Editore E/O Edizione – Collana Dal Mondo
Anno 2024
Genere Narrativa
608 pagine – brossura e epub
Traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca
Viviamo concentrati su noi stessi. Esistiamo nei giorni radicati nel presente fronteggiando difficoltà, perplessità e problemi. È un flusso da cui siamo trascinati, a cui è difficile opporre resistenza, come una cascata o forse più come le rapide di un fiume perché spesso non ci accorgiamo nemmeno di esserci finiti dentro. Viviamo convinti di sapere, edificando con impegno certezze che in un attimo vanno in frantumi e si può ricostruire sopra le macerie se non si riesce a spazzarle via? Esistiamo nella convinzione di conoscere gli altri, di sapere delle loro vite fino a quando ci scontriamo con verità che hanno custodito con cura nel profondo delle loro anime.
“Il 2010 è l’anno in cui mia zia è morta per la seconda volta.”
Agnes, famosa regista, reduce da una separazione amorosa da cui non riesce a liberarsi vivendo nel ricordo di ciò che è stato, con una figlia a cui è molto legata ma che sente di aver trascurato a discapito dell’infelicità, riceve la notizia della morte della zia Colette che lei sapeva deceduta da tre anni. Decide così di ritornare nei luoghi che hanno fatto parte della sua infanzia e giovinezza per cercare di scoprire cosa è successo e chi è sepolto per davvero al posto della donna. Inizia così un viaggio nel passato che la porterà a conoscere risvolti di cui non aveva il minimo sospetto.
“Ci sono risposte che sollevano ancora più domande.”
“Tatà” è l’ultimo romanzo di Valérie Perrin edito da E/O Edizioni, un’autrice che ho iniziato ad amare con “Cambiare l’acqua ai fiori” e ancor più con “Tre”. In questa storia si rinnova la sua formula vincente: un romanzo in cui si affonda nella vita dei suoi protagonisti con la complessità dei loro sentimenti, sogni, speranze, illusioni, delusioni, rimpianti e rimorsi e con un filone di mistero che sorregge l’intera struttura del libro incatenando il lettore con una crescente curiosità.
“Tatà” è la verità profonda che si nasconde dietro l’apparenza. Quello che non si può mostrare per paura. La cura che riserviamo a chi amiamo per tenerlo al sicuro dalle minacce. È l’affetto fraterno, filiale. È l’amore a cui non ci vogliamo abbandonare. Quello di cui ci dobbiamo privare. È quello che diamo all’altro senza chiederlo in eguale misura. È la morte che non si può accettare. È il tradimento che non si può dimenticare. È la delicatezza che si dedica a certe persone. È nel modo in cui lasciamo che l’altro ci rovini. nelle decisioni sbagliate. È nel piacere che si può trovare ovunque se lo si cerca. È nel timore di lasciarsi andare all’amore. È nelle risposte che creano nuove domande. È nella solitudine di un incubo che si alleggerisce se condiviso. È nel calore della sua voce che si sprigiona da un’audiocassetta.
“Cos’è che le dispiace?”
“Di essere stata infelice”.
“Non è certo colpa sua. Uno non può decidere se essere felice o infelice”.
“Sì, invece.”
Federica Politi
La scrittrice:
Valérie Perrin è autrice di quattro romanzi. Il suo primo libro, Il quaderno dell’amore perduto, ha vinto il premio Choix des Libraires Littérature 2018, oltre a una decina di premi nazionali. Cambiare l’acqua ai fiori, suo secondo romanzo, ha vinto diversi premi, tra cui il Prix Maison de la Presse 2018, ed è stato un successo internazionale. La terza opera pubblicata dall’autrice, Tre, ha vinto il premio Babelio nel 2022. In totale, i libri di Valérie Perrin hanno conquistato più di 3 milioni di lettori francesi e sono stati tradotti in 40 lingue. In Italia i suoi libri hanno venduto oltre 1.500.000 copie. Le Figaro l’ha inserita nella lista degli autori francesi che hanno venduto più libri nel 2019 e nel 2022.












