Paola Darò – La finestra del terzo piano

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Editore Piemme
Anno 2025
Genere Giallo
304 pagine – brossura e ebook


Siamo a Torino, in una calda giornata d’estate dove Adele Tedeschi, voce narrante, è un’ eccentrica giovane donna che di mestiere fa la gallerista. Ora, nonostante sia agosto, sta preparando, ugualmente, un futuro vernissage ed intanto si gode la città svuotata, coi i suoi giri in bicicletta.
Una sera mentre guarda fuori dalla finestra del suo loft mansardato cercando di godere delle ombre della sera, nota sul balcone il signore del terzo piano, dirimpettaio a lei, che fuma un sigaro sul balcone mentre nell’aria risuona leggero Django Reinhardt con Minor Swing. Ha un aspetto distinto, e immagino sia un uomo solo, non l’ho mai visto accompagnato da nessuno nelle sue incursioni serali sul balcone.
L’uomo alle spalle ha una finestra aperta, da cui si intravede un grande quadro raffigurante un nudo femminile e un tavolino con una scacchiera.

Adele è sempre stata affascinata dal mistero che avvolge le vite degli altri esseri umani intravisti dietro le finestre illuminate. Più volte si è chiesta chi sia quel signore, come sia stata e come sia ora la sua vita.
È dunque con stupore che una mattina, pronta per andare alla sua Bottega, la sua galleria, viene fermata dal custode Agostino con la notizia che l’anziano signore, Simone Benelli, è stato trovato morto nel suo alloggio con un dito mozzato della mano destra.
Convocata, come altri inquilini dei palazzi adiacenti, in Questura per informazioni, incontra la giovane nipote del morto, Nadia Benelli, medico prossima alla specializzazione.
Qualcosa scatta tra loro tanto che, in un successivo incontro, Adele, dopo aver saputo che Simone Benelli era un pittore affermato, propone a Nadia di realizzare una mostra dei suoi quadri nella sua Bottega.
Insieme si recano nello studio del nonno di Nadia per scegliere le tele da esporre e da lì inizia una serie di strane scoperte che danno un risvolto giallo al romanzo. Un risvolto che porterà Adele, Nadia e la storica amica della protagonista, Matilde, in Inghilterra sulle tracce della precedente vita del pittore Simone Benelli.
Era un giusto, il signor Benelli? O, come tutti, era luce e ombre e fatiche e drammi, e fame e bisogni, fastidi, ira, problemi di bollette, guai intestinali, voglia di compagnia e di solitudine, piccole cose di una vita usuale? Qual era il mistero, il segreto che Simone Benelli custodiva e a causa del quale, forse, è stato ucciso?

L’opera si basa su un assunto fondamentale che riassume veramente la colonna portante dell’intera trama per cui quanto pensiamo di conoscere davvero le persone, anche quelle a noi più care? Quanto è verità e quanto solo una bella facciata?
Romanzo giallo d’esordio dell’ingegnere civile Paola Darò ambientato nella Torino dei nostri giorni che ne fa lo scenario principale della storia. Una Torino splendidamente descritta, prima nella calura agostana e poi nel nevischio invernale, ripercorrendo strade, angoli noti e suggestivi, monumenti, il bel parco del Valentino, la chiesa della Gran Madre e la Mole Antonelliana.
Un esordio raffinato costituito da una calma piatta lunga tutta la trama in particolar modo nella prima parte ma che, poi, si arricchisce di misteri e di segreti celati nella seconda parte con un ritmo sempre più incalzante e coinvolgente quasi da togliere il fiato e che non fa mancare al lettore un colpo di scena finale davvero sorprendente e inaspettato.

L’autrice offre al lettore un ritratto bello e approfondito della sua protagonista Adele per la quale l’indagine è, anche, un’occasione per riflettere sulla propria vita, sulle proprie paure, sui propri vuoti interiori.
Anche i personaggi, cosiddetti secondari, sono ben costruiti e ben delineati: ognuno con una sua personalità ben definita e unica così da completarsi a vicenda in una coralità.
La scrittura della Darò è molto fluida, incalzante e coinvolgente con tratti ironici da non sottovalutare anche se, a volte, fa un uso troppo frequente di clichè semantici che rischiano di banalizzare la narrazione che è tutt’altro che tale.

Davvero lodevole la scelta dell’autrice di voler parlare con delicatezza e rispetto di malattia mentale in un genere letterario di questo tipo. Ma che comunque può aiutare a sensibilizzare il lettore a questo argomento dal quale molto spesso si vogliono prendere le distanze e come dice sempre la protagonista se non ne parli, non esiste.
Molto interessanti, perché offrono un profondo spunto di riflessione, sono le considerazioni che l’autrice fa fare alla protagonista in merito al dolore, alla giustizia e alla verità.
La vita farà il suo corso. O meglio la morte. E giustizia sarà fatta.
La verità è che non c’è una verità. La verità è che siamo quello che sentiamo, quello che interpretiamo. La verità è che fuori nevica. E che a me piace da morire.

Benedetta Borghi


La scrittrice:
Paola Darò vive a Torino ed è un’ingegnera civile. La finestra del terzo piano è il suo romanzo d’esordio.