Barbara Frandino – Tremi chi è innocente

518

Editore Einaudi / Collana I Coralli
Anno 2025
Genere Giallo
208 pagine – brossura e ebook


Nico: sedici anni intrisi di ansia anticipatoria. Meteoropatico, affetto da sbalzi di umore, probabilmente autistico o borderline. Quando è solo in casa mangia lasagne fredde da frigo, in piedi; in terapia con ansiolitici e antidepressivi per resistere alla convivenza con i genitori e con il resto del mondo. Come tutte le persone affette da disturbo paranoide è convinto di essere lui la malattia e cerca di sopravvivere impegnandosi nello studio con la speranza di potersi trapiantare una faccia diversa con i capelli di un’altra persona per fuggire finalmente via da ogni impegno e se possibile anche dal pianeta Terra.
Con queste premesse ecco la realtà quotidiana di questo adolescente magro, privo di quel fisico attraente per le coetanee, troppo preso dalle proprie angosce al punto da desiderare qualsiasi cosa in grado di ridimensionare la tristezza che lo schiaccia, fosse anche una apocalisse.

Nella lettura delle descrizioni inerenti il quadro psicologico del ragazzo ci si immerge totalmente nel suo disagio esistenziale che lo fa sentire essere una belva ammaestrata dalla sorveglianza apprensiva della madre e dall’amore pedante del padre dove lui cerca sempre di conformarsi alle aspettative facendo in modo da non disturbare, sintonizzandosi sulle frequenze degli altri. Salvo esplodere in tentativi di ribellione mal compresi da chiunque gli stia intorno. Nascere e vivere in una famiglia che possiede capacità di disciplina olimpica per i sensi di colpa lo rende un essere vulnerabile e al contempo in grado di sopportare tensioni estreme.

La sottile vena umoristica che percorre l’intero romanzo alleggerisce la situazione di un giovane che preferisce restare sempre ai margini delle gare per non rischiare di perdere, convinto di essere uno sfigato di dimensioni galattiche, un imbranato e un miserabile. Nei rapporti interpersonali “passami il sale” diventa il tweet di una vita di sacrifici e fallimenti oltre alla sintesi di tutte le insoddisfazioni del mondo.
Come in tutti i noir c’è un cadavere e questo corpo aleggia su buona parte del romanzo facendo correre le pagine grazie alla leggerezza della scrittura e alla ottima concatenazione degli eventi. Si resta sempre in sospeso nella attesa di capire come possa andare a finire tutta la storia, quali tra i pochi personaggi presenti possano essere i responsabili sempre che si tratti di un fatto delittuoso.

Continuo è il rimando alle dinamiche psicologiche del protagonista cui non si può non accordare una simpatia di fondo nonostante il carattere fortemente condizionato dal proprio passato. Il ragazzo anela a costruirsi una memoria decente, quantomeno accettabile come sostiene lui stesso per mentire e sopravvivere. Deve continuamente fare i conti con un padre dal fisico clinicamente a forte rischio che gli fornisce un amore efficiente, metodico, termodinamico come una forza gravitazionale e il giovane sa benissimo che adattarsi, per lui, presuppone un impegno a lungo termine.

La lettura fluisce veloce e gradevole, si girano le pagine per capire come finirà la storia, si vuole sapere di più sul morto ma si vuole sapere anche se quell’antieroe infelice dotato di un umorismo psichiatrico riuscirà a trovare una sua salvezza. Il complemento oggetto del romanzo è il morto ma il soggetto è lui: Nico.

Rinaldo Picciotto


La scrittrice:
Barbara Frandino è giornalista, sceneggiatrice, produttrice e autrice di documentari e di programmi radiofonici. Ha pubblicato con Einaudi È quello che ti meriti (2020) e Tremi chi è innocente (2025) e, sempre per Einaudi, curato le raccolte di racconti Corpo a corpo (2008) e Ti vengo a cercare (2011). Ha scritto due libri per ragazzi, Jason (Salani 2013) e Che paura (Fabbri 2017), ed è coautrice di libri editi da Feltrinelli nella collana «Save the Parents».