e “Soledad”, ci regala con “Volver” un’opera di grande impatto emotivo, che arriverà certamente a toccare tutti i punti del cuore dei lettori.
Romanzo iniziato un po’ sottotono, con una carrellata su fatti già noti, una specie di “riassunto delle puntate precedenti” ma che poi, come un Diesel, prende vigore e, nello stesso momento, cattura il lettore per non lasciarlo più fino all’ultima pagina. Commovente.

Noi lettori li amiamo, i suoi personaggi, a uno a uno, in modo diverso. Ormai fanno parte del nostro vissuto, al punto da sognare future storie che ci raccontino di Marta, che ci facciano incontrare nuove figure…perché la penna “unica” di Maurizio de Giovanni avrà sicuramente il potere di farlo.
Grande Maurizio!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano. È celebre soprattutto per il personaggio del Commissario Ricciardi, per i bastardi di Pizzofalcone, e per Mina Settembre, protagonisti di molte sue opere da cui sono state tratte serie televisive di successo.
Nel 2007 Fandango pubblica Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la prima opera ispirata alle quattro stagioni e che dà il via alle indagini del commissario, cui seguono nel 2008 La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, nel 2009 Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi e nel 2010 Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi. Dal 2011 la saga viene continuata e pubblicata da Einaudi. Le vicende di Ricciardi diventeranno una serie televisiva Rai con Lino Guanciale nei panni del commissario.
Al centro dei romanzi di De Giovanni troviamo sempre Napoli, bella e al tempo stesso inquietante, di cui lo scrittore riporta colori, voci, contraddizioni, luci e ombre. Dal 2013, sempre per Einaudi, inaugura la serie dei bastardi di Pizzofalcone, che segna il passaggio dal noir classico al police procedural. Tra i titoli ricordiamo, Buio per i bastardi di Pizzofalcone (2013), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017), Angeli per i bastardi di Pizzofalcone (2021), Pioggia per i bastardi di Pizzofalcone (2024). Il protagonista della saga, Giuseppe Lojacono è interpretato da Alessandro Gassmann in una serie tv di successo.