Editore Mille Battute Edizioni
Anno 2025
Genere Giallo
160 pagine – brossura e ebook
Lorenzo Mazzoni, il suo humor caustico e la sua ironia feroce, tornano in libreria con un nuovo capitolo delle avventure dell’ispettore Malatesta, poliziotto molto sui generis, ex ultrà della Spal e personaggio con un occhio critico ad ampio raggio nei confronti delle storture della società contemporanea. Lo sciamano dei polli è un romanzo estremamente dinamico, a tratti internazionale, divertente e adrenalinico. La scrittura di Mazzoni è bella, veloce, sa essere descrittiva e allo stesso tempo divenire chirurgica quando deve sbeffeggiare qualcosa che non piace all’autore. Cosa che ben si coniuga con la narrativa mazzoniana che sa come entrare nel quotidiano di personaggi e comprimari, per scalzarli dal loro guscio e metterli in evidenza oppure, quando necessario, alla berlina. Pur scivolando sopra vite che si intrecciano e interagiscono, ha l’imperturbabile capacità di raccontarle in modo affatto indelebile.
Questa la vicenda: è una mattina che segue una nottata di bevute per la vittoria della Spal. Malatesta è ridotto uno straccio. Decide di non seguire il consiglio del fedele braccio destro, il sovrintendente Gavino Appuntato, che gli consiglia di darsi malato, e va in ufficio. Qui viene convocato dal suo capo, il detestabile commissario Polano. Nell’ufficio del capo si trovano già due alti dirigenti giunti da Roma. Gli chiedono se ricorda un certo Valerio Brandolini e il nome accende una serie di ricordi nella memoria provata dall’alcol di Malatesta. Valery lo sciamano, era un rapinatore di banche e gioiellerie. A un certo punto, beccato a Ravenna, si era fatto otto anni al gabbio. Una volta uscito, aveva portato via la moglie a un amico, noto trafficante d’armi, e con lei era scomparso. Girando il mondo, il suo asse aveva subito una strana inclinazione; l’incontro con gruppi ecologisti, frange anarchiche, no-global, vegani integralisti e altri insurrezionalisti aveva cambiato la sua visione del mondo. Valery e Zaira, la sua donna, avevano così cominciato a far saltare per aria allevamenti di polli in giro per l’Europa. Ora si trovano a Ferrara e Polano incarica Malatesta di trovarli e arrestarli.
Inizia così una vicenda che, come sempre avviene nei romanzi di Lorenzo Mazzoni, sfiora in maniera straordinariamente piacevole il surreale, pur tenendo i piedi costantemente ancorati al terreno. E al territorio. Vi si intrecciano vicende diverse: un killer, pagato da un allevatore di pollame turco, sulle tracce di Valery e Zaira; un finto attentato terroristico di matrice islamica a Ferrara, che un certo Thomas Fuscaldi, detto il paggetto, intende organizzare utilizzando tre ignari ragazzetti magrebini disagiati; Valery che, essendo a conoscenza dell’organizzazione di tale attentato nella sua amata Ferrara, farà di tutto per impedirlo. E sopra tutti, Malatesta, con il fido Appuntato, avranno il difficile compito di mettere insieme i pezzi di questo complicato puzzle che si snoda tra Ferrara, la Turchia, Cipro e Venezia, e riporta in luce vecchie conoscenze quasi dimenticate.
Lo sciamano dei polli è un romanzo svelto, divertente, all’apparenza leggero ma appassionato e con parecchia sostanza che il lettore attento potrà ritrovare tra le righe. Lorenzo Mazzoni lo conduce con maestria, bella scrittura e molto umorismo. Perché, anche nella vita reale, certi personaggi fanno ridere, anche se vorrebbero sembrare seri. Il suo vissuto, la conoscenza della storia contemporanea e la capacità analitica di guardare al quotidiano, non solo fanno di Mazzoni una delle migliori voci del noir italiano, ma pure una penna che sa elevarsi sopra la melma dell’ovvio, dote non molto frequente, e che ci regala storie interessanti e avvincenti. Senza mai dimenticare che, come ha detto qualcuno, «la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà».
Enrico Pandiani
Lo scrittore:
Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974 e ha abitato a Londra, Istanbul, Parigi, Sana’a e Hurghada. Scrittore, saggista e reporter, ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013), Quando le chitarre facevano l’amore (Spartaco, 2015; con cui ha vinto il Liberi di Scrivere Award), Un tango per Victor (Edicola, 2016), Il muggito di Sarajevo (Spartaco, 2017), In un cielo di stelle rotte (Miraggi, 2019), Antidolorifico (Libero Marzetto, 2024). I suoi reportage e i suoi racconti sono stati pubblicati su antologie, quotidiani e magazine. È docente di scrittura creativa di Corsi Corsari e consulente per diverse case editrici. Collabora con Il Fatto Quotidiano.












