César Pérez Gellida – Terra bruciata. Un’indagine di Martín Gallardo

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Editore Ponte alle Grazie / Collana Scrittori
Anno 2025
Genere Giallo storico
576 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Thais Siciliano


“Ma porca di quella pu**ana!”. Lo so, è un modo tutt’altro che elegante per cominciare una recensione, ma è senz’altro quel che esclamerebbe il tenente della Guardia Civil Martin Gallardo semmai avesse la possibilità di leggere questa storia che lo riguarda. È il nuovo romanzo di Cesar Perez Gellida, si intitola Terra bruciata, è pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie e, credetemi, val bene l’esclamazione colorita!
Si tratta di un giallo storico – un appassionante tomo di quasi seicento pagine – ambientato in Estremadura, una delle regioni più povere della Spagna, nel 1917. Fuori dai confini nazionali infuria il primo conflitto mondiale, ma al di qua dei Pirenei se ne sentono solo gli echi. D’altra parte la Spagna ha già le sue beghe da dirimere: si comincia sempre più a parlare di una misteriosa influenza che sta decimando la popolazione e che appena due anni più tardi il mondo conoscerà proprio con il nome di Spagnola.

Intanto, nelle strade sconnesse dell’Estremadura, due cavalli galoppano verso Zafra: sono Alarico, il fido destriero ed amico del tenente Gallardo, e il cavallo che porta in groppa il suo collaboratore, il sergente Pacheco. I due vanno ad indagare sull’incendio che ha distrutto la tenuta Monterroso, a capire dove sia finita Antonia, la chiacchieratissima proprietaria in paese denominata “la vedova”, e ad interrogare l’unico che possa saperne qualcosa: il fattore della tenuta nonché amante di Antonia, Jacinto Jose Padilla. Ma i due militari capiranno presto di non essere gli unici interessati all’uomo… Questa storia sta per diventare molto più oscura di quanto sembrasse; la strada di Gallardo e Pacheco sta per diventare molto più impervia: li attendono svolte, orrori e spargimenti di sangue imprevedibili.

I punti di forza di questo poliziesco ambientato più di cent’anni fa sono molteplici. Innanzitutto la scrittura di Gellida che è fluida e accattivante, capace di trasmettere crudezza e pietà nella stessa frase: l’autore non si spinge mai a cercare spasmodicamente di stupire, di scioccare il lettore, ma conduce la narrazione per la sua strada, quella che lui ha stabilito, senza che il temperamento pure sanguigno dei personaggi prenda il sopravvento deviandone il corso.
Poi ci sono loro, i personaggi appunto: più che sulla spettacolarità delle azioni, questo libro punta su un’attenta caratterizzazione dei personaggi, “buoni” mai del tutto buoni e “cattivi” mai veramente cattivi, tutti con le loro debolezze, dipendenze, fragilità. Gallardo stesso, l’effettivo protagonista della storia, è un tenente rispettato, temuto, intransigente, eppure profondamente umano. E poi, come in ogni giallo che si rispetti, c’è il mistero, l’ignoto, quello che ci fa macinare pagine su pagine senza sentire la stanchezza, che ci fa leggere fino a notte fonda pur di sapere come sono andate veramente le cose. E qui nulla è davvero detto, fino alla fine, nulla è sicuro, neanche la morte!
Capite, ora, il perché di quell’esclamazione iniziale tanto cara a Martin Gallardo? Beh, leggete Terra bruciata, vi piacerà.

Rossella Lazzari


Lo scrittore:
César Pérez Gellida (Valladolid, 1974), laurea in geografia e storia, master in direzione commerciale e marketing, ha lavorato nelle comunicazioni fino al 2011, quando ha deciso di dedicarsi unicamente alla scrittura. I suoi originali thriller hanno riscosso grande successo in Spagna – dove si è persino coniato il termine gellidismo per definire lo stile e il tono che gli sono propri – e gli hanno fruttato numerosi premi. Ponte alle Grazie ha pubblicato i suoi L’ultima a morire (2021) e Schegge nella pelle (2023).