Romano De Marco – Dimenticare Milano

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Editore Ubagu Press
Anno 2025
Genere Thriller
252 pagine – brossura e ebook


Un giovane uomo fa la cosa giusta e si ritrova in un letto d’ospedale, massacrato e torturato.
Intanto una banda di pedofili armati ha rapito un bambino e i rinforzi sono troppo lontani.
Il buon samaritano in fin di vita è il figlio di Marco Tanzi, un uomo che aveva giurato di non tornare; fuori dalla cascina in cui i pedofili si sono asserragliati il poliziotto Luca Betti decide che non può aspettare altri colleghi per irrompere.
Mentre Betti sta elaborando le conseguenze delle sue azioni e decisioni come uomo, padre e poliziotto, Marco Tanzi torna ad affrontare i suoi fantasmi e trasformare in cadaveri chi gli ha quasi ucciso il figlio.
Tanzi bussa alla porta di Betti e il viaggio di Dimenticare Milano, uno di vendetta, giustizia e violenza, comincia.

Mi chiamo Marco Tanzi, ho cinquantrè anni.
Sono stato un poliziotto, un investigatore privato. Ho vissuto otto anni in carcere e due per strada, fra i senzatetto. Ho mentito, ucciso a sangue freddo, tradito e abbandonato chi mi amava.
Ho passato metà della vita a negare la mia natura e l’altra metà a pagarne le conseguenze.
Ho provato ad espiare le mie colpe e a ricominciare, ma non ha funzionato. È stato allora che ho scelto questa vita, in attesa del momento per ritirarmi in qualche buco di culo del mondo per morire in solitudine, come si addice a un reietto della mia specie. O almeno era questo il programma, prima che il destino venisse ancora una volta a presentarmi il conto, costringendomi a fare ciò che avevo giurato di non fare mai più.
Ora, per me, è arrivato il momento di tornare a Milano.

I due uomini cominciano una lotta senza pietà contro una potente organizzazione criminale specializzata in traffico di esseri umani, con legami internazionali ed enormi capacità. Betti e Tanzi cacciano e sono cacciati, si ritrovano ad affrontare un underworld che è una città sotto la città piena di pericoli e orrori che le autorità non riescono a contrastare. Gli abitanti di questa Milano oscura sono psicopatici, gangster e assassini con addestramento militare. Le vittime di questa Milano nel romanzo di Romano De Marco sono i buoni, gli inconsapevoli, i deboli.
La città è descritta come un paesaggio complesso. È la Milano dei ricordi, dei sogni infranti e delle possibilità perdute. Lungo il libro emerge la città di una volta, con i suoi quartieri, i commissariati infiltrati e assediati dalla malavita, dei bar, la città di operai e della classe media operosa diventata quasi spettrale. La città dimenticata che i protagonisti rievocano nel loro cammino. E la città trasformata, l’hub finanziario e commerciale, dei grattacieli la cui ombra copre appena l’economia criminale che scorre incontestata. De Marco svolge insieme ai suoi personaggi una città pericolosa, viva, in cui è sempre, pagina dopo pagina, facile immergersi.

«Io mi consideravo tuo amico. Il Luca Betti che conoscevo mi piaceva, era un buon poliziotto, una persona perbene. Un padre, un collega su cui contare, il miglior capo che si possa avere. Marco Tanzi invece è uno psicopatico e non mi è mai piaciuto… E visto che ti stai trasformando in lui, puoi trarre da solo le tue conclusioni».

In questo thriller la dinamica da “rogue buddy cop” funziona, l’intreccio è semplice, lineare e insieme intrigante. C’è un problema in questi due protagonisti il quale emerge continuando nella lettura: la progressiva quasi indistinguibilità tra i due personaggi principali. Luca Betti sembra una versione più giovane di Tanzi, a tratti una scheda personaggio quasi sovrapponibile, qualcosa che una più strutturata traditio lampadis avrebbe evitato. Qualche imprecisione su armi e statuti su PMC è perdonabile e perdonata. Interessanti e strutturati alcuni personaggi secondari come il Prete e il questore Daniela Boschi.

Il romanzo è in una serie ma i recap non sono invasivi o petulanti e riescono a fare orientare il lettore e la lettrice nella vicenda. Il romanzo può essere tranquillamente letto come primo incontro con la scrittura di De Marco e le vicende dei suoi protagonisti ed evoca il recupero dei capitoli precedenti senza essere strettamente necessario.
Dimenticare Milano è un thriller d’azione capace, che intrattiene. Le scene d’azione sono fluide, interessanti, essenziali. Il thrilling, qualcosa che troppi thrilleristi italiani dimenticano di inserire nei loro thriller, è costruito con mestiere, una missione che De Marco porta a termine con successo. Dimenticare Milano è anche un romanzo sul trauma e la tragedia di elaborarlo, sulla paternità e il suo struggle. Un sottotesto che si affianca e arricchisce lo svolgimento d’azione.

I due protagonisti, per quanto a tratti troppo sui passi dell’altro, sono combattenti nella giungla urbana e outsider in un sistema che sono comunque chiamati a difendere. Due lupi solitari che per un caso dell’esistenza proteggono il gregge.
In un ecosistema infestato dal cozy crime, stracolmo di gialli e noir meno emozionanti e competenti di un libretto d’istruzioni, questo vero thriller di De Marco dà un po’ di respiro a lettori e lettrici del genere. Respiriamo e consigliamo.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Romano De Marco esordisce nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco. Nel 2014 con Feltrinelli pubblica Io la troverò, il primo volume di «Nero a Milano», serie che proseguirà con Città di polvere (Feltrinelli, 2015) e Nero a Milano (Piemme, 2019). Tra le sue altre opere più note: L’uomo di casa (Piemme, 2017), Se la notte ti cerca (Piemme, 2018), La casa sul promontorio (Salani, 2022). Ha vinto numerosi premi letterari dedicati al giallo e al noir, tra cui il Premio Scerbanenco dei Lettori, prima con L’uomo di casa e poi con Nero a Milano. È responsabile della sicurezza di uno dei maggiori gruppi bancari italiani.