Amir Valle – Habana Babilonia

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Editore Golem / Collana Uomo
Anno 2025
Genere Noir
368 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Giovanni Agnoloni


Quando Habana Babilonia di Amir Valle uscì a Cuba, proprio sul finire degli anni Novanta, il libro divenne subito una specie di best-seller. Una specie, va sottolineato. Perché in realtà il volume, una via di mezzo fra romanzo e reportage giornalistico, era totalmente clandestino. Nessun editore locale, più o meno controllato dallo Stato come è prassi nei regimi comunisti, avrebbe mai pubblicato un libro-verità che sollevava il velo d’ipocrisia sul diffuso fenomeno della prostituzione nel Paese di Fidel Castro.

Così l’autore, Amir Valle, nato a Guantanamo nel 1967, cominciò a fare circolare alcune copie del manoscritto in modo clandestino. Parliamo di più di venticinque anni fa, quando i mezzi di comunicazione a Cuba erano molto limitati, non esistevano cellulari ma erano rari anche i computer e le fotocopiatrici. Impossibile anche solo pensare di far girare un testo proibito così come accadrebbe oggi: via mail, Whatsapp, Cd-Rom, chiavette Usb e persino fotocopie. L’unico sistema per riprodurre un libro che non era consentito stampare era armarsi di pazienza e ricopiarlo con le vecchie macchine da scrivere americane che ancora si usavano nell’isola; oppure addirittura riscriverlo a mano come anacronistici amanuensi alla fine del XX secolo. E così è accaduto.

Girando di mano in mano e venendo ricopiato da centinaia di volontari, “Habana Babilonia” riuscì a essere diffuso presso decine di migliaia di lettori cubani, diventando uno dei libri più popolari dell’isola caraibica pur non esistendo nella realtà, cioè senza esser mai stato stampato né messo in vendita in nessuna libreria. A quell’epoca Amir Valle era già uno scrittore e giornalista culturale abbastanza noto, aveva pubblicato saggi e romanzi e lavorava per l’Instituto Cubano del Libro e per una società di turismo, entrambi enti pubblici. Già nel corso degli anni Novanta, Valle si era attirato l’ostilità del governo per le sue critiche in campo politico e culturale e per la sua vicinanza con la dissidenza cristiana in un Paese ufficialmente ateo. Infine nel 2006, con la pubblicazione in Spagna del samizdat clandestino sul mondo della prostituzione, per l’autore è scattato l’ostracismo: non gli è più stato permesso di rientrare a Cuba e da allora vive in esilio in Europa, prima in Spagna e poi in Germania.

Considerato il più grande bestseller underground della letteratura cubana di fine Novecento, “Habana Babilonia” è un approccio saggistico e giornalistico crudo e senza filtri sulla prostituzione a Cuba degli anni Novanta e del periodo successivo, ricco di testimonianze dirette. Per ricostruire questo fenomeno poco conosciuto, che è esploso a Cuba dopo il crollo dell’Urss e la fine degli stretti rapporti commerciali con Mosca, Amir Valle ha realizzato centinaia di interviste a jineteras, papponi, venditori di prodotti al mercato nero, proprietari di bordelli, tassisti, promotori di spettacoli di travestiti, poliziotti e funzionari corrotti, lavoratori del turismo e altre figure della vita quotidiana e del potere politico. Nota di colore: a Cuba la parola “jinetera” non vuol dire esattamente prostituta, bensì “cavallerizza” e si dice che le ragazze siano state chiamate così perché si lanciavano sui turisti stranieri come la cavalleria “mambì”, cioè creola, ai tempi della guerra coloniale contro la dominazione spagnola.

Inoltre quasi sempre la “jinetera” non è una vera professionista del sesso: molte di loro svolgevano altre attività (studentesse, impiegate, operaie, casalinghe, persino madri) e usavano il proprio corpo per “arrotondare” nel tempo libero e aiutare la famiglia a uscire dalla spaventosa crisi economica del cosiddetto “periodo especial”, cioè i cinque-sei anni successivi al crollo dell’Urss e alla fine dei rapporti commerciali con le nazioni del Patto di Varsavia. Una fase storica nella quale Cuba era davvero priva di risorse e scarseggiava anche il cibo. Nel corso degli anni, poi, il fenomeno si è via via professionalizzato e oggi assomiglia sempre più alla realtà sociale di molti Paesi poveri del mondo a fronte della presenza di ricchi turisti occidentali.

In virtù della pubblicazione in Spagna, Habana Babilonia nel 2007 ha ottenuto il prestigioso Premio Rodolfo Walsh per opere non fiction alla Semana Negra di Gijòn, il più importante festival letterario noir in lingua spagnola. E in seguito è stato tradotto in Francia e Germania. Ora grazie all’editore Golem di Torino arriva anche nelle librerie italiane, con la traduzione di Giovanni Agnoloni. Sempre Golem nel 2023 aveva già pubblicato un altro romanzo di Amir Valle, Il santuario delle ombre, che affrontava il tema spinoso e drammatico delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico dei profughi in fuga da Cuba verso gli Stati Uniti, che spesso vengono depredati e uccisi dalle bande di malviventi prima di raggiungere le coste della Florida.

Giorgio Ballario


Lo scrittore:
Amir Valle
, scrittore e giornalista, vive a Berlino e lavora come analista politico e presentatore televisivo presso l’Agenzia di stampa “Deutsche Welle”. È stato riconosciuto internazionalmente grazie ad Habana Babilonia e al successo della sua serie di romanzi noir El descenso a los infiernos (“La discesa agli inferi”), sulla vita contemporanea a Centro Habana. Due sono disponibili in italiano: Le porte della notte (Ilion, 2018) e Il santuario delle ombre (Golem, 2023). Anche il romanzo Non lasciar mai che ti vedano piangere (Ilion, 2018) è tradotto in italiano. La sua produzione narrativa è stata elogiata da scrittori come Günter Grass, Gabriel García Márquez, Manuel Vázquez Montalbán, Herta Müller e Mario Vargas Llos.